Nella religione e nella cultura induiste, “Maya” è “il velo ingannatore, che avvolge il volto dei mortali e fa loro vedere un mondo del quale non può dirsi né che esista, né che non esista; perché ella rassomiglia al sogno, rassomiglia al riflesso del sole sulla sabbia, che il pellegrino da lontano scambia per acqua; o anche rassomiglia alla corda gettata a terra, che agli prende per un serpente.” Fu A. Schopenhauer ad aver coniato l’espressione “il velo di Maya”, ma, per semplificare, ci si riferisce, comunque, a quella illusione che vela la realtà. Sarà mai possibile, a qualcuno di noi, squarciare questo velo, superare il mondo della manifestazione illusoria, e avvicinarci alla autentica essenza delle cose, raggiungendo finalmente la conoscenza del Sè e il senso della vita?O non ce ne potrebbe fregare di meno?