Patchwork

Vampiri relazionali


Ma come definire il cosiddetto “manipolatore affettivo” ?Rifugge le sue responsabilità, riversandole sugli altri. Risponde molto spesso in modo vago. Non sopporta le critiche e nega l'evidenza. Semina zizzania, crea sospetti e conflitti per avere le relazioni sotto controllo. Cambia idea, comportamenti, opinioni a seconda delle persone e delle situazioni. È efficiente nel perseguire i propri fini, ma a spese altrui. Mente. C’è qualcosa di subdolo che, per una donna, può essere ancora più distruttivo della stessa violenza fisica, ed è la violenza psicologica. Quella forma di violenza che un partner, un coniuge o un genitore possono esercitare sulla sua vita, violenza terribile e drammatica e quasi  sempre invisibile agli estranei, perché  nella vita di coppia e dentro le mura domestiche non ci sono testimoni.Il primo passo, quello necessario e indispensabile,  è prenderne coscienza per individuare le  possibilità di uscita, di separazione, di liberazione da situazioni capaci di portare alla totale disistima di sé, all'infelicità, e, addirittura, alla malattia fisica. Si tratta di vere e proprie  dipendenze patologiche, che diminuiscono o annullano il potere dell'io su se stesso, compromettendo severamente la qualità stessa della vita.