ANIME GEMELLEE AFFINITÀ ELETTIVE
LEGGO IN UN SITO INTERNET”…Da due anni convivo con un uomo che non è l'"anima gemella" e che non mi ha mai convinto fino in fondo in termini di "affinità elettive", ma con il quale, nell'ultimo anno, ho costruito un meraviglioso quotidiano fatto di piccole attenzioni, dolcezze, affettuosa complicità, supporto reciproco. Ho incontrato intanto un altro uomo che, a differenza del primo, sembra essere quello che ho sempre cercato nella mia vita, l'essere affine a cui ho sempre anelato. Ora sono divisa tra un rapporto (quello ufficiale) che diventa - o sembra diventare - sempre più solido e complice, e il germoglio di quello che potrebbe essere il grande amore della mia vita... ma potrebbe anche non esserlo. Mi logora il dubbio che anche quello con il mio compagno ufficiale, tuttavia, possa oggi definirsi "amore", a dispetto di tutti i dubbi iniziali... E' anche vero che, se fossi libera, non esiterei a scegliere il secondo, per la sintonia che c'è con lui, il "riconoscersi" come l'uno parte dell'altra... Cosa mi consiglia di fare? Sono profondamente divisa... Grazie per la sua risposta....”IL MIO PAREREMa cosa s’intende dire quando si parla di “anima gemella”? Questa donna convive, e non da poco, con un uomo, che, a suo modo di “sentire”, non riesce a considerare come la sua “anima gemella”, ma, nonostante ciò, afferma di avere costruito con lui un “meraviglioso rapporto quotidiano fatto di piccole attenzioni, dolcezze, affettuosa complicità, supporto reciproco….”. Cosa si potrebbe desiderare di più e di meglio? Io direi, nulla! Eppure, stranamente e, io ritengo, contraddittoriamente, tutto ciò che questa “storia” umana le dà, non è per lei sufficiente! Nonostante il perfetto equilibrio di questo rapporto, questa donna non riesce ancora a vedere nel suo compagno la desiderata e idealizzata “anima gemella”. Ma, ripeto, cosa si vuole intendere per “anima gemella”? Cosa si attende, questa donna, di poter avere in più dalla sua “anima gemella”, che il suo attuale compagno non le stia già dando? La signora lamenta i propri dubbi, affermando che la propria “storia” non la convince in termini di “affinità elettive”. Ma cosa si deve intendere per “affinità elettive”?. Ề mai possibile che questi due elementi almeno potenzialmente negativi ( un compagno non “sentito” come “anima gemella” e le incertezze sulla presenza di “affinità elettive nel rapporto di coppia), possa tuttavia consentirle di vivere “il meraviglioso rapporto quotidiano” di cui questa donna precisa tanto meticolosamente i termini, ampiamente soddisfacenti?Ma ora la protagonista involontaria di questo mio commento, afferma di avere, finalmente, incontrato un altro uomo, che, a differenza del primo, sembra essere quello che lei ha sempre cercato nella sua vita, l'essere affine a cui ho sempre anelato.Mi domando come sia possibile che, mentre una persona sta vivendo una storia sentimentale ed umana con un partner affidabile, contemporaneamente trovi anche il tempo, non solo per avviare, ma anche per approfondire una nuova relazione, per lei fonte di dubbi e di turbamento.La soluzione migliore, a questo punto, sarebbe quella di porre rapidamente fine alla prima relazione per “concentrarsi” appassionatamente e unicamente sulla seconda.Ma la nostra silenziosa interlocutrice è ormai entrata, in modo anche abbastanza “avventuroso” e sicuramente imprudente, nel vortice della confusione più totale. Da un lato afferma che il primo rapporto diventa - o sembra diventare - sempre più solido e complice. Diventa o sembra diventare? Dall’altro non la convince l’idea di abbandonare al suo destino quello che, invece, afferma lei, “ potrebbe essere il grande amore della mia vita... ma potrebbe anche non esserlo…”. Potrebbe esserlo o potrebbe non esserlo? Come ben si comprende i sentimenti della signora non potrebbero essere né meno confusi, né più contraddittori!Al quadro della situazione, tuttavia, mancava ancora la ciliegina finale sulla torta.”Mi logora il dubbio” dice la donna “che anche quello con il mio compagno ufficiale, tuttavia, possa oggi definirsi "amore", a dispetto di tutti i dubbi iniziali...” Non c’è alternativa al rimanere stupiti di fronte a tanta immaturità, a tanta mancanza di consapevolezza, a tanta superficialità. Questa donna che va parlano di “anime gemelle”, di “affinità elettive” e di “grande amore della sua vita”, alla fine si dimostra incapace di capire se lei ama o non ama!Ma, scusate, che differenza c’è tra il "riconoscersi" come l'uno parte dell'altra (secondo uomo), e l’affettuosa complicità, il supporto reciproco, il meraviglioso quotidiano, che la nostra protagonista sta attualmente vivendo con il suo attuale compagno? Lei afferma che, se fosse “libera” sceglierebbe il secondo, ma, intanto lascia intendere che non ha intenzione né di mollare il primo, né di lasciarsi sfuggire il nuovo arrivato. Ebbene, i consigli da dare a una persona che presume di poter separare parti di sé, senza meditare sulle gravi delusioni e sulle profonde ferite che potrebbe riceverne, sono ben pochi. Spetta unicamente a lei, al più presto e prima che sia troppo tardi, la responsabilità di fare chiarezza in se stessa.Il piede in due staffe rappresenta solo il preludio di una distruttiva, angosciosa e inevitabile depressione, e di un'esistenza per lungo tempo rovinata, e dalla quale sarà ben duro riprendersi.