IL RAMO RUBATO

... e ogni giorno, avidamente, il mio lato oscuro cresceva, cresceva, cresceva...

 

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Le regole del gioco

Post n°70 pubblicato il 23 Settembre 2008 da il_ramo_rubato
 
Tag: memoir

Seguimi, bambina mia. Ancora una volta la nostra strada  ti aspetta. Hai intrapreso, folle e coraggiosa, i primi passi dentro di te. Ora li proseguiremo. Seguimi e ricorda sempre: dove ci troviamo noi ciò che vale oggi non sarà vero domani. Perchè è fatto di mutevoli tasselli il nostro incontro. Di mattoni invisibili posati solo per il gusto di essere smantellati. Castelli di sabbia costruiti da bambini irrequieti.
Seguimi, bambina mia.  Io sarò la tua rotta nella guerra oscura contro te stessa. Cammina con me su questo filo sospeso nel vuoto. Su questa strada io che sono alba non sarò tramonto.  Il gioco che stiamo vivendo ci insegue. E' fatto di Regole non convenzionali quanto una guerra. Regole che hai fatte tue. Fino all'anima.

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- Mettersi in gioco. Scommettere il Tutto sul Nulla.

Roma Termini. Cento voci incombenti che annunciano ritardi, arrivi, partenze. Cento volti di donne senz'anima. E tu non sei ancora qui. Eppure già ti sento. Ormai le tue emozioni sono frequenze per la mia radio. I tuoi pensieri sono parole di un libro che mi scorre sotto gli occhi. Vieni da me su quel treno, attraversi sopra quei binari un labirinto privo di uscite. Il ritorno alla strada che qualche settimana fa abbiamo iniziato. La voglia di libertà e il peso della colpa si confrontano in te una nuova volta. Il cammino attraverso il tuo esser donna ha bisogno di questa battaglia. E' l'emozione di un nuovo sentire che sta maturando in te. Cerco il tuo treno nel tabellone degli arrivi.

- Noi non saremo per sempre.

Mi mandi un messaggio. Il treno è in ritardo. Amo la tua impazienza. E' viva come l'aria di prima mattina. Vuoi uscire dalla tua anima. Porti dentro di te il piacere sensuale della caduta, bambina mia. Questo tuo viaggio, iniziato dal mio porto, durerà una vita intera, e in me non si potrà certo esaurire. Ogni volta che ci vedremo, per noi sarà sempre un'ultima volta. E' questo l'unico modo perchè invece non sia così. 
Nulla è scontato. Nulla è precostituito. Nulla è verità immutabile. Ora sono la tua ossessione, il pensiero fisso che ti tormenta. Ma la tua sete di conoscenza chiede molto di più.  E nulla ti potrà impedire di espanderti, dopo di me. Io sono solo il tuo passaggio oltre. Sono solo un ponte sospeso sulla voragine che ti porti dentro.

- Essere, al tempo stesso, artisti ed Arte

Mi dici che mancano dieci minuti: il tempo per sbizzarrire la mia fantasia dentro un piccolo negozietto davanti alla stazione. Guardo. Improvviso. Gioco già con te, nei miei pensieri più impuri.  Ogni cosa che vedo apre le porte di una sorpresa nuova da offrirti. Ovunque. Giro nel reparto frutta, tra i detersivi. Per chi sa vedere bene, questo supermercato è una fonte inesauribile di giochi d'amore. Mi appaiono alla mente alcune scene di racconti che ho scritto in passato. Sorrido. Tu ami quei racconti, te ne donerò qualche pagina. La cassiera mi offre una sportina. " Non si disturbi, ho la valigetta." La apro. Casca un coltello. Spunta una corda. Rimetto tutto dentro. Sorrido.

- Sempre in viaggio. Oltre la ragione.

Scendi dal treno. E' bello rivederti. L'eleganza del tuo corpo fa a pugni con la grandezza dei tuoi occhiali da sole. Ma io le mode non le capisco mai. Vestita di un bianco solare, bella e impura come la notte. Un saluto. Un bacio sulla guancia, e nessun'altra formalità. Tra noi non servono.
Mi segui. Incredula di te stessa, di essere qui un'altra volta. Cammini con la circospezione di chi batte un campo minato. Cammini di nuovo al mio fianco, verso un luogo chiamato "nondovremmoesserequi". Seguimi, amica mia. Non fermarti Perchè se ci fermiamo a pensare, noi siamo perduti. Se per un attimo ragioniamo su quello che stiamo facendo, diventiamo criminali da sbattere nella prigione che ci portiamo da sempre dentro. La chiave della cella la gettiamo via all'istante. Seguimi sulla scia di questo delirio. Dai voce alla tua voce. Supera limiti assieme a me. Aprimi la tua porta della conoscenza.

- Il mondo intorno a noi è solo illusione. Nulla esiste

Cerchiamo assieme la camera che ho prenotato via internet, lungo strade sconosciute. E' come una caccia al tesoro. Alla reception del B&B la ragazza ci da le chiavi e mi chiede per la colazione. Dico che rimarremo solo poche ore. E mentre lo dico, con patentata naturalezza, tu diventi rossa. Mi fa eccitare il tuo pudore. E' un'arma di seduzione a cui non so resistere. Ti dico di lasciare alle spalle quello che quella ragazza può pensare.  Potrebbe essere anche un pisolino pomeridiano, no? Sorrido. Stacchi il telefono. Stacco il telefono. Da quel momento ti metti nelle mie mani: non esistiamo più per nessuno. Il nostro letto diventa sacrario di mute confidenze. La palestra in cui ti insegno a vincere ogni senso di colpa. Un nostro angolo segreto di penombra. Quel filo di luce che si infila dalla finestra, ci rende fantasmi nelle nostre oscurità.

