Creato da: giangiammy il 04/09/2005
Pensieri di vita, pensieri vitali

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Marzo 2019 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

FACEBOOK

 
 

Ultime visite al Blog

minsterr999volandfarmsalvatore_langmelody_1981SdoppiamoCupidogiovydancerPippitwo
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

 

Ancora sui robot/androidi

Post n°5 pubblicato il 03 Gennaio 2006 da giangiammy

Una notizia dal giappone, relativamente ad un androide
con sembianze umane: non cammina ancora, ma l'aspetto
e' veramente impressionante - e respira pure!

Japanese develop 'female' android

http://news.bbc.co.uk/1/hi/sci/tech/4714135.stm

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Wakamaru, un robot domestico dall'oriente

Post n°4 pubblicato il 20 Settembre 2005 da giangiammy

La Mitsubishi ha annunciato la disponibilita' di Wakamaru,
(http://www.linuxdevices.com/news/NS7303340303.html)
un robottino controllato da un sistema Linux da tenere in
ca sa con capacita' di riconoscimento dei visi, riconoscimento
vocale, e sintesi vocale.

E' un po' di tempo che si sentono annunci vari su robot
piu' o meno antropomorfi provenienti dal mondo orientale:
fra l'altro abbiamo imparato che quando una tecnologia diventa
pubblica nei centri di ricerca si e' ben piu' avanti ...

Sorge quindi spontaneo chiedersi a che punto sia la ricerca
avanzata in oriente: mi pare che sia piu' avanti che
nell'occidente, anche se tendiamo a non riconoscerlo,
forse per paura di essere gia' stati tecnologicamente sorpassati.

Paura o no, i fatti non cambiano - e come in tutte le cose
ci sono alti e bassi.


 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Pluralita' di informazione

Post n°3 pubblicato il 07 Settembre 2005 da giangiammy

Sono recentemente uscite un paio di enciclopedie della scienza allegate a due diversi quotidiani. Fra l'altro, da quel che ho visto sfogliando i primi volumi, sono belline, di sicuro con nomi noti
del mondo scientifico, ma non e' la qualita' che mi ha ispirato la considerazione piu' interessante!

Si tratta di due opere, come detto nelle rispettive introduzioni, che cambiano il concetto di enciclopedia tradizionale, nel senso che non e' una opera organizzata per voci in ordine alfabetico, ma per argomento.

Certo e' singolare come le due opere siano uscite in contemporanea - che e' poi un modo per rubarsi i clienti: forse se fossero uscite in tempi diversi, una persona le avrebbe potute acquistare entrambe, ma cosi' non penso.

La domanda  che mi son fatto, io da completo ignorante del mondo editoriale, e': ma come sono organizzati al loro interno i giornali,
e soprattutto nei loro rapporti reciproci? si accordano fra di loro
nelle loro rispettive scelte editoriali?

Come mai la stessa idea si vede pubblicata in due giornali diversi?

Ma la cosa che stimola di piu' la riflessione va ben oltre l'enciclopedia (di cui,
anche se vi sono 2 versioni simili, benvengano) e riguarda il cuore dell'informazione: abbiamo tante testate (indipendenti?) ma in realta' le nostre fonti di informazione quante sono? sono piu' di una?

Forse e' meglio iniziare a cercare - come dice il detto, chi cerca trova!


 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Aiuti agli Stati Uniti

Post n°2 pubblicato il 06 Settembre 2005 da giangiammy


Gli Stati Uniti si trovano in una situazione critica nella gestione dell'emergenza a New Orleans, e danno il benvenuto ad aiuti esteri.

Cosa significa questo? quale tipo di aiuto si puo' fornire?

Siamo a bituati a pensare agli Stati Uniti come ad una potenza mondiale, anzi spesso la si ritiene l'unica potenza rimasta dopo il crollo della ex URSS, pero' in questo caso ha bisogno di aiuto, e si e' parlato pure di aiuti economici. Certamente le competenze e le capacita' non si possono inentare su due piedi, per cui se gli Stati Uniti hanno bisogno di particolari competenze, ben venga ogni aiuto di questo tipo, ma che senso ha parlare di aiuti economici?

