IL RAMO RUBATO

... e ogni giorno, avidamente, il mio lato oscuro cresceva, cresceva, cresceva...

 

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CORPO ED ANIMA

Post n°53 pubblicato il 23 Settembre 2007 da il_ramo_rubato
 


"... Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse,
trascinate dai giorni come piena di fiume
tante cose sembrate e credute diverse,
come un prato coperto a bitume.
Rimanere così, annaspare nel niente,
custodire i ricordi, carezzare le eta',
e' uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente
del diritto alla felicita'.
Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perche'?
Non lo so, non lo sai... siamo qui o lontani?
Esser tutto, un momento, ma dentro di te.
Aver tutto, ma non il domani..."


Il più devastante Guccini sussurra queste parole nei miei auricolari, mentre il mio cuore si gonfia di nostalgia come una vela in mare aperto. Guardo l'orologio, manca ancora mezz'ora. Mi sdraio sulla sabbia, senza fretta, e intanto guardo verso il cielo.

Non dovrei mai passare davanti a questa spiaggia. Eppure ogni anno, qui, in un modo o nell'altro, ci sono sempre tornato. Certi luoghi possiedono vita, perduta amica mia. Sanno impregnarsi di tanto amore e tanta nostalgia, da poter raccontare meglio dei ricordi stessi. Certi posti sanno richiamarci a loro, come un desiderio spezzato, cui non sappiamo mai dare fine. Anche se già mille volte la vita ci ha dato il suo verdetto. Anche se il nostro futuro è ormai quello del sole che ho ora davanti. Rinchiuso tra il mare e l'ultimo cielo, dipinto di un rosso sfocato, affonda lentamente nella nostalgia di un giorno perduto.

Penso alle promesse d'amore ingenue e folli che si ci siamo fatti tanto tempo fa, su questa stessa spiaggia. Avevamo scoperto il segreto dell'amore, io e te. Solo io e te. Non lo volevamo dividere con nessuno. E nessuno lo avrebbe potuto capire. Lo abbiamo divorato con quella voracità, a cui non può che seguire indigestione. 
Ascolto il rumore del mare. La spiaggia si svuota dagli ultimi avventori. Il vento mi accarezza l'anima. Davanti ai miei occhi chiusi, fantasmi consumati del nostro amore riprendono vita per magia.

CORPO ED ANIMA, bambina mia. Di te io voglio tutto. E di meno, non posso più accontentarmi. E' un lento combattimento di sensi, questo scambio di carezze. Ti piace farti esplorare. Ti piace farti scoprire. Tu sei cibo per la fame del mio corpo. Tu sei ristoro per la sete della mia anima. Ascolta l'eco dei miei sogni. Confondi i tuoi desideri coi miei, così che essi, uniti tra loro, brucino più vivi della stessa fiamma. Respirami. Desiderami. Divorami. Chiamami dentro di te. Voglio uscire dal mio corpo, e volare nel cielo. Voglio uscire dal mio corpo, per varcare la tua anima.
La spiaggia è deserta, stasera. Noi la popoliamo dei nostri più vivi desideri. 
Apri e chiudi porte al mio sfiorarti. Tracci la rotta delle mie carezze. Metto le mani sui tuoi seni, e tu giochi con loro, ora rifiutandole, ora cercandole con malcelata avidità. Coi miei baci seguo un percorso via via più oscuro e proibito. Il tuo respiro si confonde col mio, mentre le mie dita accarezzano lentamente il fiorire inquieto della tua umidità. Tremi devastata dalle emozioni, mentre cerchi con mani sfuggenti il mio piacere. Mi dici, con un filo di voce, che non resisti più. Che stasera vuoi andare fino in fondo. Ti fai giurare che sarò tuo per sempre. Ma io non ti rispondo. Non saprei cosa dirti. Il tuo corpo è incendio vivo, e cerca in me la sua prima acqua. Il mio cuore batte impazzito, ma all'unisono col tuo. Ancoro al tuo corpo i miei più avidi baci. I miei desideri scorrono dissennati su di te, come un fiume impazzito.
Chiudi lenti i tuoi occhi, amore mio, e apri a me il tuo cuore. In esso saprò essere assieme carezza e terremoto. Mentre galoppa la notte sopra di noi, il mare confonde i tuoi gemiti col rumore delle sue onde.

E' arrivata la nostra ora, amica mia. Il sole è tramontato del tutto e si fa buio. Prendo la macchina e mi dirigo verso casa tua. Ti sei fatta viva dopo cinque lunghi anni. Rivederti così, dopo tanto tempo, è stato un pugno nello stomaco. Rivederti è stato rinascere per poi, subito dopo, morire. La tua richiesta mi ha spezzato le gambe. Non sai quanto, negli anni, mi ha consumato il ricordo straziato dalla tua assenza. Hai oppresso la mia coscienza come una condanna da espiare. Potevamo essere tutto io e te. Avevamo la felicità in tasca e ci è sfuggita come un palloncino che vola nel cielo. La vita va per la sua strada. Non ha bisogno dei nostri sogni, per trovare la sua rotta. Eri al cinema estivo con lui, l'ultima volta che ti avevo vista, e quasi non mi hai rivolto la parola. Stringo i pugni di rabbia, come se mi stessero iniettando aria nelle vene. Poi le mani si distendono.

