"L'industria farmaceutica è grande e potente come l'industria delle armi. Con la differenza che la guerra finisce. La malattia, no, finché c'è qualcuno che la tiene in vita".Correva, da giovane, Hans Ruesch. E' negli annali di Donington e della Targa Florio, in una foto del '35 lo si vede sfrecciare sulla sua Alfa 8C 2.300...Nel mondo delle corse d'auto ambienta il suo primo romanzo, pubblicato in Svizzera, in tedesco, nel 1937 (a 24 anni): 'Gladiatoren'. Romanzo che tradurrà in inglese, 'The racers', e diventerà un film (con Kirk Douglas), primo di una vita di romanzi d'avventura, di racconti, di libri.Il più famoso, 'Top of the world' (1950, in Italia 'Il paese dalle ombre lunghe') ha venduto due milioni e mezzo di copie nel mondo in varie lingue. Ne hanno tratto il film 'Ombre bianche', con Anthony Quinn.Più raro (ma alcuni dicono, il più bello) 'Ombre corte', ambientato in Arabia; il più dolce, 'Partita di caccia', romanzo d'amore nato per una sfida: "scommetto che lei - gli disse la segretaria di un editore londinese - non sa scrivere storie d'amore"… Una fulgida vita da scrittore; parla quattro lingue, i suoi libri vengono tradotti in francese, spagnolo, dall'americano di Harpers & brothers fino al giapponese, nei gloriosi decenni fino agli anni '70. Ruesch, a 60 anni, è all'apice del successo.Ma negli ultimi anni, da confidenze, chiacchierate e documenti di medici e - siamo in Svizzera - dirigenti di case farmaceutiche, raccoglie materiale tale da portarlo a meditare di porre mano a un nuovo libro.Non un romanzo. Un libro per raccontare su cosa è fondato l'odierno sistema farmaceutico.E così comincia a raccontare… sofferenze atroci e inconcludenti di milioni di animali, insensati oggetti d'esperimenti di farmaci privi d'ogni attendibilità ma buoni per scaricarsi dalle responsabilità legali… Era scoppiato da poco il caso Talidomide. Esce Imperatrice nuda, Ruesch dà questo titolo al libro (l'imperatrice è la scienza; nuda è svelata). L'incipit rimane scolpito per sempre nella coscienza di chiunque lo legga; le recensioni anche sui giornali italiani (qui pubblicato da Rizzoli) sono numerosissime.Succede qualcosa, di oscuro.Angelo Rizzoli dopo sei mesi ritira il libro da tutte le librerie. Annuncia una ristampa, non la fa. Impone a Ruesch di ricomprarsi tutti i libri pena il macero e la tenuta in ostaggio dei diritti.Siamo nel 1976. Non solo Imperatrice nuda scompare dagli scaffali delle librerie. Scompaiono uno a uno gli editori di tutti i suoi libri. E tocca a lui. Sepolto da denunce, minacce, ritorsioni, il suo nome sprofonda nel baratro della sparizione. Per la scorsa generazione, Ruesch era un celebre scrittore da milioni di copie. Oggi nessuno ne ricorda il nome, nessuno.Chissà, se avesse saputo cosa sarebbe successo dopo, se l'avrebbe fatto.Forse sì; perché anche se è stato portato a consunzione da vent'anni di persecuzioni legali in Svizzera e in Italia, non ha mai smesso di lottare, pubblicando in semi-clandestinità copie nuove e sempre aggiornate di Imperatrice nuda, di bollettini periodici ("Civis") e di nuovi pamphlet, sempre, sempre devastanti: I falsari della scienza, Domande e risposte sulla vivisezione, e un ultimo libro, inedito in Italia. Fino a oggi.Oggi, tutti i suoi vecchi accusatori se ne sono andati, nella polvere. Lui è rintanato in un appartamentino di Massagno, Lugano, in uno studio dalle cui pareti s'affacciano per metà i suoi vecchi libri in tutte le lingue; metà i faldoni di cancellerie di tribunali.Imperatrice nuda scuote la coscienza di chi lo legge, è un nuovo capitolo della storia della medicina, della bioetica, e il prestigioso editore americano Prentice Hall lo ha incluso nella guida 'Past To Present' ad uso dei docenti universitari delle "più importanti idee che hanno cambiato il Novecento". Hans Ruesch con un libro ha disintegrato la sua carriera, forse la sua vita, ha abbattuto un muro; con un libro ha dato nascita a un movimento mondiale critico verso questa scienza e questa ricerca, facendo tremare le fondamenta di un'industria multimiliardaria radicata nella società e accendendo un dibattito tutt'oggi vivo che potrebbe davvero condurre, un giorno, alla fine della vivisezione.Stefano Carnazzihttp://www.lifegate.it/ambiente/articolo.php?id_articolo=2105&parte=1
