IL RAMO RUBATO

... e ogni giorno, avidamente, il mio lato oscuro cresceva, cresceva, cresceva...

 

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Il più proibito gioco

Post n°56 pubblicato il 16 Ottobre 2007 da il_ramo_rubato
 

 

Penombra


Lo_Squalo: Piacere, Michela...
Mich78: ... non mi chiamo "Michela". Questo è il computer del mio ragazzo, "Michele"
Lo_Squalo:  Oh, beh... Piacere lo stesso...
Mich78:  Piacere "signor Squalo"...  io sono qui per sbaglio. Stavo cercando l'orario di un ufficio, poi stacco. Di computer non ci capisco davvero niente.
Lo_Squalo: Se devi andare, vai. Ma se vuoi posso spiegarti io, amica mia, come funziona... E' facile...
Mich78: Ma perchè mi chiami "amica tua"?  Non ti conosco nemmeno...
Lo_Squalo:  Beh... tu non mi hai ancora detto il tuo nome. E non saprei come chiamarti. ...Ho una domanda un po' strana, da farti. Mi ci stavo interrogando poco fa...
A te non piacerebbe l'idea di seguire un perfetto sconosciuto, in un vicolo buio, freddo e abbandonato?
<...>

Saluto la ragazzina in reception. Come ogni volta mi vede entrare qui dentro, circa venti minuti dopo di te. Come ogni volta lei fa finta di niente, con la stessa distaccata professionalità di un medico che osserva l'evolversi di una malattia. Le dico di portarmi, tra mezz'ora, la nostra "merenda" di oggi. Lo voglio su un piatto. Lo voglio il più possibile freddo. Mi raccomando con lei di tenerlo in frigo fino all'ultimo...

E' il più proibito gioco, amica mia, inabissarmi nel mare inesplorato delle tue emozioni. Sentire il tuo cuore che pulsa emozionato al ritmo dei miei passi, mentre salgono questi gradini. 
E' il più proibito gioco, bambina mia, infrangere con te tutte le regole che la morale umana ha faticosamente costruito in tre millenni di etica. Confondere il mio desiderio con la tua paura. Percepire che, dall'altra parte del muro, un fiume in piena sta sopra una diga piena di crepe. Io, per te, sarò presto l'ultima onda.

Apro la porta come se fossi un ladro. Nel più totale silenzio. Come se camminassi sopra ad un velluto che non deve essere sgualcito. Non voglio ancora che tu sappia che io sono qui. Non voglio sottrarti l'emozione del mio odore.
Tu mi aspetti come ogni volta, seduta vicino alla finestra. Tu sei girata di spalle. La benda che ti sei già ben stretta sopra i tuoi occhi ti avvolge in una notte di inquietudine. E' un mese che non aspetti altro. E' un mese che rodi la tua coscienza di mille pensieri, chiedendo cosa farò di te al nostro prossimo incontro. Ora porrò risposte certe ad ogni tua domanda. Ora, con la puntualità di una bomba ad orologeria, esploderò nella tua stazione gremita di dubbi. Io sono diventato la chiave  oscura del tuo essere donna. Io sono diventato il vizio segreto a cui non puoi più rinunciare.

E' il più proibito gioco, amore mio, ogni volta sentirti deglutire per l'emozione, non appena il mio profumo giunge accanto a te. E' forte ed intenso, perchè tu possa in esso trovare il volto che, in questa maschera di buio, sempre ti nascondo.
E' il più proibito gioco, amica mia, forgiare il tuo corpo e la tua mente del mio marchio più oscuro. Accendere nel tuo cielo le più vive e palpitanti stelle.
Desiderami più della tua vita stessa. Invocami, con anche solo più sofferto silenzio. Liberati della tua coscienza, disseppellisci da essa i tuoi sogni più inquieti, in modo che io possa trascinare infine la tua nave nella mia tempesta.
Io sarò la tua rotta. Io sarò il tuo naufragio.

Respiri semplicemente più forte. E' il tuo modo di salutarmi. Mentre lo fai, ogni poro della tua pelle tradisce una tensione inquieta. Mi inebrio di questa che sto per sciogliere. Io per te non sono un uomo. Io sono l'essenza stessa del piacere, andrenalina che scorre. Io sono il microfono impazzito che, muto, dà viva voce alla tua libertà. Nel buio costruito dalla tua benda, senti il rumore di un cinturino metallico che si slaccia. E' il mio orologio, lo appoggio sul comodino, e mentre mi avvicino lentamente alla tua sedia, ora ti faccio sentire, vivo e sonante, il rumore dei miei passi. Mi piace vedere che la tua pelle si sta contraendo per l'emozione. 

E' il più proibito gioco, bambina mia, sentire i tuoi spasmi finora trattenuti elevarsi liberamente nell'aria. Mentre le mie mani esplorano il tuo corpo. Mentre le mie mani ti tolgono i vestiti. Mentre le mie mani accarezzano i tuoi sogni.
E' il più proibito gioco, spogliarti e intanto baciare il tuo collo. Nutrirmi del sapore della tua pelle. Fagocitare la tua inquietudine. Fare di essa l'avido pasto che precede l'indigestione.
E' il più proibito gioco, amica mia, liberarti dall'angusta prigione della quotidianità in cui ti ha relegato Michele. Due anni con lui hanno ucciso il tuo essere libera. Due anni con lui hanno reso cenere ciò che un tempo era fuoco.