- Corpo ed anima. Andare oltre ai sensi.

Mi guardi. Mi studi. Ed io non dico più nulla. Ti guardo mentre ti spogli per me. Mi emoziona vederti mentre lo fai.
Prendo una benda. Il mio sorriso compiaciuto è l'ultima cosa che vedi. Poi silenzio. IL nulla. Solo corde che ti intrappolano al mio amore. Quattro arti tesi come le corde che li immobilizzano, ai piedi del letto. Ed io che ti giro intorno. Come un felino. Come un ladro di sensi. Accarezzo la tua inquietudine. Creo magici sipari nella tua immaginazione, sullo sfondo del nulla che riveste i tuoi occhi. Tutto questo è arte, bambina mia. Tutto questo è magia che nascondevi dentro di te.

- Fiducia. Oltre gli inganni della percezione.

Bacio i petali della tua rosa. Dolcemente. Li  faccio fiorire di piacere. Gusto l'aroma che solo tu sai sprigionare. Ascolto le frequenze di invito del tuo corpo. Le faccio mie. Nel buio senti l'inconfondibile rumore di una bomboletta di schiuma da barba. Senti freddo, ora, tra le tue cosce. E' come una carezza: le mie dita coronano di bianco il tuo sesso. Interrompi il silenzio, divertita. Mi chiedi cosa sto facendo. Che non puoi tornare dal tuo ragazzo priva dei peli con cui sei uscita da casa. Io non rispondo. Gioco nel silenzio. Senti ferro freddo che percorre la tua pelle. Cerca la bellezza del tuo fiore. Cerca la disposizione della tua anima al mio ordine. Ora stai in silenzio. Ami l'incedere della lama attorno al tuo fuoco che divampa. Il ferro freddo non risparmia nemmeno un centimetro della tua pelle, ma tu non ti lamenti più. Sei nelle mie mani, bambina mia. Accettane le conseguenze. Ti tolgo la benda. Alzi la testa, e ti guardi preoccupata tra le gambe. Nemmeno un pelo è stato tolto. Il ferro freddo era solo il gioco di un coltello, usato di schiena. Sorridi e mi chiedi di slegarti.

- Tutto. Senza riserva. Fino al midollo.

E' un prezioso dono, bambina mia, il tuo corpo nelle mie mani. Sei un involucro di desiderio in cui affondo l'anima. Ogni tuo gesto pende dal mio sguardo. Carezze e vertigini. Segreti e verità. Respiri e battiti del cuore. Ogni parte del tuo corpo mi appartiene. Ogni centimetro della tua vita. Ogni secondo di queste ore sfuggenti. Ascoltami. Fai di questo cigoloso sbattere contro il muro  la musica della nostra libertà. Apri la voce a quei gemiti che hanno paura di uscire. Desiderami. Fammi vibrare del tuo piacere con il mio piacere. E poi trattienimi in te. Con forza. Con tutta te stessa. Stringimi con le gambe, mentre volo fuori da me, con questo gemito spezzato . Tienimi dentro . Ancora. Fino all'ultimo secondo.

- Cercare l'alba dentro all'imbrunire.

Si consumano le ore, tra noi. E non servono parole. Perchè siamo mutevoli verità silenziose. Guardo il tuo corpo disteso di schiena. Il tuo meraviglioso sedere che fa luce alla stanza. Mettiti la benda: ho fame. Mi guardi e sorridi. Obbedisci. Resti sdraiata. In attesa di ciò che voglio fare con te.
Prendo fuori il barattolo di macedonia che ho comprato prima. Verso il contenuto sul tuo fondoschiena. Mangio e poi ti imbocco, come se fossi una bambina. Mentre cerchi nel buio con la bocca il mio cucchiaino sfuggente, penso a quel giorno, davanti a quei quadri che tanto ami, dove i tuoi occhi luccicavano di emozione. Respiravo per la prima volta il tuo esser donna, quel giorno. Toccavo con mano il piacere sottile di scoprire chi sei veramente.

- Nessun rimpianto. Nessun rimorso.

Ti accompagno alla stazione. Per certe cose,  ti ho creata io. E molto presto, maledirò questa capacità di farti fiorire all'amore. Stai diventando capace di tutto. Ed io lo sento: presto o tardi andrai per la tua strada. Ma questo fa parte del nostro destino.
Mi saluti dal finestrino. Il treno parte. Un nuovo saluto si consuma: non ha affatto il sapore di un addio. E' un arrivederci. "Ogni volta che ci vedremo, per noi sarà sempre un'ultima volta." Lo sai, bambina mia? Se questa regola fosse vera, probabilmente non ci rivedremo mai più. Sorrido tra me. E penso alla regola più importante. La più vera. La più spietata. La più semplice. Quella che in sè tutte riassume e al tempo stesso tutte nega: 

- Tra di noi nessuna regola. Mai. Noi siamo soprattutto Libertà.

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Foto, dal titolo "Ora sono tue...", scattata nel settembre 2008.

Testo scritto in settembre 2008.

 
 
 
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INFO


Un blog di: il_ramo_rubato
Data di creazione: 28/10/2006
 

IL RAMO RUBATO

Nella notte entreremo
a rubare un ramo fiorito.

Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.

Nella notte entreremo
fino al tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.

(P.Neruda)

 
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