Procura: "I coltelli erano dei tifosi laziali"L'annuncio dei legali di Luigi Spaccarotella: "Qualcosa non va"E il poliziotto nega di aver sparato ad altezza d'uomoIn ospedale uno degli ultrà arrestati per gli scontri di RomaNella capitale tre molotov trovate vicino a un commissariatoAREZZO - E' accusato di omicidio volontario l'agente di polizia Luigi Spaccarotella, indagato per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri, avvenuta domenica mattina sulla A1 vicino ad Arezzo. La notizia la dà l'avvocato Francesco Molino, difensore del poliziotto. Una svolta che era nell'aria e che cambia il capo d'imputazione che, fino ad oggi, era di omicidio colposo. Sempre Molino, che preannuncia battaglia (''ci difenderemo a denti stretti, c'è qualcosa che non torna''), rivela come Spaccarotella neghi di aver sparato direttamente, "cioè mirando alla persona". Parole che cozzano con le testimonianze di coloro che dicono di aver visto l'agente sparare "a braccia tese", ad altezza d'uomo. "Siamo convinti dell'innocenza del nostro assistito - dice l'avvocato Giampiero Renzo - almeno per l'accusa di omicidio volontario". I legali, inoltre, riguardo alla versione secondo cui il colpo sarebbe partito anche perché l'agente sarebbe scivolato, hanno spiegato che il loro assistito non ha mai riferito una cosa del genere: "Ha rilasciato una sola versione, che non è mai stata cambiata". La rissa. Nel frattempo emergono nuovi dettagli sulla rissa all'autogrill. Secondo il procuratore capo di Arezzo Ennio Di Cicco, "i coltelli e un ombrello mezzo rotto" trovati nell'area di servizio ''evidentemente erano degli occupanti della macchina dove c'era Sandri". Gli juventini, quindi, "erano vittime dell'aggressione''. Secondo l'inchiesta furono i laziali a tendere l'agguato ai bianconeri. Di Cicco ha poi spiegato che nell'area di servizio c'erano tre auto e due gruppi di tifosi, uno laziale e l'altro juventino. L'ipotesi di reato potrebbe essere quella di ''porto di oggetti atti a offendere con eventuali lesioni'', ma questo filone di indagine è considerato meno rilevante dal procuratore e ''potrebbe essere stralciato, visto che si tratta di episodi collaterali''. Severo il giudizio del procuratore capo su Spaccarotella: "L'agente della stradale ha sparato ad altezza d'uomo, questo è un dato di fatto. A meno che non ti abbiano minacciato e puntato con una rivoltella, tu non puoi sparare ad altezza d'uomo". Di Cicco, inoltre, ha spiegato perché all'agente non sono state applicate misure restrittive: "Dove sta il pericolo di reiterazione e il pericolo di fuga? Le esigenze di custodia cautelare non sussistono''. In ospedale ultrà arrestato. Claudio Gugliotti, il tifoso della Roma arrestato durante gli scontri di domenica sera, è stato ricoverato nell'ospedale Sandro Pertini. Gugliotti avrebbe accusato difficoltà respiratorie tali da rendere necessario il trasferimento in ospedale. Ieri, durante l'interrogatorio, aveva un vistoso cerotto alla testa. Roma, molotov vicino a commissariato. Tre bottiglie molotov sono state trovate la notte scorsa in via Jacopo Gaetano Stefaneschi, a circa 200 metri dal Commissariato di Polizia Primavalle, a Roma. Una pattuglia delle 'Volanti' aveva notato poco prima tre giovani con una busta di plastica ma alla vista della Polizia i ragazzi hanno abbandonato la busta e sono fuggiti a piedi. Gli agenti hanno recuperato la busta dove all'interno si trovavano le tre bottiglie molotov. Scritte a Milano. Scritte ultrà in centro a Milano. In zona porta Romana sono comparse alcune scritte a vernice spray rossa. "Ci togliete dagli stadi ci trovate nelle strade", "Se muore un ragazzo che vuoi che sia ma se muore uno della polizia..." e "Acab", acronimo di "All cops are bastards", sigla ricorrente negli ambienti ultrà. (15 novembre 2007) www.repubblica.it
