IL RAMO RUBATO

... e ogni giorno, avidamente, il mio lato oscuro cresceva, cresceva, cresceva...

 

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Regalo di Natale

Post n°30 pubblicato il 27 Gennaio 2007 da il_ramo_rubato
 
Tag: memoir

 

...  erano passati mesi dall'ultima volta. Ma io da tempo pensavo solo ad una cosa. Mi sarebbe piaciuto rifare l'amore con te, forse anche per una sola volta, ma lo volevo. La mia anima viaggiava ancora sola su quella strada divisa tante volte assieme. Al mio fianco solo il fantasma di quell'Elena così innamorata di me... Eri diventata la mia dolce ossessione. Eppure so bene che "gli orizzonti perduti non ritornano mai"...

Al telefono scherziamo un po', sento di nuovo in te tutta la voglia di fare l'amore che in altri tempi ci era appartenuta. Hai la voce inquieta, strozzata da quel tuo modo distorto e fantastico di concepire il sesso. Sento l'eco di quel demone che in quei momenti parla per te. Mi sembra quasi di sentire il tuo odore.

Mi dici dove trovarci, ma mi dici che farai la brava, e sorridi. Io penso che tu stia giocando e farti sedurre. E' una cosa che di te ho sempre amato. Ci troviamo nella campagna bolognese, dove nessuno può vederci.  Ti scorgo dal finestrino in macchina. Hai un nuovo taglio di capelli: me l'avevi raccontato per telefono. Sei davvero splendida. Andiamo dietro ad un cavalcavia. Entri in macchina e mi saluti. Fai per baciarmi, ma poi mi dai la guancia. "Te l'ho detto che oggi farò la brava." Mi rabbuio. E poi ti fai gentile come se fossi mia sorella. Mi racconti di tutte le tue ultime cose. E io in quel momento capisco tutto di te:  ti avevo sentita la voce al telefono l'altro giorno. Raramente mi sbaglio su una cosa come quella: tu avevi voglia di fare l'amore. Eppure sei lì. Di fronte a me. Bella come non mai, e vicina a me quanto l'erba è alla terra. E non faremo l'amore.

Incomincia a far freddo dentro la macchina.
Ti dico: "senti... Elena, non ti salto addosso, se tu non lo vuoi, non lo voglio neanche io. Ma vienimi in braccio, che ci scaldiamo un po'...". Accantono i secondi fini, mi voglio proprio scaldare . Mi siedi sulle gambe. Guardi verso i miei pantaloni e mi dici "Sta buono il tuo amico là sotto?" e poi mi sorridi, maliziosa, quasi a provocare quei desideri che ho messo da parte. Io sorrido.

Ti guardi intorno ogni qualvolta una luce di fanali ci passa vicino. E pensi a tuo marito. Mi dici che con lui ti sei chiarita e che gli vuoi bene, anche se fino a pochi mesi fa ti vedevi con me. Mi parli di tuo figlio, dei tuoi parenti, di tante cose. E ti sento molto vicina, anche se non sei più l'oggetto delle pulsioni del mio corpo. Poi tiri fuori un pacchetto regalo. Dici che sei venuta perchè me lo volevi dare. Che con le tue amiche ti saresti trovata qualche giorno prima di Natale, ma che con me sarebbe stato difficile. E' un oggetto piccolo: mi dici che in questo momento sei un po' in bolletta, ma io non mi aspettavo nulla (e nemmeno ho qualcosa con cui ricambiare). Apro il pacchetto e sorrido.

Penso tra me: "Elena... nessuno al mondo avrà mai dei gusti peggiori dei tuoi" E sorrido mentre guardo il suo regalo: è una palla di vetro con dentro 2 pupazzi di neve. Se la scuoti scende la neve. E in quel momento mi si apre il cuore e resto in silenzio, poi le dico:"Non farci caso. Mi piace molto. E' che non me l'aspettavo" e poi sorridiamo insieme.

Mi racconti due barzellette sconcissime, di quelle che piacciono a te, prima di uscire dalla mia macchina per andare a casa. Mi saluti da fuori, e mentre ricambio, penso tra me e me...
"Elena... ti avrei dato anche il mio sangue, ma tu non hai mai accettato niente. E tu invece oggi con quell'orrendo pupazzo di neve, mi doni qualcosa di più prezioso di quanto un uomo può guadagnare in una vita intera"

Foto scattata nel dicembre del 2007

 
 
 
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INFO


Un blog di: il_ramo_rubato
Data di creazione: 28/10/2006
 

IL RAMO RUBATO

Nella notte entreremo
a rubare un ramo fiorito.

Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.

Nella notte entreremo
fino al tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.

(P.Neruda)

 
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