Creato da guidesolfatara il 24/08/2014
vulcano solfatara di pozzuoli

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VULCANO SOLFATARA

Post n°58 pubblicato il 27 Settembre 2017 da guidesolfatara
Foto di guidesolfatara

 

Grande cantore della bellezza dei Campi Flegrei, Goethe ne colse anche il lato inquietante e pericoloso: «La regione più meravigliosa del mondo; sotto il cielo più puro, il terreno più infido».
Dopo la tragedia del 12 settembre scorso – quando un bambino e i suoi genitori sono morti, si suppone, a causa delle esalazioni venefiche respirate dopo essere scivolati in una buca – il sito del vulcano Solfatara, gestito da una società privata, è stato posto sotto sequestro in attesa di accertare le responsabilità e di verificare l’adeguatezza delle misure di sicurezza.

Nato in seguito a un’eruzione avvenuta circa 4mila anni fa, il vulcano Solfatara - un grande cratere di forma ellittica con un perimetro di 2,3 chilometri e un diametro di 600-700 metri - si trova oggi in stato “quiescente”. La sua attività si presenta con manifestazioni vulcaniche secondarie come le fumarole di anidride solforosa e le pozze di fango bollente. Nella Solfatara si accede seguendo un tracciato in direzione antioraria lungo il perimetro del cratere. È possibile percorrerlo con l’ausilio di guide, a pagamento, oppure da soli. L’attività del vulcano è monitorata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia

 
 
 

DISCOVER CAMPI FLEGREI

Post n°57 pubblicato il 15 Giugno 2017 da guidesolfatara



Nasce la nuova linea "City Sightseeing" che porta i celebri bus rossi scoperti al Vulcano Solfatara!
 
Ogni Venerdì, Sabato e Domenica a partire da Giugno, il bus rosso monopiano scoperto  “Discover Campi Flegrei” da 29 posti, con commentario multilingue a bordo (italiano, inglese, francese e tedesco), partirà da Piazza Municipio e farà tappa a Città della Scienza e alla Solfatara.
 Sono previste 4 partenze al giorno: alle 9.30, 11.40, 13.50 e 16.00 e sarà possibile salire e scendere alle fermate previste lungo il percorso. Per coloro che acquistano il biglietto Shuttle Campi Flegrei sono previste tariffe scontate per l’ingresso ai siti.

www.guidesolfatara.com




 
 
 

Irrequietezza dei Campi Flegrei

Post n°55 pubblicato il 18 Maggio 2017 da guidesolfatara


Segnali di ''irrequietezza'' dei Campi Flegrei, anche se da un punto di vista pratico, nulla cambia.
Queste sono le conclusioni che si ricavano e dai risultati di un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, condotto da University College London (Ucl) e dall'Osservatorio Vesuviano dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Lo stesso Ingv precisa che "la ricerca ha una valenza essenzialmente scientifica, priva al momento di immediate implicazioni in merito agli aspetti di protezione civile" e rileva che il livello di allerta nei Campi Flegrei resta giallo, ossia di attenzione, come è dal dicembre 2012.
''I segnali indicano che c'è una dinamica in atto, ma non sappiamo se questa 'agitazione' a lungo termine porterà ad un'eruzione'', ha detto il vulcanologo Stefano Carlino, dell'Osservatorio Vesuviano, coautore della ricerca con Giuseppe De Natale, sempre dell'Osservatorio Vesuviano, e Christopher Kilburn, dell'Ucl.
Il territorio dei Campi flegrei è soggetto al bradisismo cioè a lente risalite e discese del suolo. La risalita, come nel periodo attuale, è associata al magma che arriva in pressione a una certa profondità, questo evidenzia un rischio associato al sollevamento, ha evidenziato Carlino che ha parlato inevitabilmente dei rischi reali che sussistono in questa zona calda. Le precedenti crisi, due in particolare, furono registrate rispettivamente tra il ’70 ed il ’72 e poi tra l'82 e l'84, quest'ultima definita molto drammatica e accompagnata da migliaia di terremoti e danni ingenti agli edifici, e che portò all'evacuazione di 25mila persone dal centro di Pozzuoli.
"Non sappiamo quale sia la soglia di criticità dell'energia accumulata'', ha aggiunto Carlino. Tuttavia il modello indica che se la situazione evolverà verso un'eruzione ''questa potrebbe essere simile a quella del 1538, che è stata piccola rispetto a quelle catastrofiche che hanno generato la caldera dei Campi Flegrei''.
Il vero rischio dei Campi Flegrei avrebbe a che fare con l’area densamente popolata e che renderebbe difficile, se non impossibile un’evacuazione di tale portata.

