Patchwork

UN "CONTRIBUTO"A "LA FUGA"


Inviato da gardiniablue il 29/05/08 @ 12:24 via WEBMi permetto di riproporre un post che avevo postato tempo fa: "Un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla" (C. Pavese, Il mestiere di vivere) Questo aforisma di C. Pavese, cioè amare significa denudarsi, gettare la maschera che spesso indossiamo, rivelare le nostre debolezze, possono essere, per molte persone la causa per non rivelarsi all'altro, perchè vogliono a tutti i costi, dimostrare di essere forti ed innamorarsi potrebbe, invece, dimostrare tutta la loro debolezza interiore. Altre cause, invece, potrebbero avere radici ben più "antiche", che affondano nella nostra infanzia, nel rapporto con i nostri genitori. Le cause possono essere diverse, e la maggior parte riconducibile ad una sorta di "meccanismo di difesa" , non amiamo per non soffrire. Ci sono cause che definirei reattivo-situazionali, quali ad esempio una passata e profonda delusione sentimentale che ci ha profondamente ferito al punto di non volerne più sapere d’innamorarci per il timore di soffrire di nuovo o di essere nuovamente delusi. Credo che la paura di amare è fra le peggiore delle paure, perchè ci priva della più bella delle componenti della nostra vita, quella di amare ed essere amati, l'unica forza che dà un senso alla vita. Buona giornata. G. :-)