
Arriva l'autunno, e con esso ricominciano tante, tante altre cose.
Torna il campionato, tornano i reality, tornano le veline, il gabibbo, maria de filippi, vespa e cucuzza, tornano i politici, le loro dichiarazioni, attacchi e prese di posizione.
Torna la scuola, il lavoro, gli scioperi dei metalmeccanici, la finanziaria, i tagli alla spesa pubblica, l'aumento della benzina, le file al supermercato, le partite al calcetto con gli amici e la birra al pub al sabato sera.
Torna la vita insomma, o meglio quell'immenso blob di attività che ci siamo inventati per non annoiarci. All'inizio, devo ammetterlo, la cosa "mi prende", le prime settimane di settembre sono quasi contento di iniziare a stressarmi tutto il giorno stando dietro a tutte queste cose.
Però arrivato alla fine ormai del mese mi chiedo "ma perchè invece di aver perso 4 settimane così, non ho preso la mia bici e mi sono fatto il giro d'Italia in solitario?", o meglio "perchè non mi sono iscritto ad un corso di arti marziali?". Almeno qualcosa avrei fatto, no?
Ma la cosa che mi da più fastidio di tutto ciò è che, volente o nolente, ti ritrovi in mezzo a tutto questo stile di vita. Lo stile di vita che ti fa alzare alle 7.30, che ti fa mangiare i biscotti del mulino bianco mentre guardi il telegiornale della mattina. Il caffè due volte al giorno, il controllo ossessivo del cellulare, gli squilli, gli sms, la palestra, "affari tuoi" alla sera, o striscia la notizia, per carità, anzi un po l'uno e un pò l'altra, la Champions, il film in prima serata..
Ecco, ho finito il mio outing, ora però devo andare, perchè un sms di un mio amico di calcetto mi ha detto che stasera non c'è la partita di coppa, per via dello sciopero dei commentatori sportivi, quindi penso andrò a bermi una birra con gli amici, anche se sarei tentato di vedermi il reality della ventura e il nuovo talk show di mentana.