Patchwork

Gli "Scorpions" e il muro di Berlino.


Quella del 9 novembre 2009 è stata una giornata speciale perché arrivata vent’anni dopo la “caduta” del muro di Berlino. Il concerto di Roger Waters dei Pink Floyd celebrò l’avvenimento con un concerto durante il quale venne eseguito dal vivo “The Wall”.  Ma c’è da ricordare un’altra canzone, diventata simbolo della caduta del muro. Si tratta di “Wind of Change”, scritta nel 1989 dalla band tedesca degli Scorpions,  di ritorno da un viaggio a Mosca, risulta oggi quasi profetica. “Era come se il mondo stesse cambiando davanti ai nostri occhi – dicono gli Scorpions in un'intervista ad Euronews –  Tornando a casa, nel settembre del 1989, le emozioni erano così forti, e quello che abbiamo visto tra il 1988 a Leningrado e il 1989 a Mosca era un sentimento forte di speranza nel fatto che il mondo sarebbe cambiato per il meglio”. Ma è andata veramente così?Una bella e suggestiva melodia fischiata, presente anche al termine del brano, introduce “Wind of Change”. L’atmosfera della canzone è carica di gioia e di speranza, e rende in modo molto efficace l’idea di quel “vento del cambiamento” che gli Scorpions avevano percepito, quando nel 1988 si trovavano a Mosca e passeggiavano lungo le rive della Moskva raggiungendo infine Gorky Park: Allora in Russia era iniziato il processo di eliminazione del totalitarismo e il paese incominciava ad aprisrsi al resto del mondo. I versi tradotti di "Wind of change" recitano infatti verso la fine della canzone: "Il vento del cambiamento soffia forte in faccia al tempo, come un vento di tempesta che suonerà la campana della libertà”ASCOLTA