l'analisi perplessa.

Mi afferrava all'improvviso un ossessionato desiderio


 
Mi afferrava all'improvviso un ossessionato desiderio...il treno, il viaggio.Ho dovuto trattenerlo per anni, per molti anni fra i miei sogni.Ero troppo piccolo per cercare e per fuggire e, non avevo una lira per una partenza. E, per consolarmi chiudevo gli occhi e guardavo i sogni, lì cercavo disperatamente tra le rotaie di un binario che arrivasse a destinazione.Vivevo il viaggio così ad occhi chiusi... partivo con un carico d'amore e di parole da donare, e arrivavo là, nell'unico posto dove il mio animo riusciva a rasserenarsi,mi sedevo sulla tomba dei miei genitori parlando per ore, e ore... Un treno, il mio treno, i miei viaggi dell'infanzia,tenerissimi e sono qui ancora ora come allora e, ogni tanto li ripercorro. Ricordo che non potevo sempre viaggiare, perché le circostanze non lo consentivano, per non apparire diverso, un bambino diverso.C'era troppa confusione nel cortile del collegio, e quando mi estraniavonel mio silenzio venivo deriso, e più venivo deriso dai ragazzile "educatrici" mi mettevano in castigo. Avrei voluto sognare tutti i giorni quel viaggio, e solo Dio sa quanto mi sono mancati.Quando mi lasciavano la libertà di sognare io partivo con un carico di fiori. E quando tutto questo non mi era consentito guardavo le ore libere, le aspettavo impazientemente, il mio cortile la panchina due fogli una biro e facevo finta di disegnare, ma in realtà scrivevo una lettera a mia madre, e le raccontavo che stavo bene, che presto sarei arrivato da lei... le lettere le ho ancora tutte con me. Quelle lettere mai partite,mai spedite e, i fiori che giornalmente raccoglievo non sono mai appassiti, mai morti sono vivi tutti nel mio cuore.Tutte le volte che scrivevo a mia madre, subito dopo piangevo e mi chiedevo continuamente perché mentissi all'unica persona al mondo che mi amasse.Mamma, non stavo bene, ma tu lo sapevi.Pubblico anche questo scritto senza commentare, era fra le bozze.Buona serata a tutti FrancescaArticolo pubblicato sul blog: L'analisi perplessa.copyright© 2006-2012