Secondo una stima molto attendibile in Italia vengono coltivate più di 500 varietà di olive: : leccino, casaliva, pisciottana, coratina, moraiolo biancolilla, frantoio, taggiasca, moresca, carolea, per citarne sono alcune. Ciascuna di queste cultivar possiede caratteristiche diverse che variano da regione a regione, e da luogo a luogo nella stessa regione. Avete idea di quanta e quale diversità di qualità organolettiche esista tra un olio extravergine e l’altro? Non parlo di quelli che vengono venduti dalla Grande Distribuzione, alcuni a poco più di due euro, e tutti più o meno scadenti. Parlo degli extravergini provenienti da un frantoi nei quali gli operatori abbiano seguito tutta la filiera, dall’oliveto all’imbottigliamento e siano in grado di far capire al consumatore attraverso quale ciclo di lavorazione quel certo olio sia stato prodotto. Ma un olio di qualità superiore non può costare meno di 5/6 euro al litro. Mi occupo di olio da una vita. Se vi va possiamo parlarne, perché il discorso sull’extravergine non si esaurisce certo con queste sintetiche considerazioni.