Patchwork

Non credo al dizionario che dovrebbe salvare gli amori.


 Il libro in questione è stato scritto da John Gray, psicosessuologo miliardario, esponente carismatico  della pop psychology. Si tratta di un nuovo saggio dal titolo piuttosto lungo:«Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere e sono tutti sotto stress. Continuare ad amarsi quando la vita si complica», Rizzoli, 304 pagine, 16,5 euro.Mi spiego meglio, cercando anche di far capire in breve (chi fosse colto da un raptus di curiosità potrà sempre approfondire l’argomento acquistandosi il libro) il pensiero di J. Gray. Prima domanda.  È stato accertato che mentre le donne utilizzano circa ventimila parole al giorno, gli uomini riescono a cavarsela con appena settemila. Perché? Seconda domanda. È stato accertato che mentre le donne pensano al sesso una volta ogni ventiquattr’ore, due al massimo, gli uomini invece ci pensano ogni cinquantadue secondi. Perché?Terza domanda. È stato accertato che, mentre le donne posseggono la straordinaria capacità di memorizzare anche il sia pur minimo, recondito  dettaglio di un appuntamento (il colore dei calzini, le tracce di forfora sulla giacca, una patta semiaperta), gli uomini, di quel certo incontro, non arrivano a conservare, nel loro lobo temporale mediale,  se non un brevissimo, fuggevole  trailer. Perché?Bene, sembra, in poche parole, che si tratti di un semplice fatto di comunicazione. E come volete che possano comunicare tra di loro, esseri umani che provengono alcuni da Marte ed altri il cui luogo d’origine si trova su Venere?  Si parlano come solo possono parlarsi due civiltà aliene e lontanissime tra di loro. Con linguaggi diversi, con molti equivoci, tantissima diffidenza e non infrequenti dichiarazioni di guerra. Il tutto aggravato dallo stress da lavoro, dalla congestione del traffico urbano, dalle pretese dei figli e dalle convenzioni sociali sempre più assillanti e sempre più difficili da gestire.  E lui che non ha pagato la bolletta del gas già scaduta da una settimana, e lei che non ha preparato nulla per la cena, e lui che non ha la minima idea di concludere la serata interrogando al bambino le tabelline, e lei a cui non dispiacerebbe un po’ di attenzione dopo una giornataccia combattuta con clienti prepotenti e incontentabili…E mai un bigliettino con su scritto “ti amo”, e mai una rosa a gambo lungo, e mai che lui le prepari, almeno una volta, la colazione!  Sono liti, capite? E la conclusione è sempre la stessa:”Tu non mi capisci!”E la soluzione? Ci sarebbe, ma, per maggiori dettagli forse potrebbe essere davvero utile cercare in qualche buona libreria l’interessante e divertente saggio di J. Gray.