Ich lebe, ich sterbe

6 maggio 2010


La sveglia suona, Lei si alza, scende, prepara il caffè come tutte le mattine, Lui è ancora a letto, sta ancora dormendo. Lei cerca di far meno rumore possibile per lasciargli qualche minuto in più di sonno.Sente movimenti dalla camera, Lui si è svegliato, è tardi. Scende di corsa, non prende nemmeno il caffè, la saluta freddamente e le ricorda che questa sera ha la cena con i colleghi."Ci sentiamo più tardi" e chiude la porta davanti a Lei.Lei non sa cosa pensare, sono giorni che è strano, freddo, scostante e non parla. In quei rari momenti in cui riescono ad incrociarsi per qualche istante le fa le solite domande di rito sul lavoro, e poi niente più.Lei si prepara ad affrontare la sua giornata. Una parte della sua mente però resta sempre lì, nel dubbio, nel non conoscere quelle risposte a quelle domande che la rincorrono da qualche giorno.Nemmeno il lavoro l'aiuta a non pensare, è distratta, non riesce a seguire gli ordini, combina disastri su disastri, tanto che anche il suo datore di lavoro se ne accorge.Quando torna a casa, sono ormai le 23 inoltrate, è stanca, ha bisogno di una doccia, ma soprattutto ha bisogno di non pensare per qualche attimo.Si stende sul letto sperando che la stanchezza la faccia crollare, accende la tv, fa zapping, prova a leggere ma niente. Ha una brutta, bruttissima sensazione che non le si scrolla di dosso.Riesce ad addormentarsi dopo un po' di giri a vuoto con il telecomando, si risveglia nel cuore della notte, televisione accesa, telefono in mano, e soprattutto, accanto a Lei nessuno. Controlla l'ora, sono le 3.40 del mattino.Possibile che una cena tra colleghi arrivi a far così tardi? Non era mai successo prima.Prova a chiamare Lui sul cellulare. Squilla a vuoto.Maledice l'invenzione del silenzioso nei cellulari.Ritenta. A vuoto di nuovo.Attende 15 minuti, riprova nuovamente. Adesso il sul cellulare non prende.Sta cominciando a preoccuparsi.Se fosse successo qualcosa?Prova e riprova nuovamente senza nessun esito positivo, manda un paio di sms, senza risposta.E' stremata, la mente ha continuato a vagare senza fermarsi mai, crolla di nuovo in un sonno pieno di incubi.La mattina dopo si sveglierà ancora con il telefono in una mano, il telecomando nell'altra e Lui accanto. Non sa quando fosse tornato, sa solo che l'unica cosa che ha fatto è stata stendersi sul letto.Gli incubi si stavano materializzando, uno dopo l'altro