Creato da dinilu il 24/12/2007
satira politica e di costume

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Grillate e grigliate

Post n°5821 pubblicato il 03 Maggio 2018 da dinilu

Cosa incassa il socio unico della srl (in)Cassaleggio? I Davidendi, naturalmente.

Ficomunista. Ficolf. Quando uno è "fico" sai quante ne trova di amicolf che rassettano, lavano, stirano, scopano.... Aggratis, beninteso.

Roma. Na vorta a le taverne ce s'annava a farse quarche fojetta, puro co' quarche santo invocato.

Roma. Dal Ratto delle Sabine ai ratti delle Virginie. Pure alle "buche" delle Virginie. Honi soit qui mal y pense. Absit iniuria verbis...congiuntivis.

Torino. Fassino, il comunista dal fassino discreto, colpito da improvvisa appendinicite acuta, è stato portato d'urgenza all'Ospedale delle Molinette Rosse per essere sottoposto ad appendinicitectomia.  

 
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Di Maio in peggio.

Post n°5820 pubblicato il 03 Maggio 2018 da dinilu

Giggino premierino azzimatino banderuolino. Trucco e contrario di Trucco. Inconcludente negli studi e nel lavoro dichiarava un reddito annuo di 3000 euro, da bibbitaro. Je chiedono "Giggì, ma t'hanno mannato o t'hanno telecomannato?". La mamma je dice: "Lasse e tuorn a casa toja, Gggì, non a Casa...leggio!". Cambia i programmi dopo il voto, Cambiava pure i fagioli, da cannellini a borlotti.

Giggine nun se pije nisciune pinsire si 'o migrante è nire nire. Je riempie subbito a panza 'ncu lo reddit'e cittadinanza. 

Spunta il sole canta il gallo. Il prode Giggino monta a cavallo. Si prepara di primo mattino indossando corazza e spadino. Per combattere co' dragh' e leone pecché è sempe nu brave guaglione. I nnemici li fa fore tutt,  n'en se ne salv nisciune bell o brutt. I nemici lui li futte sulamente co' nu rutte. Magne carne senza grass pe' paure che s'ingrasse. Scanse pure le faciule borLotti pe' paure de fa li bbotti. Al suo socio Casalegge n'en je piace le scoregge. Forse a la cantina di tale Luscone da bere trove nu vine bbone.

 
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Amleto stellare

Post n°5819 pubblicato il 11 Marzo 2018 da dinilu

Un momento di relax per Luigi Di Maio. Il leader del Movimento Cinque Stelle si è ritagliato un po' di tempo, tra una dichiarazione post elettorale e gli impegni in vista delle consultazioni, per una breve vacanza a Marsala. Con lui Giovanna Melodia, avvocato, pentastellata e vicepresidente del consiglio comunale di Alcamo. Giggino ciurla, anzi ciulla come Ciullo d'Alcamo? Me lo dia o me la dia, questo è il problema.

 
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Antifascisti doc

Post n°5818 pubblicato il 03 Marzo 2018 da dinilu

"La storia del nostro Paese è ricca di retroscena e di aneddoti destinati a fare scalpore: tra queste storie, diverse vengono svelate o ricordate da Bruno Vespa nel suo nuovo libro, Italiani volta gabbana. Dalla prima guerra mondiale alla Terza Repubblica, sempre sul carro del vincitore, in uscita oggi, giovedì 6 novembre (edizione Mondadori). Nel terzo capitolo di questo volume, Vespa parla di diversi intellettuali che si dichiararono antifascisti alla caduta del regime di Benito Mussolini, ma che prima stavano dalla parte del Duce: tra di loro ci sono nomi altisonanti, come Giuseppe Ungaretti o Dario Fo, o altri comunque ben noti, come Indro Montanelli o Enzo Biagi. Tutto nasce dalla rivista Primato, diretta da Giuseppe Bottai: il politico fascista più illuminato sul piano culturale, ma anche il più feroce sostenitore delle leggi razziali. La rivista nacque nel 1940 e chiuse il 25 luglio 1943, e furono tantissimi intellettuali a collaborare per questo giornale.

