IL RAMO RUBATO

... e ogni giorno, avidamente, il mio lato oscuro cresceva, cresceva, cresceva...

 

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La stagione dell'amore

Post n°39 pubblicato il 04 Marzo 2007 da il_ramo_rubato
 
Tag: memoir

immagineA nulla erano valsi mesi di impropria seduzione, e nemmeno quella mia visita a sorpresa, con un pensiero natalizio, aveva smosso il tuo animo. Ti piacevo, ma tu continuavi a tenermi a quella distanza che permette il gioco, ma non concede il sentimento. Eri qualcosa più di un'amica, già da tempo, ma questo non ci faceva propriamente complici. Ancora non dimoravo nel fondo della tua anima. Da tempo piuttosto mi relegavi in una strana sala d'aspetto. Io rimanevo in attesa, incerto se andarmene via, o entrare nel soggiorno. Tu, invece, mi avresti  preso per mano, e portato direttamente nella zona notte.

Ascolto il tuo CD. Mi apre l'anima scoprire quelle canzoni di Battiato  che non conosco affatto, e così me ne appunto le parole più belle su un quaderno. Ti invio, di istinto e senza che te lo aspetti, la parole che di quelle canzoni sento più vive. Te le mando in 5 SMS. Poco dopo mi rispondi, entusiasta, che erano le tue preferite, e che ti aveva colpito la mia "sorpresa". Pochi giorni dopo siamo usciti, e ci siamo scambiati qualche bacio. Baciavi in modo meravigliosamente strano, ancora me lo ricordo. Qualcosa si stava smuovendo dentro di te. Nel profondo.

Una settimana dopo ti chiedo se ti andava di uscire a bere qualcosa. Mi rispondi che preferisci stare con me, da sola. Che non hai molta voglia di vedere altra gente. Sorrido. Capisco il messaggio, senza bisogno di ulteriori spiegazioni. Non lo discuto. Con la macchina ti porto fuori città... Ti porto dove nemmeno io so. Nelle campagne più disabitate, sotto le stelle più luminose. Ti porto là dove il silenzio e l'ombra si confondono con l'oblio dell'assenza. Io, te, e tutto il mondo fuori.

E' stato un sottile piacere scoprirti nuda. Spogliarti mentre mi divoravi di quei tuoi baci così strani, così impetuosi. Era la stessa emozione che cavalcano i pionieri a caccia di nuove terre, lo stesso schiudersi di nuovi orizzonti, lo stesso spirito dell'andare oltre al limite del conosciuto. Mi donavi finalmente quell'intimità del tuo corpo, che da mesi ormai bramavo.

Le mie mani sotto la maglia conquistano la pelle del tuo seno. Ne ruoto le abbondanti forme come in un rito propiziatorio. Ti invito al piacere nello stringerne le punte. Dolcemente. Inquietantemente. Tu rispondi gemendo sottovoce. Esploro il tuo esser donna, mentre tu guardi via. Lo trovo intensamente umido e generosamente profumato. Ne assaggio il sapore, mentre mi accarezzi la testa.

Non ci sono più confini tra il mio corpo e il tuo. E io varco la soglia, mentre mi baci sulle labbra. Entro nel tuo corpo. Affondo nella tua anima. Ci stringiamo in un unico agglomerato di calore e di piacere. Apri gli occhi e urli forte, mentre incedo con energia nella marcia dentro al tuo ventre. Tracci solchi di piacere con le tue dita nella mia schiena. Chiami più volte il mio nome, invochi come posseduta il demone del mio piacere. Fino a quando un mio gemito stremato non ne annuncia l'arrivo. Ci guardiamo, senza parlare. Senza fiatare. Nei tuoi occhi scorgo una nuove luce.

Mi fai mettere il CD di Battiato, e davanti a me, assieme a lui, canti tutte le canzoni. Dici che lo facevi sempre con un tuo amico. Chiedi che anche io le canti , ma non ne conosco tutti i testi, bene come te. Un po' ti seguo, un po' ti ascolto... Cammini per la prospettiva Nietsky, fino a condurmi ad una Solitary beach. Balli il ballo del potere, vivi Vite Parallele.  E poi stupito, resto ad ascoltarti, mentre canti la tua preferita. Quella che più ti rappresenta. E capisco che non stai solo cantando, quelle righe. E' la tua dichiarazione di amore. E' la tua dichiarazione di guerra. E io, in silenzio, la ascolto estasiato.

...La stagione dell'amore viene e va,
all'improvviso senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà.
Ne abbiamo avute di occasioni
perdendole; non rimpiangerle, non rimpiangerle mai.
Ancora un altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore.
Nuove possibilità per conoscersi
e gli orizzonti perduti non ritornano mai...

Nessuno sa quando inizia, la stagione dell'amore, se durerà un'ora o degli anni interi. La nostra aveva preso vita quella sera, e sarebbe durata quattro mesi. Avremmo giocato coi nostri corpi ed esplorato le nostre fantasie. Mi avresti inseguito, mentre ogni giorno diventavo più sfuggente, mentre la corda tra noi diventava ogni giorno più tesa. Mi avresti dato  un ultimatum: "o io, o lei". E io, quell'ultimatum, non l'avrei rispettato. Mi avresti lasciato per un altro. Dalla sera alla mattina, mentre innamorato come non mai provavo a recuperarti.  Ma tutto ciò, quella sera, non potevamo saperlo.

Mi chiedi, appoggiando il tuo seno nudo sul braccio, se io ti considero la mia "amante". E io rimango zitto. Non ho mai usato quel termine, eppure tecnicamente lo stai diventando. Ti stringi al mio corpo. Mi torni a baciare. Vieni sopra di me e facciamo ancora una volta l'amore. E' la consacrazione della nostra unione. E' la risposta che da sola mi dai a quella tua domanda. Lo fai senza dirmi nemmeno una parola. Lo fai strappandomi l'anima con le mani dal petto.

Amica mia, ascolto ancora quell'album, dopo tanti anni. Ora le parole le ho imparate tutte, a furia di riascoltarle. E se, ascontando il CD, mi capita di cantarle tra me e me, a volte sento di nuovo la tua voce che si confonde di nuovo con quella di Battiato. In quei momenti rivivo con lo stesso sorriso sulle labbra, in un solo istante, l'emozione di quella notte...

Foto scattata nel dicembre del 2006

Testo scritto a marzo 2007. Le musiche citate si riferiscono alla raccolta "La Cura" di Battiato.

 
 
 
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INFO


Un blog di: il_ramo_rubato
Data di creazione: 28/10/2006
 

IL RAMO RUBATO

Nella notte entreremo
a rubare un ramo fiorito.

Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.

Nella notte entreremo
fino al tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.

(P.Neruda)

 
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