a summer place

Post N° 244


La felicità è un prodotto a bassa intermittenza, (sia ben chiaro) e questo può aiutarci ad attenderne il ritorno tra una mestizia e l’altra, senza crogiolarci nell’inerzia del dolore: rendiamo quest’attesa produttiva, scriviamo, cantiamo, lavoriamo, basta che qualcosa “iamo” insomma:) Sarebbe doveroso scegliere l’amato più simile a noi che possa esistere nel nostro circondario vitale: si risparmieranno anni di beghe emotive nonchè tentativi di sopraffazione che nn porteranno mai a nessun compromesso che nn sia circoscritto, doloroso e riproponibile all’evento successivo. Nessuno cambia x nessun altro, anche se ce lo si promette a iosa. Se qualcuno si dichiarasse cambiato, è un emerito bugiardo. L’amicizia sia fondata sul reciproco scambio e mai sull’unilateralità. Via da essa ogni tentativo di esclusiva o singolarità, mortali veleni che possono fiaccare anche l’affetto più profondo e benevolo. Via anche le troppe parole, se l’amico  in quel momento ha bisogno di silenzio; o il silenzio distratto, se invece necessita di una parola in più: facile no? Mai dire al prossimo tutta la verità. 
Nessuno è così masochista da richiedere e poi accettare una spietata sincerità, neanche dall’amico più fraterno o dall’amato più amato. L’omissione nn è di x sè ipotesi così amorale, se può risparmiare ferite tardive a rimarginarsi. Sii acqua, e nn fuoco. Lascia che affronti, dolori e turbamenti (anche gioie, x i più bravi) scivolino su di te e ti attraversino come dardi: chi si illude di renderti prigioniero, ti vedrà invece svanire come onda tra le dita. E non è arma da poco. MAI e SEMPRE sono parole da evitare come la peste: creano aspettative che si sgretoleranno alla luce fioca della disillusione, visto che l’imprevisto è l’unica nostra sicura certezza. Trovare degni sostituti sarebbe opportuno e auspicabile (ma difficile). Godere di ciò che si ha, piuttosto che vagheggiare ciò che nn si è mai avuto, è cosa buona e giusta. Il che nn deve castrare le normali pulsioni che portano ogni uomo a migliorarsi, ma, almeno, ci aiuterà a tenere la testa nella posizione più consona ad una vita felice: dritta in avanti, nè troppo indietro, o troppo in alto. Sii mentalmente generoso. Concedi parte del tuo mondo, invece di pretenderne da altri con graziosa alterigia. Oppure soffermati ad ascoltare davvero quello che si ha da dirti, se invece la tendenza è quella di parlare troppo di te stesso: gli altri nn sono lo specchio in cui rimirarti beato e narciso. Regole nove, dieci ecc. ecc. saranno le benvenute