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Se non mi chiami per nome ti butto sopra e facciamo zim zum zam

Post n°778 pubblicato il 10 Maggio 2012 da ztl.kikka

Nutria Oranginella.jpg

C'era una volta un conte, che si aggirava tra i blog.
In quella gaia compagnia di favolose fanciulle,
il conte venne accolto come l'essere più bello
del mondo. Togliete il "come", perché era, era
l'essere più bello del mondo.
Questa è la vera storia del conte Zeta, chiamato
anche conte Sonnifero, un anestetico naturale
per le ancelle, che produceva un effetto continuo
per quattro o cinque ore di estasi d'amore siringando
tutti i cuori con parole gentili...
Comincia così l'avventura:
Il conte Zeta e click, click e, riclick col tasto esplora,
tra un click e l'altro; così per caso un giorno andando
a spasso col capo basso incontrò la sua ancella
più famosa che si chiamava principessina
Oranginella.
<<Olià chi è sta zitellona cicciona?>> Disse Zeta.
La principessina bombolona come lo vide gli fece
un bel inchino e disse:
<<signor Zeta meraviglia delle meraviglie>>.
Il conte  scrutò attentamente la bombolona
mentre era china e disse fra sé e sé:
<<lì motaccici sua>>, e scappo al volo con tasto X.
E, la nutria Oranginella rimase china per giorni
e giorni... Poverella.
Dopo mesi di dieta ferrea, e di miracolose sedute
dal chirurgo plastico la principessina
Oranginella riprese a girare tra i blog.
Dunque dunque, anzi non esiste nessun dunque!
Dunque: la casa di Oranginella era nel blog di Zeta,
ma chissà perché la poverella era finita nel suo blog.
Cominciava a fare caldo, e lei non poteva spogliarsi,
per il lardo che le penzolava dal corpo e non voleva
che zeta scappasse a gambe levate, e scoppio
a piangere, perché la voglia di farsi il conte
si faceva sempre più ardente, lo amava sempre più.
Per caso il conte sempre indaffarato tra sue mille
ancelle si accorse di una voce fuori dal gruppo
e gli pareva che qualcuno lo chiamasse,
drizzò la spada, e cominciò a cercare domandò
tra le mille ancelle, finché trovò Oranginella.
Le disse: <<sei tu quella che mi chiama?>>.
Oranginella rispose che non stava chiamando ,
ma stava piangendo.  Il conte s'incaxxò come
un lupo mannaro:
<<non mi chiamavi?, e io vorrei sentire il mio nome>> .
<<Impossibile sto frignando>> spiegò Oranginella.
Il conte zeta la minacciò:  se non lo accontentava
l'avrebbe portata nel prive della messaggeria
a calci nel sedere.
Oranginella disse che la faccenda non l'avrebbe
disturbata per nulla. Di nuovo Zeta l'avvertì:
<< bada che ti violento>>. Lei non si scompose:
<<fai pure non me ne importa nulla>>.
Allora Zeta vide il materassino
nel prive e disse:
<< se non mi chiami per nome ti butto
sopra e facciamo zim zum zam>>
, e Oranginella
implorante lo scongiurò:
<< no dai non farlo ti prego no dai, mi umilieresti>>.
Zeta provò ancora ad insistere ripensando, al no dai...
no dai? Ma visto che oranginella non cedeva
alla sua richiesta, la prese e la butto sul materassino:
<< NO DAIIIIIIIIIIIIIIIII>> disse Oranginella
che aveva raggiunto il suo scopo...
Zeta fu costretto a pestarla
per far staccare quella saqnguisuga.
                                                                                 
    Francesca©

 
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