Creato da: pa.oletta il 31/05/2010
ed è la vita che seduce...

Area personale

 

 

Lei ...

Passione d'infinito fascino
Anello a incastonar luce
Ode in onde d'orate
Leggiadra nel suo incedere
Alma a intarsiar amor...

Bogey

 

 

 

 
 

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a mio figlio - 12 marzo

Io li proteggo ancora
i ricordi che ho di te,
io ti proteggo ancora
e non importa dove sei tu,
io ti penso sempre.

 

 

 

Tu non sei i tuoi anni,
nè la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.
Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.

         Ernest Hemingway

 
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Sulle nuvole

Post n°378 pubblicato il 08 Novembre 2025 da pa.oletta
 

 

Paola, cosa vuoi fare da grande?

Io?

Vorrei vivere in una casa in campagna sulle nuvole.

Era il tempo dei sogni - era il tempo di ieri -

 


Il mondo sta impallidendo.

Avete mai guardato i colori delle nuove auto?

C'è il grigio metallizzato, il verde acqua stemperato, l’azzurro tiepido, il giallo canarino timoroso, l’arancio zabaglione malaticcio, il caffè affogato nel latte perennemente scremato o light.

Non bastava la mia adorata nebbia e l'antipatico cemento.

Vogliamo mimetizzarci, vogliamo che nessuno ci noti. Andare su e giù guardando con occhi furtivi le nostre faccende, la nostra vita che scorre.

Ma c'è una cosa vistosa ai miei occhi.

C'è che abbiamo poca forza, poco coraggio.

Siamo diventati tiepidi, timidi, timorosi e soprattutto stanchi.

Ho desiderio e rimpianto dei colori brillanti, vivaci.

Chi ha rubato il rosso del fuoco?

La mia prossima macchina vorrei fosse di questo colore.

Come le guance che s'emozionano: non lasciano un'impronta durevole, ma non sanno mentire.

Fluirò come l'autunno...

 

 

Sai, io volevo quella casa lassù sulle nuvole perchè lassù non ti piove mai la vita addosso.....

 
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Ad occhi chiusi nel vento, fra le onde del mare...

Post n°377 pubblicato il 28 Giugno 2025 da pa.oletta
 

L’onda del mare avanza e si ritrae ed il vento leviga il corpo di donna nel ritmo lento del fare l’amore.

Le sue onde arrotondano i fianchi rendendo le curve docili e sinuose.

Poi, improvvisamente diventa tutto tattile.

Serica sensazione di calore, morbidezza e silenzio. Solo due corpi. Lui e Lei.

E Lui che avanza come pietra sulla sabbia.

Le sue mani tracciano linee su quel viso di donna disegnando architetture di dolcezza in quegli occhi capaci di trasformazioni improvvise.

E diventano pelle.

Pelle che racchiude e due corpi che esplodono.

Pelle che accoglie gocce di nettare, gocce di olio, gocce di lacrime. I polpastrelli percepiscono quello che gli occhi non vedono.

La sua bocca, i suoi seni, i suoi fianchi, il suo sesso esposti e offerti ondeggiano in una danza il cui pudore è vinto dall’ardore di Lui, spettatore unico di un palcoscenico che incanta.

Osservarsi a occhi chiusi.

Sentire solo il desiderio riflesso come in uno specchio e poi guardarsi nel momento preciso in cui si diventa un corpo solo come quando un improvviso temporale sconvolge il movimento dell’onda.

Lui e Lei. Perfezione.

Il vento che completa l’onda del mare.

 

 

 

Dove finisce il mio immaginario? Dove cominci tu?

 

 

 
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Esistono sintonie mentali che oltrepassano qualsiasi orgasmo. A.Becci

Post n°376 pubblicato il 12 Luglio 2023 da pa.oletta
 


Le parole sono come le emozioni,  rimangono tatuate.

Sono gocce che come stalattiti costruiscono giorno dopo giorno un ponte intenso e attrattivo verso la loro stalagmite. 

La struttura che resta, la cicatrice tatuata, sarà tanto più bella, quanto più pura è la goccia che l'ha costruita.

