Ich lebe, ich sterbe

destino? fato?


Così passò il mese, dal lunedi al venerdi lavorava, il venerdi sera si trovava in aeroporto e raggiungeva Lui.Cercava di centellinare ogni singolo istante utile per poter stare con Lui, fu così che passarono quei fine settimana insieme...2 giorni erano sempre pochi, e più andava avanti più sembrava passassero troppo in fretta, e il lunedi che incombeva, il lavoro che non le piaceva, le fecero prendere una decisione.Il mercoledi che anticipava il weekend con Lui all'estero, Lei andò dal suo datore di lavoro, provò a spiegare la situazione, non poteva andare avanti così, in nero, con uno stipendio misero, un lavoro che non era più il suo e nessuna sicurezza. Voleva delle certezze (come cercano tutti in questo periodo) che dopo un anno di lavoro nella stessa azienda le spettavano.MA, invece di darle delle sicurezze, il datore di lavoro andò in escandescenza, le scaricò addosso tanta di quella rabbia, furia e stress che Lei si vide ancora più decisa. Si tolse la divisa davanti ai suoi colleghi e se ne andò.Una scarica di adrenalina pura. Si sentiva fremere, era carica di rabbia, soddisfazione, tensione, inquietudine, preoccupazione, sollievo...una scarica di emozioni miste.Provava ansia poichè l'assenza di un lavoro, con le spese mensili che incombevano e con un uomo lontano, complicavano la situazione; soddisfazione e sollievo, poichè era un lavoro diventato scomodo da molti punti di vista. Non era soddisfatta, non era ciò che voleva e poteva trovare sicuramente qualcosa di meglio.Tornò a casa, subito dopo aver avvertito Lui, diede la notizia ai suoi genitori, alle sue amiche, si stese sul letto, e tutte quelle emozioni che l'avevano tenuta in piedi, la fecero crollare.Quando si risvegliò era pomeriggio inoltrato. Si sentiva meglio, era lucida, tranquilla e più decisa che mai.Per prima cosa, contattò il sindacato, poi si affacciò sul web, prese in mano il codice del volo che l'avvicinava a Lui, impostò la password e chiese il cambio.Basta con i tempi contati, l'avrebbe raggiunto un giorno prima, e sarebbe tornata nella sua città quando più le avrebbe fatto comodo...Davanti a Lei c'era la possibilità di passare più tempo con L'uomo che amava.Amore, che parola terribile e al tempo stesso meravigliosa. Per quanto terrore potesse provocarLe quella parola Lei era felice, felice per ciò che provava, felice di sentirsi di nuovo viva. Felice di aver accorciato quell'attesa che la divideva da Lui. Era felice!