Intolleranza zero

Post N° 76


I confini dell'anima, nel tuo andare, non potrai scoprirli, neppure se percorrerai tutte le strade: così profonda è l'espressione che le appartiene.Eraclito Sono stato a Madrid.Stanco, mi trascino sull’ampia calle. Ho scordato le scarpe da ginnastica e il movimento mi rende greve il piede. All’aeroporto di Malpensa mi hanno perso la valigia. L’albergo è un cinque stelle con l’arredamento di una nave da crociera. Appena arrivato, scordo tutto. Il mio pensiero gira nel vuoto assolato che ronza nelle orecchie. Esiste soltanto questo spazio largo e pieno dove cammino. Mi sento leggero… se non fosse per le piaghe ai piedi…M-a-dr-id è come spiegare un lenzuolo, scivola ondulando con uno sforzo e si apre alla luce. Rimane tale, aperto. Ho nell’occhio quella confusione di forme, quell’intreccio di corpi che si tagliano a vicenda, le linee nette di bianchi, grigi e neri. Picasso confonde la morte per renderla reale. L’innocenza e l’indifferenza. La guerra è una promessa che ritorna, che non è mai andata via.El toro matado è il sangre dell’innocenza.Istintivamente il pensiero va a Lorca. Hanno spezzato i due alberelli di follia che gli agitavano gli occhi. Stupidi.La poesia non si uccide. Domenico e Alfredo ridono al tavolo rotondo. La sangria mi scende nella gola come un torrente. Rido anch’io. Se tu fossi stato a Madrid, ne sapresti ogni odore, che fosse di salice o d’acqua. Avresti rumore o pace, sapore in bocca come di assaggio fresco, suono ispido o dolce. Se avessi visto Goya con il bianco della sua fucilazione e Mirò con l’ordine della sua memoria, ora saresti più calmo. Più accorto. Più vero.Vorrei portarmi dietro questo ritmo che ho imparato, senza scarti o improvvise accelerazioni. Un piano andante.