IL RAMO RUBATO

... e ogni giorno, avidamente, il mio lato oscuro cresceva, cresceva, cresceva...

 

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Regina di cuori 

Post n°68 pubblicato il 14 Settembre 2008 da il_ramo_rubato
 

Regina di cuori. Nessuno sa come si possa entrare. Nessuno sa se davvero se si possa uscire. Nessuno sa nemmeno se esista veramente. Ed è proprio questo che rende unico questo club. Noi stiamo per entrare in una leggenda metropolitana. Noi stiamo per varcare le colonne d'Ercole del buon senso.
Mentre parcheggio la macchina, mi guardi senza parlare. L'emozione ti straripa dagli occhi. Silenziosamente mi stai chiedendo di ritrattare. Ma i giochi già sono fatti, e la pallina sta già sbattendo impazzita sulla nostra roulette.  Ti guardo, e ti prendo la mano, come per accompagnarti. Non te lo dirò mai, amica mia, ma io amo la tua perenne riluttanza. Gli attriti interiori verso quello che sai di desiderare. La nostra strada, il sentiero che impropriamente ci unisce, è soprattutto questo continuo mettersi in discussione fino alla radice. Evocare demoni. Scommettere l'anima su uno sfuggente doppio zero. Superare vergogne, affrontare le voci più oscure della nostra interiorità. Ti aiuterò anche questa volta, a trovare un nuovo tassello del tuo esser donna. Anzi, soprattutto questa volta, io lo farò.

... ti tengo per i capelli, da dietro la nuca. Con calibrata forza. Con infinita autorità. Senza mai il minimo segno di cedimento. Ti avvicini in ginocchio al mio corpo, nel silenzio più totale. Con quell'accondiscenza che sola ti rende l'Amante assoluta.
Segui i miei movimenti, amica mia. Concentra adesso tutto il tuo essere sulle tue sole labbra. Escludi gli altri sensi. Dimenticati di avere un corpo. Dimenticati di avere una ragione. Dimenticati di avere una vita davanti e alle spalle. Ascolta solo come
il sapore della mia carne si sa fondere alla tua bocca. I movimenti delle mie mani sulla tua nuca sono l'eco del mio corpo. Lentamente con la tua lingua tu rinnovi la nostra alleanza.
Senti infine il gusto del mio piacere permeare in te. Fino all'anima. Fino all'estasi. Fino a sentirti tu stessa rigenerata dalla potenza di quell'attimo infinito.
Mi guardi negli occhi. Pensi a noi. Non avresti mai pensato che ti potessi portare così lontano. Che ti potessi legare a me così a fondo. E' da sempre più forte di te la tentazione di attraversare orizzonti. Di andare oltre. E io, per te, sono diventato quell' "oltre". Mi seguiresti su qualunque strada di follia. Oltre te stessa. Oltre al pudore. Oltre la vergogna. Oltre alla donna che sei diventata in ventotto anni...


Regina di cuori. Dove la fantasia affonda nella carne viva. Dove nulla è impossibile. Basta essere disposti a tutto. Basta non avere paura di niente e di nessuno. Soprattutto del baratro che da sempre ci portiamo dentro.
All'ingresso dell'albergo ti fermi. Mi balbetti qualcosa di incomprensibile. Respiri. Prendi fiato. Poi mi dici che non ce la fai ad entrare. Ma io so che non è così. 
Questo è solo il tuo modo di chiedermi aiuto. Questa è solo la richiesta di affrontare una paura assieme a te. Ed io mi faccio di pietra. Lo faccio per te, perchè tu ora hai bisogno di fermezza. Senza preavviso i miei occhi diventano severi e indisposti. Ti raggela il sangue la mia sola espressione.
Se questo viaggio non fa più per te, ti consiglio di andartene. Ora. Non dieci secondi di più. Se non sei convinta di quello che stiamo facendo, non devi chiedermi il permesso. Vattene. Nessuno ti trattiene. Se il gioco si fa troppo pesante per te, non stare qui a fare della filosofia. Vai per la tua strada. Sei una donna libera.
Mi scruti, riluttante. Non capisci se le mie parole siano un ultimatum. Sai solo che non vuoi perdere quello che hai trovato in me. Sai solo che mi seguiresti ovunque. Senza discutere. Senza fiatare.  Mi guardi, e speri fino all'ultimo che io sia disposto ad alleggerire l' enorme peso che ti senti in gola. Ma io non mi muovo di un centimetro. Oggi non sarò la tua crocerossina. Io sarò Caronte, perchè quello che stai varcando è il tuo personale inferno.