Guardare è uno stato mentale, una visione personale che rende vario e straordinario ogni momento.

Sorrido al pensiero di "occhi" su queste righe, occhi che strada facendo mi ricordano come guardare la vita.

 
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Un bacio e .... via

Post n°375 pubblicato il 10 Maggio 2021 da pa.oletta
 

Esco e porto a spasso i pensieri evitando le vetrine e i tragitti piccolo borghesi di chi non vuole sentirsi sola.
Amo le solitudine ma non come abitudine. 

Decenni fa avevo tanti errori ancora da imparare, ero poco più che una bambina. 

A volte, sento di essere ancora una bambina. 

I tacchi alti li portavo tutti i giorni, ora raramente o spesso quando cammino sola. 

Ho scoperto che certi uomini s'imbarazzano a sentirti o vederti sicura di te (anche se dentro tremi) nonostante amino i tacchi e le calze velate. 

Oggi però ho deciso che metterò i tacchi in questa terra che dondola così affascino il cielo e tutti i cieli negli occhi di chi passa e di chi sta fermo. 

Camminare soli è un po’ come vagabondarsi dentro ignorando chi c’è fuori. 

Inspirare ed espirare. Ascoltare quei respiri che richiedono fede alla vita perché sbagliare è facile ed io in questo sono bravissima. 

Ho fede ma a volte dentro mi sento atea e nel mio intimo anche un po’ puttana. 



Ehi, come ti chiami? 

Tu come mi chiameresti? 

Così, con un occhiolino, con un gesto. 

Ecco, quello è il mio nome: con un occhiolino, con un gesto. 

E dimmi uomo, dimmi, i tacchi li posso indossare? 

Si, se vuoi si, ma tanto non servono, ti porto in braccio io. 

Oh ... grazie, se riesci a trattenere anche il peso che non si vede ma che ho ancora dentro, giuro ti do un bacio. 

Anzi tre.



 
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Tentazioni

Post n°374 pubblicato il 12 Settembre 2020 da pa.oletta

 

Il mio dito va alla bocca e la bocca si apre.

Il mio dito si posa sulla lingua e la lingua inumidisce il polpastrello.

La bocca si chiude. Il polpastrello poi si appoggia sulla pagina e così, rende agile la lettura della rivista in questione.

Le lettere dell’alfabeto sono le regine di ricette prelibate, sono tortuosamente morbide, risalgono dalla carta stampata e si sdraiano sul mio dito, poi sulla lingua, poi in bocca, poi in gola, poi nello stomaco.

Sfiziosamente peccatrici fanno lievitare la ricetta di una crème brulée al caffè e cardamono o di una tarte-tatin di mele e salsa al calvados o di un biscuit al cioccolato e vin santo.

Sarà questa voglia di zucchero a velo impigliato tra le mie impronte digitali che risale alle mie papille gustative, finisce al cervello e ....manda a puttane le mie buone intenzioni. Succede che per strani giochi della vita una persona voglia leggere dei periodici sulla pasticceria.

In questo periodo non riesco a concentrarmi sui libri.

Ho un libro iniziato sul comodino; è li che mi guarda ma proprio non riesco ad aprirlo. Preferisco divorare riviste di cucina.

Colorate, patinate...

Ma oggi farò la brava.

Filetto al limone e verdure in umido.

Così quando salirò sulla bilancia mi porterò solo il peso della “lettura". 

Punto.

 

 

 
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Roberto R. - RiposaInPace

Post n°373 pubblicato il 21 Luglio 2020 da pa.oletta
 
Tag: Vita

 

E' per te questo bacio nel vento, te lo manderò li con almeno altri cento....

 

 
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luglio

Post n°372 pubblicato il 09 Luglio 2020 da pa.oletta
 
Tag: Vita

 

 

Il mio risveglio stamani è un groviglio di fili e di pensieri in questa casa con stanze e corridoi dove ci sono tante vetrate e luce bianchissima.

Forse, a volte con troppa luce.

Cammino scalza sul pavimento di legno e cerco di individuarne uno o due, di quei grovigli.

