...!

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Arrivi con il tuo passo silenzioso e ti affacci appoggiandoti quasi alla mia spalla fredda. Di notte. Ti guardi intorno come a scrutare ogni dettaglio della stanza. Ti aspettavo, forse. C'è il tuo vino e la candela è quasi finita. Si, siamo soli ti sussurro. Sento quasi il tuo respiro. Ho bisogno di carta e penna, penso quasi ad alta veloce. No, stavolta ho bisogno che sia tu a scrivere. Ho bisogno di note. Le tue note leggere. I toni bassi come respiri sospesi. Ho bisogno che quelle note si posino su di me. Sulla mia pelle. Mi tenderò e poi mi piegherò e ancora ti avvolgerò impedendoti di andare via. Perché ho bisogno che i segni che lasciano le tue note sulla mia pelle plachino il dolore che il mio corpo sente da ormai troppi giorni. Io sarò carta ma tu dammi sollievo.