Vladimir era stanco quella notte.Lanciava un occhio nel vuoto lasciato nel letto, appena un attimo fa.Lilia si era alzata, per ricomporre i capelli in quello strano disegno che tanto gli piaceva.Pensava alla bellezza del suo viso, al suo odore di pane, alla morbidezza di una carne che, appena nata, pareva esistere per lui, nutrirsi della sua aria, gonfiarsi delle sue parole. Per un gioco, abbassava le palpebre, simulando il sonno, mentre lei, sapendo di essere osservata, sceglieva le pose migliori dinanzi allo specchio, come in un piano sequenza…poi si alza, con le dita tra i capelli tenuti a raccolta ancora un attimo prima della caduta, improvvisa e calcolata sulle spalle nude. Egli allora apre gli occhi e la fissa. Lilia lascia cadere la sottile sottoveste di seta, che scivola a terra come un soffio.Nuda sale sul letto come un felino prima di un attacco: stessa grazia, stessa agilità e perizia.Lui sa che è finita, partita vinta. Farà ciò che desiderano entrambi.Sarà una morte di dolce fiele. Un veleno di zucchero che brucia le vene. E gli accende il sangue.Quando in un attimo le loro bocche furono sul punto di sbranarsi a morsi, Vladimir lo sentì. L’alito dell’ispirazione suggeriva parole e voli buoni per la pagina. Allora di nuovo la fermò, e scostandola piano ebbe il tempo di dire: Scusa amore, prima prendo un appunto!Un poeta è sempre un poeta.
Un poeta è sempre un poeta
Vladimir era stanco quella notte.Lanciava un occhio nel vuoto lasciato nel letto, appena un attimo fa.Lilia si era alzata, per ricomporre i capelli in quello strano disegno che tanto gli piaceva.Pensava alla bellezza del suo viso, al suo odore di pane, alla morbidezza di una carne che, appena nata, pareva esistere per lui, nutrirsi della sua aria, gonfiarsi delle sue parole. Per un gioco, abbassava le palpebre, simulando il sonno, mentre lei, sapendo di essere osservata, sceglieva le pose migliori dinanzi allo specchio, come in un piano sequenza…poi si alza, con le dita tra i capelli tenuti a raccolta ancora un attimo prima della caduta, improvvisa e calcolata sulle spalle nude. Egli allora apre gli occhi e la fissa. Lilia lascia cadere la sottile sottoveste di seta, che scivola a terra come un soffio.Nuda sale sul letto come un felino prima di un attacco: stessa grazia, stessa agilità e perizia.Lui sa che è finita, partita vinta. Farà ciò che desiderano entrambi.Sarà una morte di dolce fiele. Un veleno di zucchero che brucia le vene. E gli accende il sangue.Quando in un attimo le loro bocche furono sul punto di sbranarsi a morsi, Vladimir lo sentì. L’alito dell’ispirazione suggeriva parole e voli buoni per la pagina. Allora di nuovo la fermò, e scostandola piano ebbe il tempo di dire: Scusa amore, prima prendo un appunto!Un poeta è sempre un poeta.