ilBlogdellaProf

Dal settimanale A del 30/08/07


Dalla Rivista A scrittoda Sarah Buono (non sono io!!) A lezione dalla baristaPer giorni ho pensato se dovevo raccontare quello che mi è capitato la mattina del 2 AGOSTO,il giorno in cui a Bologna tutti alzandosi pensano all'attentato del 1980.Volevo scordare tutto,ma non c'è verso,e allora tanto vale si sappia. Stavo facendo colazione in un bar del centro quando entra un ragazzo sulla trentina e ordina un "Campari per festeggiare"dice proprio così. Quell'uomo ha una croce celtica al collo.Sul bicipite c'è tatuata la morte,sotto la scritta"puttana ti aspetto". Non sono l'unica a essere tesa,ma tutti,come me fanno finta di niente. Vogliamo credere che sia un equivoco. Invece no. L'uomo da uno sguardo all'orologio appeso al muro "le 10.25.A quest'ora c'è stato un botto che nessuno si scorderà più". Cala un silenzio ultraterreno. Nessuno vuole credere di aver capito il senso di ciò che ha appena ascoltato. Eppure è tutto così chiaro. Le parole mi si fermano in gola,vorrei urlargli in faccia tutto il mio disprezzo ma ho la voce bloccata da una rabbia più grande di me.Solo la barista ,anziana,lo guarda,gli sorride e si riprende il Campari e in un soffio di voce gli dice:"Qui quelli come lei non li serviamo.Se ne vada"Tutti gli altri,me compresa,sono rimasti in silenzio. Allora ho iniziato a pensare. E ho imparato due cose. Che la grinta bisogna tirarla fuori quando serve,e che quel tizio lo odio soprattutto perchè mi ha fatto vergognare della mia mancanza di coraggio,e il resto sono solo scuse.