Creato da: pa.oletta il 31/05/2010
ed è la vita che seduce...

Area personale

 

 

Lei ...

Passione d'infinito fascino
Anello a incastonar luce
Ode in onde d'orate
Leggiadra nel suo incedere
Alma a intarsiar amor...

Bogey

 

 

 

 
 

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a mio figlio - 12 marzo

Io li proteggo ancora
i ricordi che ho di te,
io ti proteggo ancora
e non importa dove sei tu,
io ti penso sempre.

 

 

 

Tu non sei i tuoi anni,
nè la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.
Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.

         Ernest Hemingway

 
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Tentazioni

Post n°374 pubblicato il 12 Settembre 2020 da pa.oletta

 

Il mio dito va alla bocca e la bocca si apre.

Il mio dito si posa sulla lingua e la lingua inumidisce il polpastrello.

La bocca si chiude. Il polpastrello poi si appoggia sulla pagina e così, rende agile la lettura della rivista in questione.

Le lettere dell’alfabeto sono le regine di ricette prelibate, sono tortuosamente morbide, risalgono dalla carta stampata e si sdraiano sul mio dito, poi sulla lingua, poi in bocca, poi in gola, poi nello stomaco.

Sfiziosamente peccatrici fanno lievitare la ricetta di una crème brulée al caffè e cardamono o di una tarte-tatin di mele e salsa al calvados o di un biscuit al cioccolato e vin santo.

Sarà questa voglia di zucchero a velo impigliato tra le mie impronte digitali che risale alle mie papille gustative, finisce al cervello e ....manda a puttane le mie buone intenzioni. Succede che per strani giochi della vita una persona voglia leggere dei periodici sulla pasticceria.

In questo periodo non riesco a concentrarmi sui libri.

Ho un libro iniziato sul comodino; è li che mi guarda ma proprio non riesco ad aprirlo. Preferisco divorare riviste di cucina.

Colorate, patinate...

Ma oggi farò la brava.

Filetto al limone e verdure in umido.

Così quando salirò sulla bilancia mi porterò solo il peso della “lettura". 

Punto.

 

 

 
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Roberto R. - RiposaInPace

Post n°373 pubblicato il 21 Luglio 2020 da pa.oletta
 
Tag: Vita

 

E' per te questo bacio nel vento, te lo manderò li con almeno altri cento....

 

 
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luglio

Post n°372 pubblicato il 09 Luglio 2020 da pa.oletta
 
Tag: Vita

 

 

Il mio risveglio stamani è un groviglio di fili e di pensieri in questa casa con stanze e corridoi dove ci sono tante vetrate e luce bianchissima.

Forse, a volte con troppa luce.

Cammino scalza sul pavimento di legno e cerco di individuarne uno o due, di quei grovigli.

Li scelgo con determinazione per iniziare a ritrovare il respiro regolare.

Guardo una di quelle vetrate e vedo riflessa una donna che dice “Io sono”.

Lei esiste ed è fatta di testa, di corpo e di frammenti d’anima.

Va incontro al mondo mescolando il desiderio al dolore di molte ferite.

Colpa dei luoghi, degli oggetti, degli eventi.

Colpa degli uomini, delle loro mani, delle loro camicie da stirare e di molto altro.

Ma c’è un sempreverde mistero che la tiene in piedi.

Una serena disperazione, un qualcosa che palpita.

Cos è? Cos è che palpita in lei?

Semplice. La vita.

E’ la vita che palpita.

Palpita di sorrisi, di coccole, di solitudine, di lacrime, di violini gitani, di malinconia, di passione, di sesso e forse d’amore.

Apre una vetrata e respira l’aria, l’annusa.

Sente che c’è qualcosa. E’ un bisogno.

Un bisogno di baci allungati …

 

 
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.......

Post n°371 pubblicato il 13 Giugno 2020 da pa.oletta
 
Tag: Vita

 

 

Scorrendo le varie età della mia vita mi viene da citare una frase di Barbara Alberti:

 

“Cambiate età ogni giorno.

Siate nonne a quindici anni e fidanzate a ottanta.

Ma non siate mai quello che vogliono gli altri”.

 

 

 

 
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Il nocciolo della questione è che ...

Post n°370 pubblicato il 22 Gennaio 2020 da pa.oletta
 

 

 

La vita è dura e io sono tenera, come la notte.

 

 

 

 
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Un filo di seta

Post n°369 pubblicato il 30 Agosto 2019 da pa.oletta
 

 

 

Fu sera e  preparò i bagagli.

Poi si lasciò portare nella grande stanza lastricata di pietra, per il rito del bagno.

Si sdraiò, chiuse gli occhi e pensò alla grande voliera, folle pegno d’amore.