Voltagabbana - "Fascista in eterno": si definì così Ungaretti durante il regime. Il poeta notò che "tutti gli italiani amano e venerano il loro Duce come un fratello maggiore", e firmava appelli per sostenere Mussolini, salvo poi rinnegarlo dopo il 25 luglio 1943, quando firmò documenti contrari ai precedenti, tanto da meritarsi una grande accoglienza a Mosca da parte di Nikita Kruscev. Stessa parabola per Norberto Bobbio, che da studente si era iscritto al Guf (l'organismo universitario fascista) e aveva mantenuto la tessera del partito, indispensabile per insegnare. Il filosofo e senatore a vita, cercò raccomandazioni per poter evitare problemi che gli derivavano da frequentazioni "non sempre ortodosse", e il padre Luigi fu costretto a rivolgersi allo stesso Mussolini. Bobbio ottenne la cattedra, mentre nel dopoguerra diventò un emblema della sinistra riformista: il 12 giugno 1999, a Pietrangelo Buttafuoco del quotidiano Il Foglio, il filosofo ammise: "Il fascismo l'abbiamo rimosso perché ce ne vergognavamo. Io che ho vissuto la gioventù fascista mi vergognavo di fronte a me stesso, a chi era stato in prigione e a chi non era sopravvissuto".

Gli altri nomi - Indro Montanelli non ha mai nascosto di essere stato fascista: "Non chiedo scusa a nessuno", ribadiva sul Corriere della Sera. Stesso discorso per Enzo Biagi, che nel dopoguerra ha sempre mantenuto gratitudine per Bottai. Eugenio Scalfari, dopo il 1945, parlò di "quaranta milioni di fascisti che scoprirono di essere antifascisti", senza celare mai le proprie ferme convinzioni giovanili: anche lui, fino alla sua caduta, sostenne il fascismo e la sua economia corporativa. Più difficile è stato negare la propria fede fascista, da parte di Dario Fo, che a 18 anni si arruolò nel battaglione Azzurro di Tradate (contraerea) e poi tra i paracadutisti del battaglione Mazzarini della Repubblica Sociale Italiana. Nel 1977 Il Nord, piccolo giornale di Borgomanero, raccontò quei trascorsi della vita di Fo: l'attore querelò subito Il Nord, e al processo disse che l'arruolamento era stato soltanto "un metodo di lotta partigiana". Le testimonianze, invece, lo inchiodarono: la sentenza del tribunale di Varese, datata 7 marzo 1980, stabilì che "è perfettamente legittimo definire Dario Fo repubblichino e rastrellatore di partigiani". Dario Fo non fece ricorso."

Questi sono i padri della nostra cultura, cosa possiamo pretendere dalla la nostra povera patria???


 
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Fichi

Post n°5817 pubblicato il 03 Marzo 2018 da dinilu

Nel Vangelo c'è la parabola del fico maledetto (Mc 11, 12-25 || Mt 21, 18-19). Oggi abbiamo altri fichi. Fico fresco (M5S). Fica secca (Bonino).

 
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Caffé

Post n°5816 pubblicato il 03 Marzo 2018 da dinilu

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Il caffè della Boldrina
Non si beve alla (domenica 4 marzo) mattina
Né col latte, né col thè
Ma perché, perché, perché
La Boldrina fa il caffè
Fa il caffè con centri sociali
Poi ci mette No Tavali
antifascisti e antagonisti
anarchici e sfascisti
E poi dice: «Che caffè!»
Illymitatamente rosso!

 
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Venere comunista

Post n°5815 pubblicato il 29 Gennaio 2018 da dinilu

 
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Blob

Post n°5814 pubblicato il 29 Gennaio 2018 da dinilu

*BitCoin ovvero BitCoi(o)n?

*L'aura Boldrini (aurata di marxismo) tuona contro "i fascisti del terzo millennio". Meglio indubbiamente, indiscutibilmente, sicuramente, perentoriamente, sinistramente, "i comunisti del terzo millennio": ex BR-LC-PrimaLinea-PotOp-Lioce & C.-Giuliani estintorista-Centri (a)Sociali-Antagonisti passamontagnati tirasampietrini e bombe molotov-NO Tutto tira bombe carta-Anarcoidi vari ecc.

*Mentre i nazisti massacravano gli ebrei a milioni, il loro dio unico Javeh (che con loro aveva sottoscritto un patto di Alleanza quale Popolo Eletto con supremazia su tutti gli altri popoli della Terra) giocava a carte con suo fratello Allah (che aveva scritto altro patto di Alleanza con i cugini degli ebrei, gli arabi).