Nemmeno una parola. MAI. Sarà questa la regola. Non parlaremo mai. E tu non vedrai mai il mio volto. Io per te sarò solo l'anima senza volto della tua trasgressione.
Ti spoglio lentamente, e poi lego con forza i tuoi polsi e le tue caviglie a quattro corde sciolte. Tu non sai mai quello che io posso fare del tuo corpo. E' questo che soprattutto ami di me. Il mio mistero. Tu sai solo che non sono un bravo ragazzo. Che ti ho rubato l'anima come nessuno ha mai saputo fare. Che i miei pensieri possono farti dolore e assieme ad esso molto piacere.
Io sono la tua rinascita, amica mia. Io sono la tua autodistruzione.

E' il più proibito gioco scavare dentro agli abissi della tua anima. Così in profondità da farti male. Fare delle mie strette corde, la tua più intima libertà. Le vostre dolci attenzioni null'altro sono che una nauseante minestra. Il vostro intendersi è un brodo allungato ogni giorno di più. Io non rubo nulla a Michele, amica mia. Io sono lo sconosciuto e misterioso "qualcosa in più" che ti mancava. Un qualcosa che comunque, a voi, non potrà appartenere mai...

Rimango vestito, e ti guido sul letto, camminando alle tue spalle. Ti dispongo a quattro zampe, come una pedina sulla scacchiera intricata del letto. Ti accarezzo dolcemente le spalle, mentre lego i tuoi polsi ai due entremi della testata del letto. Mi piace sentirti respirare così forte, amica mia. Dà vivo potere al demone che mi porto dentro. Mi nutro della tua inquietudine come un vampiro di sangue.
La mia mano sa esser forte e assieme piacevole. Sa guidare il tuo corpo e i tuoi pensieri nella stessa direzione. Lego le tue caviglie al fondo del letto. Tu ora non puoi più muoverti, tu resti a cavalcioni in balia delle mie voglie.

E' il più proibito gioco, violentemente irrompere col mio corpo nel tuo. Stringere i tuoi seni con forza. Tenerti di schiena tanto stretta a me che i nostri respiri si confondono come in un bacio. Mentre invado il tuo piacere non puoi più contenere urla che da troppo volevano uscire. 
E' il più proibito gioco sentire l'odore del tuo piacere invadere le mie narici. Andare a fuoco, tra le fiamme che bruciano della mia anima.

Bussano alla porta. Freddo e composto, senza in alcun modo tradire la mia voce, apro la porta. La ragazzina mi passa il piatto che avevo ordinato. Tanti riccioli di burro lo decorano. Assieme a pane e marmellata, che resteranno inviolati. Chiudo la porta e porto sotto al tuo naso il piatto. Voglio che tu ne senta il profumo.
Senti il suo freddo lambire il solco delle tue natiche. Senti le mie dita che lo sciolgono dentro di te.

E' il più proibito gioco, amica mia, prendere così impunemente, ciò che in tanto tempo non hai mai voluto dare a Michele. Rendere le mie violenze ai tuoi occhi un gradito dono. Fare di te l'apoteosi di ogni mia voglia.
Tu seduci il mio corpo con la tua sottomissione. Tu sei la bianca tela su cui dipingo col mio stesso sangue. E' il più proibito gioco, mescolare alle tue urla le mie. Abbracciare le nostre anime oltre il limite dei tuoi pudori.
 Perchè già sai che l'irrompere del mio piacere dentro di te, non sarà certo la fine del desiderio. 
E' solamente l'inizio di un nuovo mese di dolce attesa...

Ti riempio di baci, mentre mi vesto. Abbandono la stanza, nello stesso rigoroso silenzio in cui vi ero entrato. Ti lascio legata al letto. Prigioniera in polsi e caviglie. Le corde non sono troppo strette e in mezz'ora riuscirai certamente a liberarti. Voglio avere il tempo di arrivare a casa, senza che tu possa nemmeno sospettare di me. Voglio lavarmi a fondo, fino a togliermi di dosso questo profumo così intenso. Voglio perfino nascondere anche l'orologio dal cinturino metallico.
Sono sempre i più piccoli dettagli che fanno scoprire. Io, di ciascuno di essi, mi curo scrupolosamente.

E' il più proibito gioco, amore mio. Essere assieme il consapevole corruttore della tua anima, e al tempo stesso il tuo tradito amante. Ridare vita ad un amore ormai spento, demolendolo alla radice. Ricostruirlo dal perpetrato tradimento di me stesso. Perchè io, per te e solamente per te, le più lontane anime dell'amore, Lo_Squalo e Michele, nello stesso corpo tengo racchiuse. 

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Il testo, scritto in ottobre 2007, è completamente di fantasia. La foto è stata scattata nel 2013 è ha titolo "Di penombra solo vestita. (per vederla meglio clicca qui => http://www.ilramorubato.com/wp-content/uploads/2013/06/di-penombra-solamente-vestita.jpg  ")

 

 
 
 
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INFO


Un blog di: il_ramo_rubato
Data di creazione: 28/10/2006
 

IL RAMO RUBATO

Nella notte entreremo
a rubare un ramo fiorito.

Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.

Nella notte entreremo
fino al tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.

(P.Neruda)

 
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