l'analisi perplessa.

Se non mi chiami per nome ti butto sopra e facciamo zim zum zam


C'era una volta un conte, che si aggirava tra i blog.In quella gaia compagnia di favolose fanciulle, il conte venne accolto come l'essere più bello del mondo. Togliete il "come", perché era, era l'essere più bello del mondo.Questa è la vera storia del conte Zeta, chiamato anche conte Sonnifero, un anestetico naturale per le ancelle, che produceva un effetto continuo per quattro o cinque ore di estasi d'amore siringando tutti i cuori con parole gentili...Comincia così l'avventura:Il conte Zeta e click, click e, riclick col tasto esplora, tra un click e l'altro; così per caso un giorno andando a spasso col capo basso incontrò la sua ancella più famosa che si chiamava principessina Oranginella. <<Olià chi è sta zitellona cicciona?>> Disse Zeta.La principessina bombolona come lo vide gli fece un bel inchino e disse: <<signor Zeta meraviglia delle meraviglie>>. Il conte  scrutò attentamente la bombolona mentre era china e disse fra sé e sé: <<lì motaccici sua>>, e scappo al volo con tasto X.E, la nutria Oranginella rimase china per giorni e giorni... Poverella.Dopo mesi di dieta ferrea, e di miracolose sedute dal chirurgo plastico la principessina Oranginella riprese a girare tra i blog. Dunque dunque, anzi non esiste nessun dunque!Dunque: la casa di Oranginella era nel blog di Zeta, ma chissà perché la poverella era finita nel suo blog. Cominciava a fare caldo, e lei non poteva spogliarsi, per il lardo che le penzolava dal corpo e non voleva che zeta scappasse a gambe levate, e scoppio a piangere, perché la voglia di farsi il conte si faceva sempre più ardente, lo amava sempre più.Per caso il conte sempre indaffarato tra sue milleancelle si accorse di una voce fuori dal gruppo e gli pareva che qualcuno lo chiamasse,drizzò la spada, e cominciò a cercare domandò tra le mille ancelle, finché trovò Oranginella.Le disse: <<sei tu quella che mi chiama?>>. Oranginella rispose che non stava chiamando , ma stava piangendo.  Il conte s'incaxxò come un lupo mannaro: <<non mi chiamavi?, e io vorrei sentire il mio nome>> .<<Impossibile sto frignando>> spiegò Oranginella. Il conte zeta la minacciò:  se non lo accontentava l'avrebbe portata nel prive della messaggeria a calci nel sedere.Oranginella disse che la faccenda non l'avrebbe disturbata per nulla. Di nuovo Zeta l'avvertì: << bada che ti violento>>. Lei non si scompose: <<fai pure non me ne importa nulla>>.Allora Zeta vide il materassino nel prive e disse:<< se non mi chiami per nome ti butto sopra e facciamo zim zum zam>>, e Oranginella implorante lo scongiurò:<< no dai non farlo ti prego no dai, mi umilieresti>>.Zeta provò ancora ad insistere ripensando, al no dai... no dai? Ma visto che oranginella non cedeva alla sua richiesta, la prese e la butto sul materassino: << NO DAIIIIIIIIIIIIIIIII>> disse Oranginella che aveva raggiunto il suo scopo... Zeta fu costretto a pestarla per far staccare quella saqnguisuga.                                                                                     Francesca©                                                                                                      copyright© 2006-2012Articolo pubblicato sul blog: L'analisi perplessa.