 
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Stardust

Post n°5813 pubblicato il 24 Gennaio 2018 da dinilu

Credini sono coloro che credono alle panzane pure sgrammaticate dei Di Maio e altri del M5S. Mediocri o peggio miracolati dalla rabbia cieca o ottusa (più ottusa che cieca) degli italiani. Di Battista fa solo rima con Statista. Di Maio Fico e altri equivalenti ( o somarivalenti?) non fanno manco rima. Disoccupati o sottoccupati i grillini vogliono dirigere una Nazione. Chi li manovra? Un algoritmo? Un guru figlio di guru? Vaffanguru? John Fante scrisse "Ask at dust". Oggi scriverebbe "Ask at Stardust", cioè chiedi alla polvere di (5) stelle.

 
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Guadagni ollivudiani

Post n°5812 pubblicato il 23 Gennaio 2018 da dinilu

Luca Guadagnino e André Aciman

Agli Oscar 2018 partecipa, con ben 4 nomination, il film di Luca Guadagnino "Chiamami con il tuo nome", tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore mezzo (m. 1,50) ebreo André Aciman, che racconta lo struggente rapporto di amicizia e amore che nasce tra due ragazzi, Elio, diciassettenne italiano, e Oliver, ventiquattrenne statunitense. Storia gay tra due ragazzi ariani. 

"Struggente storia d'amore" si legge. Vulgus "inchiappettamento di un adolescente italiano da parte di un più maturo americano". Alias "i dolori" (anali) del giovane (non Werther, ma) Elio. Elio gabbalo, Oliver. Twistalo bene dove non batte il Sole (Elios in greco) dell'Avvenire.

Frutto del genio ebraico acimanito-sefardita, il film sicuramente guadagnerà almeno un Oscar. Piccolissimo, miserrimo gaydagno per il cinema italiano. Louis-Ferdinand Céline, da par suo, ne farebbe un'ottima recensione.

 

 
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Unicuique suum

Post n°5811 pubblicato il 14 Gennaio 2018 da dinilu

L’Espresso (napoletano fatto con caffè illymitatamente rosso) sul numero 3 del 14 gennaio 2018 pubblica "in esclusiva" un fumetto di ben 14 pagine dal titolo “La banalità del nazi”, con sottotitolo “Questa non è una partita a bocce”. Opera esimia del Genio italgrafico Zerocalcare. Senza banalizzare/bananizzare il sottotitolo (“Questa non è una partite a balle”) e l’illustre Autore (Zerocalcare alias Calgon), dopo aver scorso il fumetto (un filo di fumo non di Camilleri né di Cio-Cio-San) con la debita attenzione (senza fumare alcuna canna), ne ho tratto/desunto quanto appresso.

Il fascismo da Calgon è affatto assimilato al nazismo, con richiamo d’obbligo alla shoah e pure ad Anna Frank, dimenticando che il comunismo è stato più distruttivo di vite umane del nazismo, con cui pure si “alleò” (patto Molotov/Ribbentrop o Stalin/Hitler nel 1939 per aggredire la Polonia (successive fosse di Katyn e dintorni). Il "Piccolo padre" Stalin difatti attivò purghe, gulag, processi-farsa. Altre stragi promossero Mao Zedong (decine di milioni di cinesi, oltre a 1 milione di inermi tibetani), Pol Pot, Kim il Sung, Ulbricht, Kadar, Tito, Ceausescu e altri illustri capi comunisti nel mondo.

In particolare si ricorda il genocidio, con oltre 7 milioni di vittime ("25mila morti al giorno", "17 al minuto", mentre "un morto su tre era bambino o neonato"), perpetrato da Stalin in Ucraina: dal 1929 al 1932 lo sterminio si configurò con gli eccidi materiali e la deportazione in Siberia di milioni di contadini, che perirono tra mille sofferenze; nel biennio 1932-33 fu attuato lo “sterminio per fame” (holomodor), mediante la requisizione totale dei generi alimentari e l’obbligo di cedere allo stato tutto il grano prodotto, in modo che ai kulaki produttori non restava che morire di fame, ricorrendo persino al cannibalismo (i bambini non li mangiavano i comunisti, ma le loro vittime).

Giuseppina Ghersi, ragazzina di 13 anni (2 meno di Anna Frank) nel 1945 fu violentata e uccisa dai partigiani garibaldini perché accusata di “collaborazionismo” (sic). Per tacere di altre migliaia di vittime, compresi religiosi, nel c.d. triangolo rosso emiliano.

Calgon, da ultimo, offre un elenco di ben 6 ammazzati “dai militanti neofascisti” dal 2003 fino al 2016 (il povero nigeriano ucciso a Fermo). Dimentica però il rogo di Primavalle nel 1973 con i fratelli Mattei (di 22 e 8 anni) bruciati vivi e nel 1978 la strage di Acca Larentia in cui furono uccisi due giovani attivisti del Fronte della Gioventù. Ma quelli erano giovani “nazisti”, secondo lo schema interpretativo-definitorio dello stesso Calgon.

Per tacere di Brigate Rosse, Potop-Potere Operaio, Lotta Continua, fino alla Lioce e assimilati, tutti autentici, sinceri democratici e innocui antinazisti.

Del resto blackblokkisti, incendiari molotoviani di automobili e camionette, imbracciatori di estintori, cecchini con sampietrini, spaccavetrine, lanciatori di transenne e di aste di bandiere nonché di bombe carta, devastatori e devastavacche, tutti debitamente travisati e occultati, sono esclusivamente “militanti di organizzazioni neofasciste”, anzi neonaziste, secondo la nomenklatura dell’ottimo Calgon.

 
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Ieri e oggi

Post n°5809 pubblicato il 07 Gennaio 2018 da dinilu

Giuseppe Giusti scrisse "Il Re Travicello". Oggi, attualizzando il personaggio, scriverebbe più o meno così "Il Re Travicello piovuto ai ranocchi che mica sono sciocchi: il legno è ben grezzo, ma fino il cervello. Lo chiamano pure il Re Manganello. Trecento milioni gli hanno prestati, dei disinteressati. In una Mercedes glieli hanno mandati, dei disinteressati. Lui dice "Li ho ritornati" (1). Agli stessi (2). Ma senza interessi. Direte "Che fessi!". No, eran solo amicessi (3). L'han giurato(4), li han visti i milioni, convenuti tra fogli (5) e cartoni (6): eran tanti, eran belli (7), eran buoni (8). Calò nel suo regno con molto fracasso; le steste pe(n)santi fan sempre del chiasso. Non tira a pelare, li lascia sfogare: han cuore di pietra, nessuno che arretra. Non si salva sicuro, chi non è puro. Promette manette, promette sfracello il Re Manganello. I bravi ranocchi son ora felici, con solo due occhi, ma quattro narici. Più aria al cervello, più mente al favello (9), pel Re Travicello. Valorosi italioti sorridon beoti (10)".

NOTE. (1) Licenza poetica per restituiti. (2) Benefattori. (3) La rima è tiranna. (4) Come a Pontida. (5) Di giornale. (6) Scatole di scarpe. (7) Nuovi di Zecca. (8) Lire, non euro. (9) Altra licenza poetica. (10) Beati, ma beoti per necessità di rima.

 
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Films

Post n°5808 pubblicato il 07 Gennaio 2018 da dinilu

Benigni sta preparando il sequel de "La vita è bella". Avrà il titolo "La vita è balla. Rossa". Protagonista Giovanni Floris. Guest stars Michele Sant'oro (ha beccato, bipartisan da Rai e Mediaset) e Marco Trav'aglio (detto anche Travprezzemolo quale ubiquo Tuttologo con fiuto per soldi più fino del rabelesiano Nasapeti). I managers di Lehman Brothers e di altre banche (in Italia MPS, Banca Etruria, Popolare Vicenza, Veneto Banca ecc.) gireranno il film "La vita è bolla". Studenti di Scuole varie con 3 in condotta interpreteranno il film corale "La vita è bulla".

 
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Pietismo sinistro

Post n°5807 pubblicato il 31 Dicembre 2017 da dinilu

Spalleggiata dalle correnti del solidarismo sociale cattolico (i dubbi di Rosy Bindi fino ai distinguo di Prodi), la cultura di sinistra vive come un oltraggio la deriva pragmatica dei «suoi» sindaci, anticamera di un ribaltamento di valori che addirittura, sostengono. rischia di mettere fine alla sua stessa ragion d'essere: la difesa degli ultimi, dei deboli (finti) e degli svantaggiati (fannulloni), della figura semi- ieratica del maître à penser (le donne sono maitresse à penser), vestale di un'Idea che va preservata da un realismo politico privo di princìpi. È questa attitudine mentale che induce un moto di simpatia istintiva verso il «lavavetri» e forse uno di naturale diffidenza verso il «privilegio» della vittima della micro-criminalità.

