la gatta architetto

a mia nonna


 oggi la mia nipotina ( la pistolera del post precedente!!!) festeggia l'onomastico....oggi sarebbe l'onomastico di una persona che non c'è più  da cinque anni e che avuto un ruolo importante nella mia vita: mia nonna.ho avuto la rara fortuna di vivere del suo affetto per tanti anni; credo che non ci sia cosa pù bella per un nipote essere amato dai propri nonni... la mia poi era una donna straordinaria... una donna energica minuta solo nell'apparenza... di una generosità sconfinata, aveva doni per chiunque passasse a trovarla.... quanti ricordi ho di lei.... ho vissuto con lei  tutta la mia infanzia, in un paesello piccolo piccolo che poteva tranquillamente rientrare in una sola fotografia.... ritornano alla mia memoria i pranzi della domenica che lei iniziava a preparare dal giorno precedente.... un vero e proprio rito  era quello del ragù con polpette( noi lo abbiamo chiamato sempre così)..... che doveva cuocere a fuoco bassissimo( metteva un'enorme pentola azzurra dal fondo smaltato sul fornello più piccolo)... dapprima soffriggeva cipolle tagliate grossolanamente e spicchi di aglio insieme con oliod'oliva prodotto in casa, toglieva l'aglio e aggiungeva la salsa di pomodoro, copriva la pentola e intanto preparava le polpette.... tante, tantissime di polpette, perchè le polpette piacciono a grandi e piccini ....  carne macinata, prezzemolo tritato,un pizzico di pepe ( ancora conservo un vasetto che mi regalò), parmigiano grattugiato, pane raffermo sbriciolato e uova sotto le sue mani veloci si mescolavano tra loro senza opporre resistenza.io, allora  piccola bimbetta dalle treccine lunghe e dalle guance paffutelle guardavo affascinata... accanto a lei seguivo incantata i suoi movimenti veloci .. aveva l'abilità di farle tutte della medesima dimensione che allineava come tanti bravi soldatini su un tavolo posto di fianco ai fornelli.. dopodichè ,come un bravo comandante con la sua truppa,    le  adagiava nella padella l'una di fianco all'altra, in file perfette, e le faceva rosolare nell'olio d'oliva e poi le aggiungeva alla salsa e lasciava cuocere  per tutta la giornata ....e in quella pentola coccolata dal caldo tepore del fuoco doveva accadere qualcosa di magico perchè  un profumo sublime si diffondeva per casa.... una vera e propria  malia dei sensi ...  a cui non si riusciva a resistere ,.. ti entrava nelle narici e arrivava al cervelllo.. una deliziosa girandola di odori che si spingeva giù ,verso lo stomaco ..... e il  palato già si preparava ad accogliere il boccone di pane furtivamente intinto in quel licor sacro ...ciao nonna, buon onomastico anche a te( una lacrima ,non riesco a trattenerla...)