Patchwork

Essere "dentro" o essere "fuori"?


La nuova, drammaticarealtà giovanile.
  Essere “dentro” significa accettare la normalità, non essere “riconosciuti”, venire scherniti e isolati dagli altri. Se non ti sballi, oggi sei visto come un “deviato”.  Per essere riconosciuto come “figo” si è costretti a seguire la massa, e oggi il prototipo del “figo” è il maleducato violento che fa il tossico o si ubriaca per potersi vantare raccontandolo ai propri coetanei. Il bisogno di trasgredire è una costante, com’è una costante la necessità di emulare, di attenersi a modelli stereotipati solo per venire ammessi a far parte del "branco". Ma in questo volersi sentire diversi, in questo voler apparire diversi i ragazzi non si rendono conto che, in realtà, stanno facendo esattamente le stesse cose fatte da tutti gli altri, non si rendono conto  che il loro desiderio di trasgressione finisce nella generale omologazione.Oggi i giovani vanno a costituire delle vere e proprie tribù che si caratterizzano per il genere musicale proposto dal locale in cui vanno a ballare. Esiste quella di chi frequenta i locali commerciali e quella di chi frequenta le discoteche di tendenza, e l’ambiente e i comportamenti della tribù della musica di tendenza siano i più estremi. Il fatto di aderire a un determinato “stile” un tempo era strettamente connesso ad una ben precisa scelta di vita. Oggi l’adesione è determinata da  fattori molto superficiali che possono corrispondere alla moda del momento, allo status sociale di cui si fa parte o nel quale ci si riconosce o il modo di comportarsi del gruppo che si frequenta e nel quale, molto di frequente, è un leader che decide per tutto il branco. Un’adesione acritica, senza consapevolezza, senza valori, alla ricerca sfrenata dell’eccesso. Oggi è “figo” chi frequenta il locale che chiude più tardi e in cui è possibile sballarsi con più tipi di droga, eccitati da un genere di musica che sollecita al  “viaggio” e lo agevola, sconvolgendoti da quando entri fino a quando esci dalla discoteca. Ed è proprio la musica di tendenza, la musica elettronica, la musica “house” che si è evoluta proprio nel senso di eccitare e di stimolare questa cultura della trasgressione,con  il volume della musica, l’impianto delle luci e la frequenza delle battute delle canzoni. Una musica elettronica  ipnotica e aggressiva, creata con suoni cupi e che ti porta al ”viaggio”, ma ti allontana dalla vita.