Giorni di parole
Né alcuna vita è mai sazia di vivere in alcun presente, che tanto è vita, quanto si continua, e si continua nel futuro, quanto manca del vivere. Che se si possedesse ora qui tutta e di niente mancasse, non si continuerebbe: cesserebbe d'esser vita.| « Giorni di settembre | Un anno di parole » |
Nirvana
Guardare un film è come interrompere per un attimo la recita della propria vita, e stare a guardare quella di un altro. E' la cosa, se ci si pensa, migliore che si possa avere, guardare ed immedesimarsi sulla vita che si sta guardando, senza correre il rischio di accolarsene le conseguenze.
Se Dio esiste, penso abbia scelto di fare proprio questo, guardarsi seduto in poltrona, i mille film che ognuno di noi interpreta qua sulla terra, avendo potenzialmente una scelta alla sera su che canale sintonizzarsi quasi infinita, e senza pagare il canone. Del resto una volta fatti cielo e terra, chi l'ha più rivisto quà? Molto meglio per lui guardarsi questo "grande fratello" globale, seguendo ciò che succede in silenzio, come le risse e le vendette fra i concorrenti, gli amori che sbocciano e sfioriscono, le persone che lasciano prima del tempo il gioco.
Salvatores penso sia partito da un'idea di questo tipo, quando ha deciso di girare il suo film "Nirvana" nel 1997. Qui però ora l'uomo ha imparato la lezione, e per divertirsi un po in questa vita ha pensato bene di creare anche lui un suo mondo, con i vari personaggi, l'ambientazione e la storia. Ma, si sa, il cervello umano è di suo ancora primitivo, ed allora a tutto questo mondo si sceglie un personaggio ed uno scopo da dare a quest'ultimo, guidandolo fra le varie avventure, così la cosa diventa più semplice, e non crea quel senso di smarrimento che l'assenza di un obiettivo può dare.
L'idea del film era buona, anche se ad essa si sono voluti aggiungere altri temi, come la ricerca da parte del protagonista della sua amata e, con esso, il tema del superamento del distacco da un grande affetto, che hanno appesantito e reso poco lineare la storia. Il film comunque mi ha fatto riflettere, e questo fatto significa che il lavoro fatto dal regista ha dato dei frutti.
Il tema del poter assistere e magari manovrare un'altra realtà è presente da sempre nella fantasia dell'uomo, ma con l'avvento dell'informatica tutto questo ha preso forme molto concrete. Creare, manipolare, ed osservare la vita di un'altro, scrivere le regole del gioco e non rischiare di perdere mai. Questa, secondo me, sarà una delle ultime perversioni dell'uomo.
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