Fabio Volo vende più di Dan Brown. Ma perchè tanto successo?
Faccio sempre più fatica a leggere un romanzo come si deve. Forse sono io ad essere troppo complicato. Comunque, per ovviare a questo increscioso inconveniente, ho deciso di scrivermi io un romanzo. Un romanzo come vorrei poterlo leggere, ma che, purtroppo non trovo. Di solito, poichè non mi va di parlare senza cognizione di causa, prima leggo e poi mi lamento. E, questa volta, il lamento scaturisce dall'ultima "fatica" "letteraria" di Fabio Volo, "Il tempo che vorrei". Come avrete notato, ho virgolettato "fatica" perchè ormai questi libri di Fabio Volo (e mettiamoci dentro anche Moccia), sembrano l'uno il clone dell'altro. E per un'operazione di pura e semplice clonatura c'è poca fatica da spendere. Ho virgolettato anche "letteraria", perchè sono fermamente convinto che di letterario, nel senso nobile del termine, in questi romanzi si faccia davvero fatica a trovarne. Fatica, quindi, sì, ma solo da parte del pur volenteroso e paziente lettore.A quasi quarant'anni il buon Fabio non si dimostra ancora capace di spiccare il volo e continua a gingillarsi con storielle adolescenziali, tanto mielose, quanto inconsistenti e improbabili. Storie che sono furbescamente costruite per arrivare al cuore e al cervello degli adolescenti di oggi e, soprattutto, per girare, come al solito, il nuovo nuovo film del momento.In questo romanzo mi ha particolarmente "colpito" questo passo:"[...] L'odore della sua pelle che insieme al mio dava vita a un terzo profumo, che era il risultato di un'unica combinazione al mondo. Noi due mischiati. Io e lei. Senza... lei sono un mezzo profumo."Ma certo, sono io, proprio io, ad essere strano. Infatti anche a chissà quanti e quante di voi sarà capitato di sentirsi "un mezzo profumo".! Ame, sinceramente, non è mai capitato. Io sono da sempre convinto che l'amore non sia mai l'unione di due metà, ma solo quello di due interi. E perdere la persona che amo non vorrebbe dire restare con la metà di qualcosa, ma significherebbe, purtroppo, perdere tutto.