Nn ci sogneremmo mai di vivere in uno stato passivo in attesa della condizione favorevole x poter agire; le occasioni vanno create, nn nel senso stretto del termine, ma nel senso che esse dipendono direttamente dalle nostre scelte. In questo senso siamo fautori del nostra nostra sorte, e come scriveva Machiavelli nel "Principe", si può in qualche modo controllare la sorte, ma nn il destino. La scelta implica come rischio l'errore, ma senza questo pericolo nn si imparerà mai a vivere. La differenza tra il saggio e lo stolto, sta nel fatto che il saggio capisce i propri errori e trae da essi un insegnamento positivo; lo stolto pur sbagliando crede ingenuamente di essere nel giusto. Lo stolto, nel corso della sua esistenza, può rimanere tale, o diventare diabolico, perseverando nella condotta errata, pur avendo coscienza dell'ingiustizia delle proprie scelte. Una delle conseguenze del cosmopolitismo, è il conformismo, il fatto di far dipendere le proprie decisioni da coloro che ci stanno attorno; così col tempo si finisce coll'oggettivare la propria personalità, e coll'essere additati come persone prive di carattere, ma cosa ancora più grave con l'essere portati all'errore inseguendo falsi ideali. Per Foscolo e Keats il mezzo per eternare la propria esistenza è la poesia, ma più in generale ciò che ci permette di prolungare indefinitamente la nostra memoria ai posteri, sono le nostre azioni, che si distinguono da quelle di qualunque altro. Esse lasciano un'impronta personale, x quanto esile, nella storia umana. Nn importa dove si trova Ispirazione, quello che conta è trovarla ed esprimerla al meglio. Nn sappiamo quale sia il senso della vita, probabilmente non lo sapremo mai, ma nn smetteremo mai di chiedercelo, perchè il mistero ci affascina x natura. Perchè allora la vita vale la pena di essere vissuta?
Post N° 250
Nn ci sogneremmo mai di vivere in uno stato passivo in attesa della condizione favorevole x poter agire; le occasioni vanno create, nn nel senso stretto del termine, ma nel senso che esse dipendono direttamente dalle nostre scelte. In questo senso siamo fautori del nostra nostra sorte, e come scriveva Machiavelli nel "Principe", si può in qualche modo controllare la sorte, ma nn il destino. La scelta implica come rischio l'errore, ma senza questo pericolo nn si imparerà mai a vivere. La differenza tra il saggio e lo stolto, sta nel fatto che il saggio capisce i propri errori e trae da essi un insegnamento positivo; lo stolto pur sbagliando crede ingenuamente di essere nel giusto. Lo stolto, nel corso della sua esistenza, può rimanere tale, o diventare diabolico, perseverando nella condotta errata, pur avendo coscienza dell'ingiustizia delle proprie scelte. Una delle conseguenze del cosmopolitismo, è il conformismo, il fatto di far dipendere le proprie decisioni da coloro che ci stanno attorno; così col tempo si finisce coll'oggettivare la propria personalità, e coll'essere additati come persone prive di carattere, ma cosa ancora più grave con l'essere portati all'errore inseguendo falsi ideali. Per Foscolo e Keats il mezzo per eternare la propria esistenza è la poesia, ma più in generale ciò che ci permette di prolungare indefinitamente la nostra memoria ai posteri, sono le nostre azioni, che si distinguono da quelle di qualunque altro. Esse lasciano un'impronta personale, x quanto esile, nella storia umana. Nn importa dove si trova Ispirazione, quello che conta è trovarla ed esprimerla al meglio. Nn sappiamo quale sia il senso della vita, probabilmente non lo sapremo mai, ma nn smetteremo mai di chiedercelo, perchè il mistero ci affascina x natura. Perchè allora la vita vale la pena di essere vissuta?