Il nuovo regolamento UeBRUXELLES Il Consiglio dei ministri dell’agricoltura Ue ha approvato ieri in via definitiva il regolamento che introduce a livello europeo il divieto di importare e commercializzare pellicce di cani e gatti. Il divieto, che in Italia è stato introdotto con un provvedimento varato nel 2001, sarà applicato su tutto il territorio dell’Unione a partire dal 31 dicembre 2008. La proposta di regolamento, che lo scorso giugno aveva già ricevuto il via libera del Parlamento europeo, è stata approvata oggi all’unanimità dai 27 rappresentanti dei Paesi Ue (per l’Italia il ministro alle politiche agricole Paolo De Castro). Finora solo cinque Paesi (Italia, Danimarca, Grecia, Francia e Belgio) avevano adottato su base nazionale una normativa per la messa al bando della commercializzazione di pelli di cani e gatti. Al di fuori dell’Ue, il divieto è già in vigore negli Stati Uniti, in Nuova Zelanda, Australia e Svizzera. Il varo della normativa europea è stato accolto con grande soddisfazione dalla Lega anti-vivisezione (Lav) secondo la quale esso rappresenta «un gesto di grande civiltà politica ed etica da estendere anche ad altri animali, come i procioni, ai quali le pelli vengono strappate mentre sono ancora vivi, come dimostrano agghiaccianti immagini provenienti dai mercati cinesi». Secondo i risultati di un’indagine condotta a livello europeo, appena un anno fa era ancora possibile acquistare in diversi Paesi - ma non in Italia - alcuni articoli (capi d’abbigliamento, calzature e giocattoli) contenti inserti di pellicce provenienti da cani e gatti importate essenzialmente dall’Asia. Il regolamento approvato ieri a Bruxelles contiene una sola deroga al divieto assoluto di importazione e commercializzazione di pellicce: l’eccezione riguarda il commercio «a fini educativi e di imbalsamazione». «Questa approvazione - ha osservato in una nota Roberto Bennati, responsabile delle campagne europee Lav - costituisce il primo importantissimo caso in cui la legislazione comunitaria ha superato vincoli imposti dalle regole dettate dal mercato internazionale. Diamo atto al commissario Ue per i consumatori, Markos Kyprianou, di aver sostenuto adeguatamente le istanze ricevute dagli europei». Il provvedimento varato, ricorda ancora la Lav, introduce anche modalità di attuazione dei controlli alle frontiere e rappresenta la conclusione di un processo avviato nel 2003 con l’adozione, da parte dell’Europarlamento, di una dichiarazione scritta con cui si chiedeva l’introduzione del divieto.
L'Europa vieta l'import delle pellicce di cani e gatti
Il nuovo regolamento UeBRUXELLES Il Consiglio dei ministri dell’agricoltura Ue ha approvato ieri in via definitiva il regolamento che introduce a livello europeo il divieto di importare e commercializzare pellicce di cani e gatti. Il divieto, che in Italia è stato introdotto con un provvedimento varato nel 2001, sarà applicato su tutto il territorio dell’Unione a partire dal 31 dicembre 2008. La proposta di regolamento, che lo scorso giugno aveva già ricevuto il via libera del Parlamento europeo, è stata approvata oggi all’unanimità dai 27 rappresentanti dei Paesi Ue (per l’Italia il ministro alle politiche agricole Paolo De Castro). Finora solo cinque Paesi (Italia, Danimarca, Grecia, Francia e Belgio) avevano adottato su base nazionale una normativa per la messa al bando della commercializzazione di pelli di cani e gatti. Al di fuori dell’Ue, il divieto è già in vigore negli Stati Uniti, in Nuova Zelanda, Australia e Svizzera. Il varo della normativa europea è stato accolto con grande soddisfazione dalla Lega anti-vivisezione (Lav) secondo la quale esso rappresenta «un gesto di grande civiltà politica ed etica da estendere anche ad altri animali, come i procioni, ai quali le pelli vengono strappate mentre sono ancora vivi, come dimostrano agghiaccianti immagini provenienti dai mercati cinesi». Secondo i risultati di un’indagine condotta a livello europeo, appena un anno fa era ancora possibile acquistare in diversi Paesi - ma non in Italia - alcuni articoli (capi d’abbigliamento, calzature e giocattoli) contenti inserti di pellicce provenienti da cani e gatti importate essenzialmente dall’Asia. Il regolamento approvato ieri a Bruxelles contiene una sola deroga al divieto assoluto di importazione e commercializzazione di pellicce: l’eccezione riguarda il commercio «a fini educativi e di imbalsamazione». «Questa approvazione - ha osservato in una nota Roberto Bennati, responsabile delle campagne europee Lav - costituisce il primo importantissimo caso in cui la legislazione comunitaria ha superato vincoli imposti dalle regole dettate dal mercato internazionale. Diamo atto al commissario Ue per i consumatori, Markos Kyprianou, di aver sostenuto adeguatamente le istanze ricevute dagli europei». Il provvedimento varato, ricorda ancora la Lav, introduce anche modalità di attuazione dei controlli alle frontiere e rappresenta la conclusione di un processo avviato nel 2003 con l’adozione, da parte dell’Europarlamento, di una dichiarazione scritta con cui si chiedeva l’introduzione del divieto.