...respiri su di me, mentre ancora mi abbracci le gambe. Mentre ancora il mio piacere ti affiora sulle labbra. Stai chinata su di me, come a pregare in un tempio. Mi dici che ti sto aprendo su nuove dimensioni, che ora affacci su mille personalità che non sapevi di racchiudere in te. Ti stai sentendo viva fino all'ultima cellula e non ti era mai capitato. Mi dici che per la prima volta hai capito cosa sia l'abbandono assoluto. Quale sia il piacere della dedizione. Dell'appartenere. Dell'essere geisha. E assieme dell'essere sovrana assoluta. Del potere tutto su di me. Io per te, bambina mia, farei davvero tutto. Ogni delirio. Ogni follia.


Regina di cuori. Dove i demoni dell'anima prendono vita. Dove la realtà supera ogni immaginazione.  E noi adesso abbiamo superato la soglia del non ritorno. Oggi la sede è questa. Dentro a questo infimo albergo, davanti all'ospedale. Dove gente entra. Dove gente esce. Dove facce viziose di sconosciuti ti guardano, come se ti volessero comprare. Ma tu non sei sul mercato. Tu, in questo momento, non sei neppure su questo pianeta.
Alla reception, senza nemmeno salutare o presentarmi, mostro il mazzo di carte da poker. La regina sta davanti a tutte le altre carte. E' la parola chiave. La ragazza cinese mi chiede se tu sei con me. Annuisco e le consegno una busta, mentre ti stai nascondendo dietro alla mia spalla. Con completa noncuranza ci consegna due maschere veneziane. Dovremo indossarle solo nell'anticamera, dove nessuno ci potrà vedere. Hai il respiro affannato. La febbre del proibito ti striscia sulla pelle. La paura di essere sopraffatta questa volta, davvero ti dilania lo stomaco. La strada della consapevolezza diventa bordata di delirio.

... Mi dici che l'hai sognata ancora. Lei era bellissima, ma tu questa volta, eri ancora più "cattiva" con lei. Me lo confessi come se fosse qualcosa di estraneo a te. Ma il tuo sogno per me sta ravvivando il mio interesse. In questi frangenti tu sai essere legge e nulla diventa veramente impossibile. Puoi sempre trovare in me il modo di giocare ad esser donna. I tuoi desideri intuiti, sfamati e infine soddisfatti sono la fonte della mia poesia. La mia ultima ragion d'essere.Ogni volta siamo creatori di universi impuri e irragionevoli. Non discuterò la stranezza di questo tuo sogno, amica mia. Semplicemente farò mio il tuo delirio. Per quanto franosa, sarà la terra su cui cammineremo insieme.

Regina di cuori. Dove niente è scontato e precostituito. Dove sempre si incede sul filo della follia. Dove i pensieri impuri si fanno carne, e la carne si vuol fare fuoco. Regina di cuori: qui regna soprattutto l'incertezza. 
I nostri avversari siedono già al tavolo. Ci studiano. Lei ha espresso la stessa esatta richiesta: il tuo sogno. Possedere una bellissima donna, assieme a lui. Farla sua anche con la forza.
Lui veste elegante. Dietro la maschera i suoi occhi sono freddi e distanti come quelli di un criminale. Guardo lei. Trabocca di bellezza immortale. Porta nel cuore il tuo stesso desiderio di possesso.  Un cinese ci spiega le regole di oggi.  E qui ogni volta cambiano le regole. Ogni volta cambia anche la sede del Regina di cuori. Ogni volta il circolo scompare. Ogni volta ricompare altrove. E nessuno può sapere dove.
Ma oggi le regole sono semplici. Una volta iniziato il gioco, non ci si può alzare dal tavolo, per nessuna ragione. Mescola un mazzo di carte, il muso giallo, mentre parla. E dice che a turno si pescherà una carta.  Chi pescherà la regina di cuori, avrà vinto, e avrà ragione assoluta di ritirare il premio concordato. Sorride. Ti guarda compiaciuto, poi posa gli occhi sull'altra ragazza. Siete voi, i premi di questo folle gioco.

... Senza muoverti, mi racconti minuziosamente ogni dettaglio del tuo inquieto sogno.
Lei era legata. Immobilizzata. Imbavagliata. Ti appropriavi della sua bellezza, della sua femminilità. Ti muovevi sul suo magnifico corpo con sete infinita di possesso, come se fossi un uomo. Con violenza. Con brutalità. Come se fossi un predatore sulla sua vittima. Lei si dimenava. Muoveva il capo, come a dire no. E intanto io ti prendevo alle spalle, senza nemmeno sfiorare la tua bellissima amante.
Mentre con la malizia mi racconti questa tua bizzarra fantasia, accarezzo la tua schiena, dolcemente. Dentro di me, in silenzio, sto pensando se sia davvero possibile, in qualche modo, darle vita...

Regina di cuori. Dove tu non vorresti più essere. Dove il tuo cuore sta battendo senza poter più rallentare. Dove il tuo respiro si è fatto più veloce e affannoso. Dove già metà mazzo è stato scartato, ma la carta ancora non si è vista. La roulette russa continua, inesorabile, nel silenzio. Ogni volta lui tira su la carta, con la freddezza di un giocatore di poker. La guarda per tre secondi, senza battere ciglio. Poi la appoggia scoperta sul tavolo. Con la fredda impassibilità di una macchina. Non parla. E' vietato parlare durante il gioco. Severamente.
Io ogni volta sento un tuffo al cuore. Mancano una decina di carte dal mazzo. Sollevo lentamente. Per un attimo mi si apre un sorriso, che ritiro immediatamente. Scoperchio sul tavolo il sorriso beffardo della regina di quadri.

... C'è un posto, amica mia, in cui si può trovare davvero quello che così spesso sogni. Ne ho sentito parlare. Ti stacchi dalle mie gambe. Mi dici che non ti interessa affatto. E' solo un sogno, senza alcuna pretesa di voler diventare realtà. Nella vita ci devono essere anche dei tabù. Degli spazi inviolabili. Delle cose che non devono mai trovare vita. Sorrido e ti bacio, senza dire alcuna parola. In silenzio mi chiedo se davvero quel posto esista, e se sarei disposto a scommettere tutto.

Regina di cuori. Dove la partita è finita. Dove il simbolo del club ora è rivolto sul tavolo, e già detta legge, stendardo di vittoria. Dove tu sei diventata inesorabilmente il premio di lei. Ti guardo uscire dalla porta, nelle mani di quella bellissima e misteriosa donna, mentre i nostri sguardi si incontrano e si scambiano un silenzioso saluto. Sarò con te, amica mia, in questo viaggio dentro al tuo sogno. Mentre vivrai la voce misteriosa che tante volte ti affiora, anche se nelle vesti della vittima. Ma sul piatto del nostro gioco d'azzardo stavolta c'era tutta la tua anima. E qualunque cosa ti possa accadere là dentro, stavolta, io l'ho perduta per sempre.

La foto ha titolo "Regina di cuori" ed è stata scattata nel settembre 2008.

Il testo, completamente di fantasia, è stato scritto nel settembre del 2008.

 
 
 
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INFO


Un blog di: il_ramo_rubato
Data di creazione: 28/10/2006
 

IL RAMO RUBATO

Nella notte entreremo
a rubare un ramo fiorito.

Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.

Nella notte entreremo
fino al tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.

(P.Neruda)

 
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