IL RAMO RUBATO

... e ogni giorno, avidamente, il mio lato oscuro cresceva, cresceva, cresceva...

 

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La casa invisibile

Post n°64 pubblicato il 03 Aprile 2008 da il_ramo_rubato
 



... verrà presto il momento in cui le mie parole torneranno voce, e i pensieri si faranno nuovamente carezze. E i nostri strozzati desideri si sazieranno di morsi e gemiti.
Ritorneremo su quella strada polverosa e segreta di cui hai amato i primi passi. Ne proseguiremo il cammino di libertà, reinventandone le tappe. Dimenticandoci di quello che già ci lasciamo alle spalle.

Non mi pesa la distanza che ci separa: un incontro con te sa diventare orizzonte. E non mi importa il tempo che divide l'uno dall'altro due giorni lontani: noi cavalchiamo assieme l'impressione di una sfuggevole eternità. Noi voliamo dove gli altri sanno al più strisciare. Al confine tra la libertà e il possesso, tra la poesia e le fantasie più scabrose. Tra i pieni e vuoti di abissi inesplorati.

Ci troviamo ogni giorno in una casa invisibile. Costruita su fondamenta tentacolari che affondano dove c'è vita, dove così facilmente ci si fa male. Posta proprio là, dove non si può. Oltre tutte le ragioni possibili. Oltre la vergogna. Oltre il buon senso. Oltre ogni stretta logica di utilità.  

In essa vi sono riposte memorie e fantasie. Urla deliziate e affannosi silenzi, inconfessate perversioni dietro a un sorriso, dolorose gelosie dalla duplice lama.
In essa ci appropriamo delle ingannevoli verità dei sensi. Le tramutiamo in giochi dannati. Le sublimiamo in suadente pulsione artistica.
Non ha porte, la casa, da cui qualcuno possa entrare, ma finestre luminose che affacciano su mille inferni variopinti. Dove si imparano tutti i peccati. Dove prendono vita i diavoli che da sempre ci portiamo dentro. Dove le nostre carni salgono e ci trasportano come onde verso il delirio.

Guarda gli altri, bambina mia, mentre ci stanno accanto. Attraversano i muri, senza sapere la natura di questa invisibile essenza. Ci passano a fianco, sfiorano i nostri pensieri più silenziosi. Ne ignorano la sublime consistenza. Calpestano argini, senza vedere che al loro interno vi scorre un fiume. 


Ci vediamo qui. Aspettami, verrò presto tra queste improprie mura. Per sfidare una nuovo volta il tuo pudore. Per catturare la tua anima nelle mie reti più oscure. Per bruciare ancora di quel fuoco che solo agli Dei si può rubare. Attendendo con te, senza timori reverenziali, le strazianti pene di una morte immortale.

La lettera, mai spedita, è stato scritta nell'aprile del 2008.

La foto ha titolo "attesa" ed è stata scattate nel dicembre del 2007.

 

 

 
 
 
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INFO


Un blog di: il_ramo_rubato
Data di creazione: 28/10/2006
 

IL RAMO RUBATO

Nella notte entreremo
a rubare un ramo fiorito.

Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.

Nella notte entreremo
fino al tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.

(P.Neruda)

 
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