"CORPO SENZ'ANIMA, hai conquistato il tuo nuovo gioco d'amore. Lo guardi ammirata. Lo guardi estasiata. Credi che in lui troverai tutte le risposte alle tue domande. Quelle che io, dopo tanto tempo, non riesco più darti. Quanto mi fa male far finta di niente. L'amore è infinitamente egoista. Il tuo sorriso di circostanza è ormai per me solo un guanto di sfida. E io non lo raccolgo. Saprò stringere i denti.
Il gioco dell'amore ha le sue regole, amica mia, e non ammette rimpianti, nè rimorsi. Ogni amante perduta va dimenticata al più presto. Per quanto faccia male. Per quanto ogni amante tradito tenga sempre mille verità in tasca, non te ne rinfaccerò nemmeno una. Non credere. Ti dimenticherò in una settimana. Annullerò cinque anni di vita in pochi istanti e da me scomparirai, assieme al mio dolore. E aspetterò il giorno in cui verrai a cercarmi, per provare il gusto di dirti no. Quel giorno con mille silenzi, con la tua stessa indifferenza, ti renderò lo stesso dolore di cui hai riempito il mio cuore."
  

Guardo il mio cellulare. Il tuo numero l'ho cancellato quella sera stessa. Il tuo numero non sono mai riuscito a dimenticarlo. Le mie dita, tremanti, ancora lo battono da solo. Mi dici che stai arrivando. Ancora un paio di minuti e quello che ho, mio malgrado, sognato per tanti anni prenderà vita. La tua macchina arriva al parcheggio. Ti ha accompagnato tua sorella. Ha un'espressione a mezza via, tra il genitore preoccupato e il compiaciuto complice. Quasi che fosse lei ad aver ideato e suggerito questa follia. Mi si apre il cuore a vederti. Sei davvero grande, bambina mia, come chi non china la testa al suo destino. Sorrido ammirato di te, mentre tua sorella ti aiuta a scendere dalla macchina. Le gambe più non ti reggono, ma il cuore batte forte come la nostra prima sera. Ti sorrido. Sei ridotta ad uno scheletro, ma i tuoi occhi brillano ancora come quel giorno.

ANIMA SENZA PIU' CORPO. Condannata dal più orrendo dei mali, alla lenta morte dei tuoi muscoli. Lo stesso destino non seguirà il tuo cuore. Vaga con me, su questa spiaggia, alla ritrovata ricerca di un paradiso dimenticato. In te il fiume di quella sera rivivrà, come mille nostri ricordi perduti. Donami ancora follia, laddove siamo diventati solo sterile ragione. Pulsa con me di quello che più senti vivo dentro di te. Grida silenziosamente. Soffri. Desiderami.
Guardo nei tuoi occhi e mi riempono ancora di desiderio. Come allora. Come uno spirito perduto, che vaga su questa spiaggia da tanti anni, il desiderio mi richiama a te. Riprende vita nei primi baci che ci scambiamo. Sta affondando le sue radici nel mio corpo fino a farmi male."
 

Le ruote della carrozzina hanno sfidato nel buio la sabbia, ma presto in essa sono affondate. Ti porto tra le mie braccia. Avvinghiata a me sei leggera come una piuma, che al primo vento se ne volerà via. Ti prendo garbatamente in giro. Non sei cambiata affatto. Mi sorridi dolcemente. E mi sento felice come quella sera. Io ti amo senza problemi, e nessun orgoglio. Anche se mai più te lo saprò dire. Mentre le stelle si accendono ad una ad una, sulla nostra spiaggia deserta, la voce misteriosa dell'amore ci chiama per l'ultima volta a noi. Ti appoggio sopra un telo e mentre ti parlo, scherzando e ridendo, ritrovo in me l'ombra di una promessa taciuta dieci anni fa. Guardo le onde del mare. Ora mi sembrano delicate carezze del vento sull'acqua. Ora silenziose lacrime sulla guancia della terra.


La foto ha titolo "Corpo ed Anima" ed è stata scattata da me a luglio 2007 alla bellissima "A." . su ispirazione e idea fornita da SanguediRosa. Per vederla meglio potete usare questo link: http://www.ilramorubato.com/wp-content/uploads/2014/06/essenza-felina-809x1024.jpg

Il testo, scritto in agosto/settembre 2007, è (per fortuna) completamente opera di fantasia.

La canzone citata nelle prime righe è la bellissima "Canzone delle domande consuete" di Francesco Guccini.

 
 
 
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INFO


Un blog di: il_ramo_rubato
Data di creazione: 28/10/2006
 

IL RAMO RUBATO

Nella notte entreremo
a rubare un ramo fiorito.

Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.

Nella notte entreremo
fino al tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.

(P.Neruda)

 
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