Creato da videoGreenpeace il 13/11/2007
Il blog di Greenpeace in Italia

Manda Silvio a Copenaghen

 
 

Sostieni Greenpeace

 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

FACEBOOK

 
 

Archivio messaggi

 
 << Febbraio 2021 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 56
 

Ultime visite al Blog

angels1952diagatninograg1la.vegetarianamattiamarianiBlob.blogcarlafestacercoilmiocentroulisse.61danbartfabri4986nikbuonvino90Astarte_123unamamma1michele011
 

Ultimi commenti

auguri
Inviato da: ninograg1
il 14/05/2016 alle 08:11
 
buon anniversario per lo "sbarco in libero di...
Inviato da: ninograg1
il 14/05/2013 alle 07:31
 
scusa per il ritardo, buon compleanno e buon 2012
Inviato da: ninograg1
il 15/05/2012 alle 20:24
 
Girl games, stars and dolls dress up games, barbie games...
Inviato da: games for girls
il 12/05/2012 alle 16:44
 
Thanks for agenzia investigativa roma taking this...
Inviato da: giochi winx
il 15/02/2012 alle 19:11
 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

« IL RACCONTO DI SERENA D...Direttamente dalla Rainb... »

Pacific Voices Tour: Nazareth ci scrive a bordo dell'Esperanza

Post n°81 pubblicato il 27 Luglio 2009 da videoGreenpeace
 

Partiti da Auckland, in Nuova Zelanda, dopo alcuni giorni di navigazione si é arrivati nella stupenda isola di Rarotonga, nelle isole Cook, dove l'accoglienza é stata calorosissima! Il tempo di mettere piede in banchina e immediatamente una meravigliosa e coloratissima cerimonia di benvenuto prende il via con danze e musiche tradizionali.

Malgrado la bellezza e la purezza dell'isola, cicloni e tempeste intervallati a periodi di siccità fanno parte della vita quotidiana insieme all'aumento del livello del mare. Le comunità locali e il governo cercano sempre nuove vie per adattarsi ma ognuno sa che l'origine di tutto questo non è qui, dove gli effetti del cambiamento climatico sono più sentiti.  Muri per proteggersi dall'aumento del livello del mare, sistemi per raccogliere l'acqua piovana e piani contro i cicloni sono discussi e messi in opera di continuo.

I primi giorni del tour sono stati spesi a Rarotonga e nell'atollo di Aitutaki per organizzare meeting, parlare con i rappresentanti del governo, delle ONG locali e le persone attive sul cambiamento climatico, raccogliendo un sacco di materiale foto e video. E' incredibile come la reputazione di Greenpeace sia forte in questi luoghi. D'altronde il lavoro fatto in passato soprattutto contro gli esperimenti nucleari francesi ha lasciato il segno ed è quasi
commovente ascoltare come ognuno qui riesca a dirti in quale anno e quale nave di Greenpeace ha visitato questi luoghi in passato!

Tappa successiva il remoto atollo di Pukapuka composto da tre isole: la comunità di 400 persone che vi risiede abita per sei mesi in una di queste e sei mesi in un'altra per dar modo alla natura di rigenerarsi.. la terza isola viene lasciata come riserva naturale.. Vivendo qui da più di mille anni hanno uno stile di vita quasi completamente autosufficiente (ogni quattro mesi una nave è di passaggio con alcuni rifornimenti), nutrendosi soprattutto di pesci e noci di cocco.

Si è scelto di veninire qui perchè questo atollo è uno dei più remoti e vulnerabili al cambiamento climatico per via del peggioramento dei cicloni: nel 2005 in sole 5 settimane è stato colpito da ben quattro di questi che hanno lasciato intatte solo il 10 per cento delle case.

Sulla via di ritorno per Pukapuka si sono imbarcati con noi due abitanti di Nassau per farsi visitare dal medico locale (aspetteranno settimane prima che una barca possa riportarli alle case). La sera, nel salottino dell'Esperanza, hanno cominciato a cantare canzoni
tradizionali insieme agli altri rappresentanti del governo e della Croce Rossa. Altro momento toccante per tutti noi. La loro cultura così solare e innamorata della vita ci ha contagiato per tutto il tour.

E' stato davvero formativo e toccante ascoltare le storie della gente locale. Persone così isolate e preoccupate per il futuro della loro comunità, che continuano a mantenere una vita armoniosa con la terra e il mare e che non hanno bisogno della scienza per dire che qualcosa è sbagliato; possiedono già un innato senso di consapevolezza che qualcosa sta succedendo alla natura che li circonda e non a causa loro, ma alle azioni del mondo "sviluppato".

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Rispondi al commento:
Utente non iscritto alla Community di Libero
MicheleB. il 28/07/09 alle 15:18 via WEB
Provo un po' di invidia per questi attivisti che girano il mondo trovando accoglenze calorose e riconoscienza da persone che non hanno mai visto prima, anche se so che sono momenti rari in mezzo ad un mare di accuse infamanti, denuncie penali ed anche peggio.
 
* Tuo nome
Utente Libero? Effettua il Login
* Tua e-mail
La tua mail non verrà pubblicata
Tuo sito
Es. http://www.tuosito.it
 
* Testo
 
Sono consentiti i tag html: <a href="">, <b>, <i>, <p>, <br>
Il testo del messaggio non può superare i 30000 caratteri.
Ricorda che puoi inviare i commenti ai messaggi anche via SMS.
Invia al numero 3202023203 scrivendo prima del messaggio:
#numero_messaggio#nome_moblog

*campo obbligatorio

Copia qui: