Intolleranza zero

BETTY BLUE


Mi aggiro tra le aule della facoltà Orientale di Napoli. La situazione è chiara: si tratta di attendere. E non mi dispiace non avere nulla da fare, il mio lavoro non sempre me lo consente. Mi entusiasmo, libero da un programma preciso. Mi organizzo, mi guardo intorno lasciando sciolta la briglia della mia curiosità. In uno scatolone abbandonato intravedo qualche tesi  vecchia di anni… Ne tiro fuori una a caso….  “Betty blue” di Jean-Jaques BEINEIX, candidata …..  n. di matricola ………“Appena finiti i titoli di testa, la prima immagine è quella di due giovani corpi sovrapposti che fanno l'amore con gagliardia sotto una riproduzione della Gioconda. Un lentissimo carrello in avanti permette di delibare goccia a goccia il carnale congresso. I due giovani atleti in calore si chiamano Zorg e Betty” (Morando Morandini, 'Il Giorno', 4 Ottobre 1986). Gia', la storia di Zorg e Betty.Vidi questo film per la prima volta nel 1986 quand’ero appena liceale in un cineforum, e mi destò un’impressione enorme… Un film (una canzone, una poesia…) visto e amato sono un ricordo che ci appartiene come non apparteniamo ad essi. Così come con un vecchio amico, oggi ci siamo rincontrati e abbracciati, dopo tanto tempo.Tengo tra le mani la tesi come una reliquia, imprecando contro quei barbari che la tengono in uno scatolo ad impolverarsi, “e non sanno di noi…” . La leggo interamente gustandomi anche le virgole, mi ripasso i fotogrammi negli occhi mettendo meglio a fuoco particolari che credevo dimenticati. Un po' e' stato come ricordare i bei tempi. In mente mia ringrazio il genio che ha avuto la brillante idea e la fortuna di trattare l’argomento, e un po’ la invidio…Oggi ci siamo rivisti e appartenuti di nuovo...Un bacio Betty… spero di rincontrarti presto… M.