Esistono barzellette gastronomiche? Beh, quando, ad esempio, sento parlare di "fagottini di rana pescatrice con pistacchi e mandarini", e "risotto con spezie thai e fichi in tempura", allora è inevitabile che io pensi proprio di sì. Le barzellette gastronomiche esistono e per protagonisti hanno sempre di più gli autori delle varie guide, che inevitabilmente arrivano in edicola ogni santo anno, puntuali come l’influenza, ma senza possiblità di contrasto, perché contro le guide non esistono né vaccini né difese immunitarie. Ma i critici gastronomici sono in ottima compagnia, quella di ristoratori e di cuochi, senza la cui esistenza loro potrebbero scrivere solo di niente. Tutto sommato, ciò di cui, comunque, scrivono già adesso. Sempre più frequentemente e in sempre maggior numero la schiera dei moderni cucinieri professionali si infoltisce di nuove unità freneticamente occupate a sferificare, addensare, emulsionare, gelificare, rendere frizzante, dare viscosità, imprigionare i sapori, e rendere possibile la trasformazione in fluido di ciò che è solido o viceversa.Giù le mani dalla scienza, dice Dario Bressanini, docente di chimica e appassionato di cucina: "Già nel ‘700 c’è stato un grande dialogo tra cuochi francesi e la nascente scienza chimica, siamo seri. Agar agar, alginati, stabilizzanti sono sostanze che mangiamo sempre nei prodotti comprati al supermercato." Certo che li mangiamo da sempre, ma non li mangiamo ridotti in pappette inconsistenti come questa nuova ossessione della cucina molecolare pretende di somministrarceli. Vuoi diventare anche tu chef per un giorno? C’è un posto che è fatto apposta per te. Si chiama Villa del Molino, è sulle colline di Firenze, e fino a qualche anno fa ha ospitato il ristorante Dulcamara. Oggi il proprietario, Tommaso Colombini, ha deciso di cambiare filosofia. Villa del Molino non è più un ristorante, ma un posto dove tutti possono diventare chef. Così è nato "Uso di cucina", un progetto che offre la possibilità di mettersi alla prova in una vera cucina professionale super accessoriata: dieci fuochi, forno di ultima generazione, planetaria, abbattitore, frigoriferi separati, un grande piano di lavoro in acciaio, perfino le lampade per riscaldare e tutti gli utensili necessari A Villa del Molino c’è tutto quello che serve. Oltre alla cucina, l’affitto (circa 500 euro a serata) prevede anche l’uso esclusivo del locale (una sala con il caminetto e una bella veranda con vista sul giardino, ma in estate si può pranzare anche all’aperto sotto una grande tenda), tavoli, sedie, piatti, posate, bicchieri. Insomma, un vero e proprio ristorante dove divertirsi e stupire. E per chi non si sente del tutto pronto, c’è anche la possibilità di essere seguiti da un tutor-chef professionista. Tranquilli! Mangiar bene non fa male, mangiar male fa molto peggio.