Parlavo di passaggio della staffetta da occidente a oriente paventando un nuovo medioevo nell'occidente, ma la situazione temuta si avverera' in un futuro remoto, prossimo, o la stiamo gia' vivendo? Chiaramente vivendola non potremmo essere molto oggettivi nella sua analisi, pero' fatti come questo fanno riflettere.

Gli Stati Uniti sono una potenza? o erano una potenza? o sono una potenza all'esterno, ma vi sono grossi problemi alle fondamenta?

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Il secondo medioevo

Post n°1 pubblicato il 04 Settembre 2005 da giangiammy


*** Il Secondo Medioevo

Un confronto tra eventi storici lontani, ma che forse presentano
qualche analogia: la situazione in cui l'impero romano è nato, si è
sviluppato ed espanso e la situazione internazionale attuale.

L'Impero Romano fa fondamentalmente parte del nostro, nel senso di
italiano, passato, ma come spesso succede l'essere all'interno di un
ambiente o di un particolare contesto non aiuta a vedere le cose
chiaramente ed obbiettivamente: questo può essere dovuto a malafede,
ma anche a semplice difficoltà di astrazione, fatto poi complicato
dall'analizzare la storia attraverso tantissimi filtri interposti tra
noi e gli eventi, filtri che possono essere stati interposti sia per
motivi fisiologici che per "giustificare" in maniera mirata
determinati fatti od eventi.

*** Periodo Ellenistico

Premettiamo anche alcune considerazioni relative alla situazione
internazionale del III secolo Avanti Cristo, ovvero il periodo
Ellenistico: diciamo innanzitutto che tale periodo viene, dalla
storiografia ufficiale, abbastanza trascurato, come puro periodo di
transizione tra periodo greco e periodo romano, dove il periodo romano
rappresenta l'evoluzione in senso positivo degli eventi - dato che la
storia non può che essere un procedere in meglio...

Ma qual'era la situazione nel periodo ellenistico? Abbiamo la presenza
di una società, quella greca, che si è dedicata per anni allo sviluppo
della scienza di base, una società (quella egizia) che per anni (o
anche millenni) si è dedicata alle applicazioni pratiche della scienza,
geometria in particolare,
ed un condottiero, Alessandro Magno, che ha messo in comunicazione
queste realtà (diciamo così a grandi -- molto grandi linee, in maniera
molto, molto semplificata anche perchè non sono uno storico).

In conclusione nel III secolo Avanti Cristo si è avuto uno
sviluppo della scienza e della tecnica che è arrivato a livelli
incredibili: basti pensare al faro di Alessandria, al colosso di
Rodi, ma anche a scoperte più recenti, come il reperto
di Antichitera: un meccanismo ad ingranaggi che presuppone
una capacità di lavorazioni meccaniche di precisione che non si
pensava fosse mai stata raggiunta in quel periodo.

È interessante osservare che tali capacità non possono essere frutto
di un singolo "genio", ma deve essere il prodotto, magari anche
di punta, ma di una serie di infrastrutture presenti:
è sostanzialmente il clima internazionale che ha consentito agli
scienziati di sviluppare le loro teorie e le conseguenti applicazioni
pratiche, un periodo in cui c'era una relativa tranquillità politica
e dei governi, come quello egiziano, che garantivano risorse
alla scienza.
La presenza della biblioteca di Alessandria è infatti stata un
catalizzatore enorme di conoscenze scientifiche, per la sua capacità
di attirare scienziati: già Eratostene aveva misurato il
diametro della terra, o la distanza Alessandria-Roma con
ottima precisione.

*** L'impero Romano

Questa evoluzione è stata bloccata dall'espansione dell'Impero Romano,
un sistema militarizzato il cui scopo era la conquista dei vicini
per allargarsi sempre più, ma il suo punto di forza era la
capacità organizzativa militare: elementi come il supporto
della scienza e della ricerca erano completamente ignorati.
Questo ha portato ad affidarsi, per la parte scientifica, al
mondo ellenistico, assorbendo qualcosa, ma senza supportare, o far
nulla per sviluppare ulteriormente i livelli raggiunti dalla scienza.

