Creato da rocciadimarzapane il 05/10/2008

LaRocciadiMarzapane

Utopie di marzapane e realta' solide come la roccia

 

 

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Post N° 48

Post n°48 pubblicato il 06 Ottobre 2008 da rocciadimarzapane

26-09-2008 - 20:59
 
Foto Jeanne

Ho Aggiornato la mia Photo Gallery ...

 
 
 
Messaggio N°122
25-09-2008 - 21:04
 
Aggiornamenti 25 Settembre

Ma Buonaseeeeera Cari!
E da un po che non scrivevo...ho avuto un po da fare....... BUGIA....non ne avevo voglia.
News eclatanti non ne ho.
Ho finito di scrivere il mio libro DEJAVU e ne ho iniziato uno nuovo. SE FOSSI UNA DONNA.
Domani sarei dovuta andare prima a Loano, a fare l hostess in un convegno di medici. Poi la sera, sarei dovuta uscire con marcy, un amico 30 enne di Milano. Dove sto ora. SHHHHHHH. SEGRETO. Lo Adoro. E diventato il mio migliore amico. Lo descrivo in pochi aggettivi. Dolcemente folle, intelligentemente simpatico, spudoratamente lavoratore e fancazzista. Vabbbeh....cioe MITTTTTICO!!! Poi l indomani mattina saremmo dovuti partire per roma, le terme...... Ma mica per fare chissa che, io ne approffittavo e prendevo le mie valigie. E poi, avremmo passato un week end gradevole da AMICI. Abbiamo deciso di essere SOLO amci, essendo troppo simili e pericolosi.
Sono contenta che ho riallacciato i rapporti con A.il mio cugino tedesco. E semplicemente meraviglioso!
Ok...non ho piu niente da dire.
Bonne nuit,
J.

 
 
 
Messaggio N°121
20-09-2008 - 02:31
 
Ecco il riassunto del mio Romanzuccio ...

Sinossi DeJaVu 

Una giovane equilibrista, in bilico sul filo della Follia 

Il libro trattato e una già di per se una sintetica narrazione, suddivisa in quarantuno pagine, autobiografica della vita di una giovane scrittrice di nome fantastico Gioia, la quale ha deciso di rendere indelebile e trasformare il suo passato in memoria cartacea. Caratterizzata da una vita tortuosa, racconta le sue folli vicissitudini, dando adito a paradossali eventi e folli capriole del suo eclettico carattere, che qui di seguito vi descriverò,

Gioia è una giovane meravigliosa ragazza. Sa quello che vuole e senza badare alle regole, anzi compiacendosi di trasgredirle, brandisce la spada dei suoi desideri e si avventa furiosa sulla vittima predestinata che fatalmente soccombe. Si vanta di ottenere sempre quello che vuole solo che come quegli animali che cacciano non per fame ma per un irrefrenabile istinto di crudeltà una volta stesa al suolo la vittima l’abbandona esanime non senza averle vibrato l’ultima e sacrilega zampata finale. Lei è testarda e non arretra davanti a nulla. Guidata da un narcisismo prepotente che letteralmente la soggioga dimentica candidamente le offese fatte non tanto per cinismo quanto per la semplice ragione che rientrano naturalmente nel modus operandi della sua soggettiva prassi operativa. Per lei non esiste mai l’ultima volta. E in questo ha ragione. L’ultima volta equivale a voler chiudere gli occhi per non vedere la vita che scorre davanti a noi e a non voler più udire i suoi richiami all’agire. L’ultima volta è sempre la resa del coraggio ed il trionfo della vigliaccheria. L’ultima volta è lo specchio che riflette il misero asfittico universo delle debolezze immaginarie e degli astratti furori, degli egoismi e dell’avarizia dello spirito, delle impotenze psichiche e dialettiche, delle rivalse ad ogni costo, di ottusi pregiudizi maschilisti traboccanti di nefasti imperativi categorici, di sordità del cuore alle richieste di aiuto dell’anima che grida amore.
Ciò che con contorta semplicità narra nel  breve romanzo e la sua VITA, che nella sua essenza è relazione, aperto confronto, scontro reale d’istinti primordiali, teatro delle ambivalenze dilanianti, fucina del sorgere contraddittorio dei sentimenti, luogo dell’imprevedibile caso e della dura necessità. Così è
Gioia.

In sostanza, il racconto narra la nascita prematura di una bimba con lievi problemi di salute. Tra amori impossibili e lutti impressi nel dolore, trascorre i propri irrequieti anni di prima giovinezza, nell’ angolo della sua socievole solitudine, dove si diletta a macchiare con brevi appunti della sua vita, un candido foglio, suo confidente prediletto. Il racconto si conclude con la nascita di due gemelline, in un ospedale londinese, anche loro premature e non meno speciali della madre.  Ma quando sembra che il racconto si stia volgendo al termine, ecco che con sorprendete abilità, l autrice, riporta le medesime righe della prefazione e lascia alla intraprendente fantasia del lettore, la scelta del finale a lui più consono. 

 

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