l'analisi perplessa.

Un' impronta di stile.


Essere educati è un' arte, è intelligenza, consapevolezza di sè e sensibilità verso gli altri, stile e cultura personali. Ecco una carrellata di semplici occasioni in cui poter essere tutto ciò.Presentazioni: evitiamo il classico "piacere". Siamo all'inizio della conoscenza perciò non sappiamo ancora se sarà un piacere. Ancor più da dimenticate "onoratissimo" o "felicissimo" eccesivamente entusiastici. Anche il "salve" o "buondì" che hanno un suono troppo informale e sbrigativo; meglio un semplice "buongiorno" o "buonasera" seguiti da nome e cognome. Al telefono: è importante il tono della voce, nè alto nè basso, deve rimenere caldo e pacato "che sorride". Se cade la linea tocca sempre chi ha chiamato ritelefonare.In ascensore: è bene offrire la precedenza (sopratutto gli uomini) a chi entra, e si lascia uscire per primi gli altri, a meno che lo impedisca l'affollamento.Tu o lei?  Dare del "tu" è una concessione di amicizia, non va regalata a tutti. Usando il "lei" inoltre possiamo creare una barriera di difesa dall'invadenza altrui.A tavola: non si dice "buon appetito" all'inizio del pasto. una volta che tutti sono serviti basta un sorriso ai propri vicini di tavola.Il brindisi: si fa alzando il bicchieri afferrati per lo stelo, senza toccare i bicchieri e senza dire "cin cin" chi è astemio riempia il bicchiere con l'acqua.