Gli posarono sugli occhi un panno bagnato. Non lo avevano mai fatto prima. Istintivamente fece per toglierselo ma una mano prese la sua e la fermò.

Non era la mano  di una vecchia.
Sentì l’acqua colare sul suo corpo, sulle gambe prima, e poi lungo le braccia, e sul petto.
Acqua come olio.

E un silenzio strano, intorno.

Sentì la leggerezza di un velo di seta che scendeva su di lui.

E le mani di una donna – di una donna – che lo asciugavano accarezzando la sua pelle, ovunque: quelle mani e quel tessuto filato di nulla.

Lui non si mosse mai, neppure quando sentì le mani salire dalle spalle al collo e le dita – la seta e le dita – salire fino alle sue labbra, e sfiorarle, una volta, lentamente, e sparire.
Sentì ancora il velo di seta alzarsi e staccarsi da lui.

L’ultima cosa fu una mano che apriva la sua e nel suo palmo posava qualcosa.
Aspettò a lungo, nel silenzio, senza muoversi.

Poi lentamente si tolse il panno bagnato dagli occhi.


Non c’era quasi più luce, nella stanza.

Non c’era nessuno, intorno.

 

Si alzò, prese la tunica che giaceva piegata per terra, se la appoggiò sulle spalle, uscì dalla stanza, attraversò la casa, arrivò davanti alla sua stuoia, e si sdraiò.

Si mise a osservare la fiamma che tremava, minuta, nella lanterna.

 

E, con cura, fermò il Tempo, per tutto il tempo che desiderò.


Fu un nulla, poi, aprì la mano, e vide quel foglio. Piccolo. Pochi ideogrammi disegnati uno sotto l’altro.

 

Inchiostro nero.

 

 

Seta - A. Baricco 

 

Dove si è rotto il filo di seta che ci univa

e scendeva giù negli abissi e dall'universo scendeva giù.

Io, se solo sapessi dov'è,
dove ho perso tutto il coraggio,
la grazia che ho imparato,
l'amore che avevo dentro.


 

 

 

 
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I pensieri più dolci

Post n°368 pubblicato il 31 Luglio 2019 da pa.oletta
 

 

 

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Pablo Neruda

 

 

 

 
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La fine e l'inizio

Post n°367 pubblicato il 12 Luglio 2019 da pa.oletta
 

 

 

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.

Non conoscendosi, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da molto tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
in qualche porta girevole?
uno « scusi » nella ressa?
un « ha sbagliato numero » nella cornetta?
– ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio tempo
il caso giocava con loro.

Non ancora pronto del tutto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
tagliava loro la strada
e soffocando una risata
con un salto si scansava.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o lo scorso martedì
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Wisława Szymborska

 

 


 
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Piccolissima straordinaria verità...

Post n°366 pubblicato il 27 Giugno 2019 da pa.oletta
 

 

 

Ogni giorno è diverso: è il bello e il difficile. Il bello è il difficile: è semplice.

 

 

 
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Donne o Madonne?

Post n°365 pubblicato il 09 Giugno 2019 da pa.oletta
 

 

 

L’opera, tra le più conosciute e riprodotte di tutta la storia dell’arte, nota con il nome di Madonna della seggiola, raffigura la Madonna col Bambino e san Giovannino.

La composizione serratissima asseconda la circolarità della tavola, attraverso l’inclinarsi della testa della Vergine, l’andamento curvilineo del braccio e il sovrapporsi dei piedini del Bambino.

Quest’opera, altissima per qualità, affascina soprattutto per la semplicità e per il senso di intimità e quotidianità da cui è caratterizzata: la Vergine è raffigurata in vesti dimesse, con un asciugatoio che le avvolge il capo e uno scialle verde che le avvolge le spalle. Sembra che prese ispirazione per quest'opera mentre transitava per Velletri, la Madonna sembra fosse una contadina del luogo.

Stupendo contrasto tra colori spenti e colori accesi e quell'effetto ombra.

Suggestivo l’umanissimo riferimento alla maternità  e lo  sguardo dei due protagonisti, puntato direttamente verso lo spettatore.

 

 

 

 

 

Madonna della Seggiola - Raffaello

1514 - Galleria Palatina - Palazzo Pitti - Firenze

 

Per  Raffaello il problema non esisteva. Divino e umano erano per lui la stessa cosa.

 Credo avesse intuito molto della natura femminile.

 

 


 

Per restare in tema di sacro e profano...

 

C’è un cantante napoletano che dice "sono tutte un po' madonne con il nome Maria".

 

 

E questa l’ho sentita da mio padre… 

ogni uomo che ama una donna…  smadonna

(detta con il sorriso)... 

 

 

 

 

 

 

 
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