Oggi vorrei parlare del rifiuto e, contrariamente al solito, spero di riuscire ad essere sintetico. Se mi è consentito, vorrei iniziare con una citazione letteraria, ricordando il racconto (uno dei più importanti della letteratura nordamericana) di Herman Melville
“Bartleby the Scrivener” ( Titolo italiano “Bartleby lo scrivano: una storia di Wall Street”). Per quale motivo? Bartleby viene assunto come scrivano in uno studio legaledi Wall Street a New York. Al titolare dello studio Bartleby appare, fin da subito, come una persona "pallidamente linda, penosamente decorosa, irrimediabilmente squallida”. Quello che trae origine da questo incontro tra i due personaggi principali è un confronto inquietante, caratterizzato dal reiterato “preferirei di no”, espressione che veniva utilizzata da Bartleby per rifiutare qualunque richiesta del suo datore di lavoro. Un Bartleby che, in qualche modo ricorda nel cinema Buster Keaton e nella letterature
lo scarafaggio di Kafka.Questo accade nei libri, ma nella realtà? Nella realtà chissà quanti rifiuti avremo anche noi opposto ad altre persone e chissà quanti saremo stati noi a riceverne. Perché i rifiuti sono davvero tanti e non è possibile che anche noi non ne siamo stati, almeno per una volta protagonisti.