Li scelgo con determinazione per iniziare a ritrovare il respiro regolare.

Guardo una di quelle vetrate e vedo riflessa una donna che dice “Io sono”.

Lei esiste ed è fatta di testa, di corpo e di frammenti d’anima.

Va incontro al mondo mescolando il desiderio al dolore di molte ferite.

Colpa dei luoghi, degli oggetti, degli eventi.

Colpa degli uomini, delle loro mani, delle loro camicie da stirare e di molto altro.

Ma c’è un sempreverde mistero che la tiene in piedi.

Una serena disperazione, un qualcosa che palpita.

Cos è? Cos è che palpita in lei?

Semplice. La vita.

E’ la vita che palpita.

Palpita di sorrisi, di coccole, di solitudine, di lacrime, di violini gitani, di malinconia, di passione, di sesso e forse d’amore.

Apre una vetrata e respira l’aria, l’annusa.

Sente che c’è qualcosa. E’ un bisogno.

Un bisogno di baci allungati …

 

 
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.......

Post n°371 pubblicato il 13 Giugno 2020 da pa.oletta
 
Tag: Vita

 

 

Scorrendo le varie età della mia vita mi viene da citare una frase di Barbara Alberti:

 

“Cambiate età ogni giorno.

Siate nonne a quindici anni e fidanzate a ottanta.

Ma non siate mai quello che vogliono gli altri”.

 

 

 

 
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Il nocciolo della questione è che ...

Post n°370 pubblicato il 22 Gennaio 2020 da pa.oletta
 

 

 

La vita è dura e io sono tenera, come la notte.

 

 

 

 
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Un filo di seta

Post n°369 pubblicato il 30 Agosto 2019 da pa.oletta
 

 

 

Fu sera e  preparò i bagagli.

Poi si lasciò portare nella grande stanza lastricata di pietra, per il rito del bagno.

Si sdraiò, chiuse gli occhi e pensò alla grande voliera, folle pegno d’amore.

Gli posarono sugli occhi un panno bagnato. Non lo avevano mai fatto prima. Istintivamente fece per toglierselo ma una mano prese la sua e la fermò.

Non era la mano  di una vecchia.
Sentì l’acqua colare sul suo corpo, sulle gambe prima, e poi lungo le braccia, e sul petto.
Acqua come olio.

E un silenzio strano, intorno.

Sentì la leggerezza di un velo di seta che scendeva su di lui.

E le mani di una donna – di una donna – che lo asciugavano accarezzando la sua pelle, ovunque: quelle mani e quel tessuto filato di nulla.

Lui non si mosse mai, neppure quando sentì le mani salire dalle spalle al collo e le dita – la seta e le dita – salire fino alle sue labbra, e sfiorarle, una volta, lentamente, e sparire.
Sentì ancora il velo di seta alzarsi e staccarsi da lui.

L’ultima cosa fu una mano che apriva la sua e nel suo palmo posava qualcosa.
Aspettò a lungo, nel silenzio, senza muoversi.

Poi lentamente si tolse il panno bagnato dagli occhi.


Non c’era quasi più luce, nella stanza.

Non c’era nessuno, intorno.

 

Si alzò, prese la tunica che giaceva piegata per terra, se la appoggiò sulle spalle, uscì dalla stanza, attraversò la casa, arrivò davanti alla sua stuoia, e si sdraiò.

Si mise a osservare la fiamma che tremava, minuta, nella lanterna.

 

E, con cura, fermò il Tempo, per tutto il tempo che desiderò.


Fu un nulla, poi, aprì la mano, e vide quel foglio. Piccolo. Pochi ideogrammi disegnati uno sotto l’altro.

 

Inchiostro nero.

 

 

Seta - A. Baricco 

 

Dove si è rotto il filo di seta che ci univa

e scendeva giù negli abissi e dall'universo scendeva giù.

Io, se solo sapessi dov'è,
dove ho perso tutto il coraggio,
la grazia che ho imparato,
l'amore che avevo dentro.


 

 

 

 
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