Georges Brassens ha ispirato le composizioni del De Andrè prima maniera, e da lui fu “vissuto” come un vero e proprio maestro. Il De Andrè che si orienta alla poesia pura è invece ispirato da un personaggio singolare e poliedrico quale fu Leonard Cohen, la cui poetica, inestricabile e sottile, oscillante fra l’estasi e il tormento, pervade tutta la musicalità di Faber , iniziando da “ Volume 8”, e con brani quali “La cattiva strada”, “Giugno 75”, e “Amico fragile”, che rappresentano prove esemplari di questa sua nuova concezione.Poesia alta e “difficile”, forse anche indecifrabile, quella di L. Cohen, imposta all’attenzione degli appassionati dalla sua voce profonda e inconfondibile. Non era facile tradurre i testi delle sue canzoni, e l’unico che provò a tradurlo e a cantarlo è stato proprio De Andrè, con il capolavoro "Famous Blue Raincoat", tradotto in italiano in “La famosa volpe azzurra” con la collaborazione di Sergio Bardotti, e con l’esecuzione, ovviamente "al femminile", di Ornella Vanoni, vincitrice di un Premio Tenco nel 1983.La canzone è scritta in forma di lettera, nella quale un marito rivolge parole strazianti all'amante della moglie. Famous Blue Raincoat (Famoso impermeabile blu) (Ringrazio per la traduzione di questa canzone Claudia Filippi.) Sono le 4 della mattina, la fine di dicembre Sto scrivendoti ora giusto per vedere se stai meglio New York è fredda, ma a me piace dove vivo C'è musica in via Clinton tutta la notte. Ho saputo che stai costruendo la tua piccola casa nel deserto profondo Stai vivendo per nulla ora, spero tu stia tenendo qualche tipo di memoria. Sì, e Jane venne con una ciocca dei tuoi capelli Disse che gliel'avevi data tu Quella notte che pianificasti di andare via Sei mai andato lontano? Ah, l'ultima volta che ti vedemmo sembravi molto più vecchio Il tuo celebre impermeabile blu era strappato alla spalla Andasti alla stazione ad aspettare ogni treno E venisti a casa senza Lili Marlene. E offristi alla mia donna una parte della tua vita E quando lei tornò non era la moglie di nessuno. Bene io ti vedo là con una rosa tra i denti Un altro magro ladro zingaro Bene io vedo che Giovanna è sveglia - Lei ti invia i suoi saluti. E cosa posso raccontarti mio fratello, mio assassino Cosa potrei dire? Tu mi manchi, suppongo di averti perdonato Sono felice che ti sia messo sulla mia strada. Se tu mai verrai quì, da Giovanna o me Il tuo nemico sta dormendo, e la sua donna è libera. Sì, e grazie, per l'ansia che portasti via dai suoi occhi Pensavo che fosse lì per sempre, così non ci provai mai. E Giovanna venne con una ciocca dei tuoi capelli Disse che gliel'avevi data tu Quella notte che pianificasti di andare lontano - Sinceramente, L. Cohen
Ornella Vanoni - La famosa volpe azzurra Le quattro di sera di fine dicembreTi scrivo e non so se ci servirà a nienteMilano é un po' fredda ma qui vivo beneSi fa musica all'"Angolo" quasi tutte le sereMi dicono stai arredando la tua piccola casaIn qualche desertoE che per il momento stai vivendo di pocoO soltanto di quelloSì, e Lucio, saiParla ogni tanto di teDi quella notte in cui tuGli hai detto che eri sincera ...Sei mai stata sincera? L'ultima volta ti ho vista invecchiataCon la tua volpe azzurra famosa e sciupataLì alla stazione a contare mille treniE tornartene a casa come Lili MarléneHai trattato il mio uomo come un fiocco di neveChe si scioglie da séE un attimo dopo non era più l'uomoNé per te né per meE ti vedo lì con una rosa tra i dentiUn trucco nuovo per nuovi clientiOra Lucio si é svegliatoAnche lui ti saluta ... Che cosa altro dirti, sorella assassinaChe cosa altro scriverti adesso non soSe non che mi manchi se non che ci manchiE certo alla fine ti perdoneròE se tornerai da 'ste partiPer lui o per noiTroverai una rivale che dormeE il suo uomo, se vuoi E grazie per la noia che gli hai tolto dagli occhiIo mi c'ero abituata e cosìNon mi ero neppure provataE Lucio, saiParla ogni tanto di teDi quella volta che tuGli hai fatto fa notte più bellaTi saluto, tua Ornella.