Pubblicato il 12-02-2008
La spesa “mangia petrolio” costa cara!
Coldiretti promuove il progetto consumi a “chilometri zero”, che salva tasche e ambiente.
Gli
alimenti “fuori stagione”, quelli che devono percorrere lunghe distanze
prima di giungere sulle tavole, hanno raggiunto prezzi record: Qualche
esempio? Le ciliegie cilene, che volano 13mila chilometri per arrivare
in Italia, consumano 5,8 kg di petrolio e hanno raggiunto i 28 euro al
chilo; 12 euro al chilo per l'uva del Sudafrica, che viaggia per 8mila
chilometri bruciando 4,35 kg di petrolio.
A lanciare l’allarme è Coldiretti, che sottolinea come l’acquisto di
prodotti ortofrutticoli locali e di stagione consenta di risparmiare
denaro evitando lo spreco di energia e l’emissione di inutili sostanze
inquinanti nell’atmosfera. Coldiretti stima che una famiglia pronta a
consumare solo prodotti locali e di stagione, che faccia attenzione
anche agli imballaggi, può risparmiare fino al 20 per cento del denaro
ed evitare la liberazione nell'ambiente di circa 1000 chili di CO2
l'anno.
Per realizzare tale consapevolezza a tavola, fondamentale è
l’introduzione dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza dei
cibi, prevedendo nella distribuzione commerciale la disponibilità di
spazi adeguati dove poter acquistare alimenti locali, che non devono
essere trasportati per lunghe distanze. Coldiretti ha già avviato, in
Veneto, il suo primo circuito “a chilometri zero” che va dalla
gelateria alla ristobottega di Verona, dall'osteria di Padova allo
snack bar di Treviso, dai vari ristoranti del veneziano fino ai locali
del parco delle Dolomiti nel Bellunese, riconoscibili da una apposita
targa. Inoltre, l'apertura, in molte città italiane, di Farmers Market
(mercati degli agricoltori), dove gli agricoltori locali offrono i
propri prodotti, è il segno che i consumi stanno concretamente
diventando più attenti all’ambiente.
Redazione Alimentazione
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