 
 
 

Occhio ai Campi Flegrei

Post n°54 pubblicato il 07 Maggio 2017 da guidesolfatara
Foto di guidesolfatara


L'editoriale del n. 585 di Le Scienze, di Marco Cattaneo
03 maggio 2017

Il Vesuvio, almeno, si vede. E, per quanto timore incuta, è una presenza affascinante, che contribuisce a rende unico il panorama di Napoli. Ma il pericolo più serio, nei dintorni del capoluogo campano, è la grande caldera dei Campi Flegrei, che si estende per buona parte del Golfo di Pozzuoli, coprendo un’area in cui si stima che vivano almeno 600.000 persone.
Con almeno una ventina di crateri e piccoli edifici vulcanici, i Campi Flegrei sono uno dei supervulcani più pericolosi del mondo, «un tipico esempio di caldera di collasso, la categoria di vulcani che esprime il più alto potenziale esplosivo, l’unica in grado di provocare catastrofi globali», come raccontano Giuseppe De Natale, Claudia Troise, Renato Somma e Roberto Moretti a pagina 30. Secondo alcuni paleoantropologi, la gigantesca eruzione di 39.000 anni fa potrebbe persino aver dato un contributo all’estinzione dell’uomo di Neanderthal.
Da duemila anni a questa parte la caldera flegrea si abbassa di un paio di centimetri all’anno. Salvo in occasione dell’eruzione più recente, quella del 1538, l’unica in epoca storica. Circa un secolo prima dell’evento il suolo cominciò a sollevarsi di qualche decina di centimetri all’anno, e di qualche metro nei giorni immediatamente precedenti l’eruzione, che diede origine al cono di tufo poi chiamato Monte Nuovo. Poi tutto tornò alla normalità, fino alla seconda metà del secolo scorso, quando si registrarono due seri episodi di bradisisma che sollevarono il porto di Pozzuoli di quasi due metri. Tanto che nel 1983 si reputò prudente evacuare i 40.000 abitanti della città.
E oggi i Campi Flegrei tornano a preoccupare. In un articolo pubblicato su Nature Communications il 20 dicembre 2016, un gruppo di ricerca coordinato da Giovanni Chiodini, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, segnalava che dal 2005 a oggi il suolo si è rialzato di circa 40 centimetri, mentre il magma è risalito fino a 3-4 chilometri dalla superficie.
È per questo che i Campi Flegrei sono monitorati come poche altre aree vulcaniche al mondo. E in questo quadro si inserisce il Campi Flegrei Deep Drilling Project, coordinato dall’INGV, di cui si parla in queste pagine. Approvato nel 2010, il progetto ha terminato la prima fase con la perforazione di un pozzo pilota profondo 500 metri che ha permesso di studiare in dettaglio la stratigrafia, scoprendo importanti informazioni sulle precedenti eruzioni dei Campi Flegrei.
Ora il consorzio che ha lanciato il Campi Flegrei Deep Drilling Project è in attesa dei finanziamenti per portare a termine la missione, che raggiungerà una profondità di 3,5 chilometri, offrendo per la prima volta uno scorcio di quel che accade sotto Pozzuoli. E allora forse potremo davvero capire, letteralmente, che cosa bolle in pentola. E, se necessario, correre ai ripari.

 
 
 

Primavera nel vulcano

Post n°53 pubblicato il 09 Aprile 2017 da guidesolfatara



L' invito della Primavera, che inizia ad entrare finalmente nel vivo, appare in questi giorni inequivocabile!
E' un invito a trascorrere il proprio tempo libero all'aria aperta, godendo dei tepori e dei profumi della natura nei luoghi dove si manifesta incontenibile. Come nell'Oasi Naturalistica del Vulcano Solfatara di Pozzuoli, è sempre aperta.
Un interessante percorso attrezzato all' interno di una rigogliosa area boschiva a macchia mediterranea; un ampio circuito alla scoperta dei luoghi più interessanti all' interno del cratere del millenario Vulcano ancora in attività. Un luogo unico al mondo!
Il tutto arricchito da punti di osservazione panoramici, tante panchine per godersi lunghi momenti di relax, cartelli informativi ricchi di spiegazioni e persino un bar-ristoro con un bookshop e un'area giochi per i più piccoli con divertenti giostre.
Una giornata in Solfatara è una giornata diversa e ricca.
Scopritela!

 
 
 
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