KIMETZ THE BARBARIAN

Djokovic conquista l'Open


Perso il primo set, il giovane serbo è riuscito a prevalere negli altri tre
MELBOURNEIl terzo incomodo è arrivato. Novak Djokovic ha vinto l’Australian Open e ora si può appuntare sulla maglia il primo titolo in un torneo del Grande Slam. A Melbourne ha negato il lieto fine alla favola del francese Jo-Wilfried Tsonga, il Muhammad Ali della racchetta che si è arreso dopo 4 set (6-4, 4-6, 6-3, 7-6) e 3h16’ di battaglia. Ha trionfato il serbo, che si è acceso dopo un preoccupante black out e ha mostrato che il tennis non è più una questione riservata a Roger Federer e Rafael Nadal. Da oggi, ufficialmente, al top c’è anche il ventenne di Belgrado, che regala al suo paese il primo alloro in uno dei 4 eventi più importanti. Il rodaggio del 2007, con le semifinali a Parigi e Wimbledon e con la finale persa all’US Open, è finito. Tsonga può consolarsi con il balzo in classifica: ha cominciato il torneo come 38° giocatore del mondo, lo finisce da 18°. Djokovic, che finora poteva esibire come fiore all’occhiello il Masters Series di Miami, si prende il diploma di big in una serata a 2 facce. A Melbourne l’emozione si fa sentire: pronti, via e due break dimostrano che i nervi tesi sono i protagonisti assoluti sul palcoscenico della Rod Laver Arena. Il primo a scuotersi è Tsonga, che tiene il servizio e parte all’assalto. Comincia a spolverare le righe e Djokovic deve inventare un passante splendido per annullare la palla dell’1-3. Il numero 3 del mondo, che dovrebbe essere abituato ai match di questo spessore, balbetta.È la copia sbiadita del giocatore che ha steso in semifinale Roger Federer e deve aggrapparsi al servizio per compensare la valanga di errori gratuiti. Il più grave è quello che arriva nel decimo gioco: non chiude uno smash agevole e regala una palla break di platino. Tsonga inventa un pallonetto da applausi e si aggiudica il primo set per 6-4 in 49’. Gli ultimi due punti della prima frazione sono la fotografia del match: il francese gioca sempre più sciolto, il serbo dà l’impressione di pensare troppo prima di ogni colpo. Bisogna aspettare 75’ prima di vedere, finalmente, il Djokovic versione extralusso. Dal cilindro esce una risposta fenomenale ad un servizio da 213 km/h. È il prologo al break che di fatto decide il secondo set ma, soprattutto, è il momento in cui il match cambia volto. Il servizio di ’Nolè funziona e un ace suggella il 6-4. Da padrone del match, Tsonga si trova improvvisamente a dover inseguire. Il pressing è insostenibile e il francese deve lasciare strada al rivale anche nel terzo set. Djokovic viaggia con il pilota automatico nei game al servizio, con il 70% di prime palle, e il break al terzo game diventa un’ipoteca. Il serbo è in cattedra e può concedersi il lusso di sciupare 6 set point prima di ottenere il 6-3 che lo lancia verso il traguardo. La strada è in discesa ma non è sgombra. Tsonga resta in scia e sul 5-5 potrebbe mettere la freccia: ha a disposizione la prima palla break, stretta parente del set-point, ma non la sfrutta. Soprattutto, il francese continua a sbagliare anche nel tie-break. Una volee affondata in rete e un doppio fallo sono letali. Djokovic ringrazia e chiude 7-2: gioco, partita, incontro e torneo.http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/tennis/200801articoli/13124girata.asp