HANS RUESCH
"L'industria farmaceutica è grande e potente come l'industria delle armi. Con la differenza che la guerra finisce. La malattia, no, finché c'è qualcuno che la tiene in vita".Correva, da giovane, Hans Ruesch. E' negli annali di Donington e della Targa Florio, in una foto del '35 lo si vede sfrecciare sulla sua Alfa 8C 2.300...Nel mondo delle corse d'auto ambienta il suo primo romanzo, pubblicato in Svizzera, in tedesco, nel 1937 (a 24 anni): 'Gladiatoren'. Romanzo che tradurrà in inglese, 'The racers', e diventerà un film (con Kirk Douglas), primo di una vita di romanzi d'avventura, di racconti, di libri.Il più famoso, 'Top of the world' (1950, in Italia 'Il paese dalle ombre lunghe') ha venduto due milioni e mezzo di copie nel mondo in varie lingue. Ne hanno tratto il film 'Ombre bianche', con Anthony Quinn.Più raro (ma alcuni dicono, il più bello) 'Ombre corte', ambientato in Arabia; il più dolce, 'Partita di caccia', romanzo d'amore nato per una sfida: "scommetto che lei - gli disse la segretaria di un editore londinese - non sa scrivere storie d'amore"… Una fulgida vita da scrittore; parla quattro lingue, i suoi libri vengono tradotti in francese, spagnolo, dall'americano di Harpers & brothers fino al giapponese, nei gloriosi decenni fino agli anni '70. Ruesch, a 60 anni, è all'apice del successo.Ma negli ultimi anni, da confidenze, chiacchierate e documenti di medici e - siamo in Svizzera - dirigenti di case farmaceutiche, raccoglie materiale tale da portarlo a meditare di porre mano a un nuovo libro.Non un romanzo. Un libro per raccontare su cosa è fondato l'odierno sistema farmaceutico.E così comincia a raccontare… sofferenze atroci e inconcludenti di milioni di animali, insensati oggetti d'esperimenti di farmaci privi d'ogni attendibilità ma buoni per scaricarsi dalle responsabilità legali… Era scoppiato da poco il caso Talidomide. Esce Imperatrice nuda, Ruesch dà questo titolo al libro (l'imperatrice è la scienza; nuda è svelata). L'incipit rimane scolpito per sempre nella coscienza di chiunque lo legga; le recensioni anche sui giornali italiani (qui pubblicato da Rizzoli) sono numerosissime.Succede qualcosa, di oscuro.Angelo Rizzoli dopo sei mesi ritira il libro da tutte le librerie. Annuncia una ristampa, non la fa. Impone a Ruesch di ricomprarsi tutti i libri pena il macero e la tenuta in ostaggio dei diritti.Siamo nel 1976. Non solo Imperatrice nuda scompare dagli scaffali delle librerie. Scompaiono uno a uno gli editori di tutti i suoi libri. E tocca a lui. Sepolto da denunce, minacce, ritorsioni, il suo nome sprofonda nel baratro della sparizione. Per la scorsa generazione, Ruesch era un celebre scrittore da milioni di copie. Oggi nessuno ne ricorda il nome, nessuno.Chissà, se avesse saputo cosa sarebbe successo dopo, se l'avrebbe fatto.Forse sì; perché anche se è stato portato a consunzione da vent'anni di persecuzioni legali in Svizzera e in Italia, non ha mai smesso di lottare, pubblicando in semi-clandestinità copie nuove e sempre aggiornate di Imperatrice nuda, di bollettini periodici ("Civis") e di nuovi pamphlet, sempre, sempre devastanti: I falsari della scienza, Domande e risposte sulla vivisezione, e un ultimo libro, inedito in Italia. Fino a oggi.Oggi, tutti i suoi vecchi accusatori se ne sono andati, nella polvere. Lui è rintanato in un appartamentino di Massagno, Lugano, in uno studio dalle cui pareti s'affacciano per metà i suoi vecchi libri in tutte le lingue; metà i faldoni di cancellerie di tribunali.Imperatrice nuda scuote la coscienza di chi lo legge, è un nuovo capitolo della storia della medicina, della bioetica, e il prestigioso editore americano Prentice Hall lo ha incluso nella guida 'Past To Present' ad uso dei docenti universitari delle "più importanti idee che hanno cambiato il Novecento". Hans Ruesch con un libro ha disintegrato la sua carriera, forse la sua vita, ha abbattuto un muro; con un libro ha dato nascita a un movimento mondiale critico verso questa scienza e questa ricerca, facendo tremare le fondamenta di un'industria multimiliardaria radicata nella società e accendendo un dibattito tutt'oggi vivo che potrebbe davvero condurre, un giorno, alla fine della vivisezione.Stefano Carnazzihttp://www.lifegate.it/ambiente/articolo.php?id_articolo=2105&parte=1