Abbasso lo sguardo e osservo i miei piedi.. sempre.. uno davanti all’altro. Cammino da sola. In equilibrio non proprio volontario, ma nemmeno costretto… semplicemente in equilibrio… a mano con la quotidianità, con la routine, con… le mattine tutte uguali. Con il ripetersi di queste. Il corpo continua ad esistere, accompagnato dai passi. La testa, anche quella, ma in modo diverso.Ecco… non è a mano con nessuno, nemmeno attaccata ad un filo a quello che prima ho definito “routine”. Nessun contatto.Per questo i miei pensieri vanno. Dappertutto. Senza seguire percorsi prestabiliti.Corrono e io con essi. Confortevolmente intorpidita? No, decisamente.“Intorpidita” come aggettivo ci sta, ma non confortevolmente. Le catene pesano, anche se non sono mie, trascinano i pensieri verso il basso.Verso quello che avevo dimenticato in basso dal momento in cui avevo cominciato a sentirmi leggera. Mentalmente prima che fisicamente.