Tifoso ucciso, per l'agente omicidio volontario
Procura: "I coltelli erano dei tifosi laziali"L'annuncio dei legali di Luigi Spaccarotella: "Qualcosa non va"E il poliziotto nega di aver sparato ad altezza d'uomoIn ospedale uno degli ultrà arrestati per gli scontri di RomaNella capitale tre molotov trovate vicino a un commissariatoAREZZO - E' accusato di omicidio volontario l'agente di polizia Luigi Spaccarotella, indagato per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri, avvenuta domenica mattina sulla A1 vicino ad Arezzo. La notizia la dà l'avvocato Francesco Molino, difensore del poliziotto. Una svolta che era nell'aria e che cambia il capo d'imputazione che, fino ad oggi, era di omicidio colposo. Sempre Molino, che preannuncia battaglia (''ci difenderemo a denti stretti, c'è qualcosa che non torna''), rivela come Spaccarotella neghi di aver sparato direttamente, "cioè mirando alla persona". Parole che cozzano con le testimonianze di coloro che dicono di aver visto l'agente sparare "a braccia tese", ad altezza d'uomo. "Siamo convinti dell'innocenza del nostro assistito - dice l'avvocato Giampiero Renzo - almeno per l'accusa di omicidio volontario". I legali, inoltre, riguardo alla versione secondo cui il colpo sarebbe partito anche perché l'agente sarebbe scivolato, hanno spiegato che il loro assistito non ha mai riferito una cosa del genere: "Ha rilasciato una sola versione, che non è mai stata cambiata". La rissa. Nel frattempo emergono nuovi dettagli sulla rissa all'autogrill. Secondo il procuratore capo di Arezzo Ennio Di Cicco, "i coltelli e un ombrello mezzo rotto" trovati nell'area di servizio ''evidentemente erano degli occupanti della macchina dove c'era Sandri". Gli juventini, quindi, "erano vittime dell'aggressione''. Secondo l'inchiesta furono i laziali a tendere l'agguato ai bianconeri. Di Cicco ha poi spiegato che nell'area di servizio c'erano tre auto e due gruppi di tifosi, uno laziale e l'altro juventino. L'ipotesi di reato potrebbe essere quella di ''porto di oggetti atti a offendere con eventuali lesioni'', ma questo filone di indagine è considerato meno rilevante dal procuratore e ''potrebbe essere stralciato, visto che si tratta di episodi collaterali''. Severo il giudizio del procuratore capo su Spaccarotella: "L'agente della stradale ha sparato ad altezza d'uomo, questo è un dato di fatto. A meno che non ti abbiano minacciato e puntato con una rivoltella, tu non puoi sparare ad altezza d'uomo". Di Cicco, inoltre, ha spiegato perché all'agente non sono state applicate misure restrittive: "Dove sta il pericolo di reiterazione e il pericolo di fuga? Le esigenze di custodia cautelare non sussistono''. In ospedale ultrà arrestato. Claudio Gugliotti, il tifoso della Roma arrestato durante gli scontri di domenica sera, è stato ricoverato nell'ospedale Sandro Pertini. Gugliotti avrebbe accusato difficoltà respiratorie tali da rendere necessario il trasferimento in ospedale. Ieri, durante l'interrogatorio, aveva un vistoso cerotto alla testa. Roma, molotov vicino a commissariato. Tre bottiglie molotov sono state trovate la notte scorsa in via Jacopo Gaetano Stefaneschi, a circa 200 metri dal Commissariato di Polizia Primavalle, a Roma. Una pattuglia delle 'Volanti' aveva notato poco prima tre giovani con una busta di plastica ma alla vista della Polizia i ragazzi hanno abbandonato la busta e sono fuggiti a piedi. Gli agenti hanno recuperato la busta dove all'interno si trovavano le tre bottiglie molotov. Scritte a Milano. Scritte ultrà in centro a Milano. In zona porta Romana sono comparse alcune scritte a vernice spray rossa. "Ci togliete dagli stadi ci trovate nelle strade", "Se muore un ragazzo che vuoi che sia ma se muore uno della polizia..." e "Acab", acronimo di "All cops are bastards", sigla ricorrente negli ambienti ultrà. (15 novembre 2007) www.repubblica.it