Il risultato è stato un "andare avanti per inerzia": vi sono analisi
sulla gittata delle catapulte dalle quali risulta che, dai primi tempi
dell'impero romano al medioevo, tale gittata è andata diminuendo:
cosa significa? Le catapulte venivano costruite per imitazione
del modello precedente: c'erano stati degli studi di macchine,
leve, efficienza e così via, che però dai romani non sono mai
stati sviluppati, per cui la teoria si è persa, e la pratica,
un po' alla volta ha portato a macchine sempre più inefficienti,
e questo nonostante le macchine di guerra fossero di interesse per
i romani.
Altro esempio sono gli acquedotti, di cui abbiamo testimonianze
archeologiche ancora oggi: gli acquedotti romani di solito
superavano i dislivelli con viadotti, mentre vi sono testimonianze
di condotte forzate del periodo ellenistico, progettate per
superare dislivelli anche di 200 metri senza viadotto, cioè la condotta
doveva essere in grado di sopportare una pressione di 20 atmosfere:
un risultato ingegneristico notevole, soprattutto considerato
che i greci vengono considerati solo "teorici" mentre i romani
dovrebbero essere stati bravi "ingegneri". In effetti le
capacità tecniche si possono esplicare al loro massimo solo
se supportate da una buona teoria.

*** Cosa succede oggi?

Date queste premesse, molto veloci, incomplete, e molto "di massima"
(consiglio Lucio Russo, "La rivoluzione dimenticata" per una
panoramica molto più competente della mia), quali analogie possiamo
trarre con la situazione internazionale attuale?

Al giorno d'oggi stiamo assistendo ad un abbandono della ricerca, in
particolare vista come ricerca teorica; d'altro canto una ricerca
applicata, alla fin fine non è una ricerca, è solo una applicazione di
qualcosa.  In Italia questo è evidente ormai da anni, ma purtroppo
l'Italia non è sola; in matematica e fisica teorica i russi sono
sempre stati considerati fortissimi, ma ora anche in Russia c'è un
calo da questo punto di vista. Gli Stati Uniti sono sempre stati forti
nell'importare cervelli da altri paesi e dare loro risorse per le
applicazioni pratiche della scienza teorica.

Ora però che i serbatoi classici di cervelli si stanno svuotando, e la
tecnologia potrà andare avanti per anni per inerzia, ma senza
l'apporto di teorie di base, non vi è futuro. Si continua per un po' a
fare applicazioni nuove, a raffinare vechie teorie, a studiare
sviluppi nuovi di vecchie teorie, ma prima o poi non c'è più niente da
sviluppare, ed il grosso problema è che va persa la capacità dello
studio teorico.  Se si dà per scontata la teoria e la si studia solo
quel poco che serve per farne delle applicazioni, lentamente la
conoscenza teorica va persa, anzi, le teorie già sviluppate
risulteranno incomprensibili, come incomprensibili erano le teorie
grece nel medioevo europeo.  Concetti come il fatto che la terra è
rotonda, ovvi nel III secolo AC, hanno dovuto essere riscoperti e
riaffermati con molta fatica e molte lotte.

Dunque, il paese a cui oggi sia pensa per antonomasia quando di parla
di alta tecnologia è gli Stati Uniti, la cui politica è però più
interessata ad espandere la propria sfera di influenza, con ogni mezzo
possibile, lasciando ad altri problemi come lo sviluppo della scienza
teorica e della ricerca, che però ha bisogno di risorse, altrimenti
morirà.

*** Cosa succederà domani?

Ma allora qual'è la tendenza: chi ha molte risorse, come gli USA, le
usa per espandere la sua influenza, chi ne ha un po' meno come
l'Europa inizia a tagliare dalla ricerca: l'unica possibilità per il
futuro, perchè non tutte le conoscenze attuali vadano perse, sta
nell'oriente, India e Cina.  Già ora molti degli "scienziati"
americani sono di provenienza orientale: se i loro paesi gli dedicano
delle risorse, loro ci mettono i cervelli, ed assisteremo al passaggio
di consegne da occidente ad oriente, come del resto era avvenuto
durante il medioevo europeo: molte opere scientifiche greche sono
giunte a noi tramite il mondo arabo, anche se purtroppo solo una
minima parte dei risultati raggiunti ci sono stati tramandati:
speriamo che questa volta il passaggio di consegne avvenga con
perdite minori, e soprattutto che il medioevo occidentale sia più
breve del precedente.


 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso