Superato il tetto del 33%. Nel mirino Mediaset e Tg2
L'Authority ai telegiornali"Troppo spazio al governo"
di ALDO FONTANAROSA
ROMA
- E' il governo a dominare la scena nell'informazione dei nostri
telegiornali. Il predominio è più evidente nei notiziari Mediaset
(incluso il Tg5 di Mimun). Ma anche il Tg2 non scherza. L'Autorità per
le Comunicazioni chiede ora alle reti pubbliche e private di
riequilibrare. L'Autorità scatta una fotografia che va da aprile a settembre 2008. E'
un'istantanea rilevante perché descrive la situazione dalla nascita del
nuovo esecutivo fino quasi ad oggi. Segnali di squilibrio si notano
intanto nelle trasmissioni di approfondimento. Ma sono i telegiornali -
scrive l'Autorità - a commettere i peccati più gravi. La disparità è
doppia: il governo parla più delle opposizioni; alcune forze politiche
(di maggioranza) parlano più, molto più di ogni altra. Per questo i
telegiornali sono adesso invitati a un effettivo pluralismo. L'Autorità
ammette che non siamo certo in periodo elettorale, quando le regole
sulle "pari opportunità" sono rigide, severe. Ma la legge vuole che le
redazioni rispettino i principi di "correttezza e parità di
trattamento" in qualsiasi momento dell'anno, ogni giorno, ad ogni
edizione di Tg.
Una regola non scritta vuole che i telegiornali assegnino un terzo del
tempo ai partiti della maggioranza, un terzo a quelli di minoranza e un
terzo infine al governo in carica. Questa divisione è spesso elusa.
Ecco alcuni esempi significativi. Prendiamo le edizioni principali dei
telegiornali, quelle che richiamano il maggior numero di ascoltatori. E
prendiamo anche il "tempo di antenna". Somma le parole del giornalista
- che introduce un tema o un politico - alle parole del politico. A
maggio, Studio Aperto dedica il 42,27% dello spazio al governo e un
altro 18,22% al presidente del Consiglio. Al Tg5, il 28% è per Palazzo
Chigi e un altro 15 per il premier. Il mese successivo - a giugno -
Palazzo Chigi e premier superano quota 50%, sempre al Tg5. Ancora a giugno 2008,il Tg2 assegna quasi il 32% all'esecutivo Berlusconi e un altro 14% a Berlusconi in persona. A luglio del 2008,
il Tg4 non è poi così squilibrato con il governo, che ottiene uno
spazio pari al 27%. Ma se poi sommiamo il 28,9 del Cavaliere, ecco
superata la metà della torta disponibile. La musica non cambia se leggiamo i dati con un'altra lente. Siamo a
settembre ed esaminiamo tutte le edizioni dei telegiornali (pranzo e
cena, le più importanti, ma anche quelle del mattino presto e della
sera tardi). Nell'insieme dei notiziari Mediaset (Tg4, Tg5, Studio
Aperto e TgCom), la maggioranza, il governo e Silvio Berlusconi sono
sopra il 70%, mentre le opposizioni arrancano al 16,77%. Impressiona il dato dei Radicali. Chissà che cosa saranno riusciti a
dire nei 9 secondi che il Tg4 regala loro nell'intero mese di maggio,
oppure nei 26 secondi di Studio Aperto. E chissà quali messaggi avrà
veicolato quella sinistra che non ha più rappresentanti alle Camere. A
maggio, l'intera batteria dei telegiornali della Rai concede 38 secondi
- per fare solo un esempio - ai Verdi (38 secondi in 30 giorni). E
mentre il Partito Socialista risulta a zero secondi (sempre a maggio,
sempre in Rai), l'Udc di Casini potrà certo esultare per il secondo,
uno solo, che ottiene al Tg3 nel mese di maggio, per i tre secondi di
agosto, per i 5 di settembre.(18 ottobre 2008)