 
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Pena di morte

Post n°5806 pubblicato il 31 Dicembre 2017 da dinilu

Benedetta Maffia, a proposito della pena di morte, citava Dostoevskij, il quale, innocente, subì la giustizia di un sistema retrogrado e repressivo, quale era quello zarista.
Posto che siamo tutti condannati a morte dalla nascita ("vegliate, perché non sapete né il giorno né l’ora”: Mt 25,13), i mostri sicuramente colpevoli di delitti efferati, perchè non debbono essere espulsi per sempre dal consorzio civile, cui non sono degni di appartenere, come si estirpa un tumore maligno? Penso ad un Chiatti, ad una Eri-ca(ina) (Caino, però, massacrò solo il fratello, non anche la madre), ad un Brusca, ad un Alessi, ad un Igor il russo.
E' giusto "mantenere" i mostri per anni per decenni, al costo di 260 euro al giorno mentre lesiniamo su sanità, pensioni, asili nido e tante altre provvidenze per i cittadini che rispettano le leggi umane e divine?
Recupero e reinserimento nella società? Non ne vale la pena. Salviamo, invece, i bambini che nel mondo muoiono di fame e malattie.
Deterrenza o no? Falso problema. Irrilevante. I virus HIV, Ebola o dell'aviaria (che, si badi bene, non hanno coscienza o morale o libero arbitrio, ma obbediscono solo all'istinto) li distruggiamo, non li nutriamo ed accudiamo.

 
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Tukya

Post n°5805 pubblicato il 31 Dicembre 2017 da dinilu

Rula Jebreal ha una bella faccia ed un'attraente bocca (sulla quale primi piani insistiti), ma è sempre una palestinese, mussulmana, e quando afferma(va) di essere laica, non le (ho creduto, né) credo. E' noto, difatti, ma non agli ignoranti e mentes captae, che è lecito per i mussulmani mentire agli infedeli (kafir), esercitare l'arte coranica della "dissimulazione" (tukya), mentre ciò non è consentito ai cristiani, ma nemmanco ai buddisti.
Non mi faccio incantare, perciò da un bel viso, che può essere solo facciata (come quella di una casa, magari restaurata), che cela all'interno pensieri e pulsioni di avversione, di disprezzo, se non pure di odio (i cristiani sono maiali e gli ebrei sono scimmie).
L'imam di Torino il propio odio l'ha espresso apertis verbis, sia pure ai propri fedeli, mentre Isis, al Qaeda, Ahmadinejad ed altri fondamentalisti islamisti lo urlano a tutto il mondo non mussulmano.

 
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Storia de jeri

Post n°5804 pubblicato il 31 Dicembre 2017 da dinilu

La non buona novella (ovvero il vangulo) agli italiani. Prima ci fu Giovanni-Piero Fassino ad annunciare la venuta di uno a cui lui non era degno di legarei calzari (peraltro mocassini senza lacci). Poi venne Walter Veltroni ("valtere sì tutti noi", dicono quelli del Testaccio, il gobbo del Quarticciolo, i ragazzi di vita, ecc.), il quale è asceso, come Mosé (W é il rovescio di M) sul monte Asinai (o Osinai? e cchennesò!?, dice er Piotta) e ne é disceso con i Dieci comandamenti. Guance cascanti, come lo chiamano, s'è preso dodici discepoli, circa, e uno di essi, Dario Franceschini (come il fondatore, con Curcio, delle BR), l'ha nominato primo discepolo, dicendogli: "Tu sei Dario e diffondarai il mio insegnamento al circondario italiota". Tra i discepoli anche una donna, Rosy, anzi Rossy Bindi, bella di dentro come di fuori, vergine,a differenza della Maddalena, ma non (ancora) martire.
 
Ciao.    

 
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Talis pater, talis filia (artis)

Post n°5803 pubblicato il 31 Dicembre 2017 da dinilu

Cristina Comencini, che aveva realizzato un film, tratto da un suo romanzo (prima la fa e poi, come Daniele Luttazzi, se la mangia), alle prime avvisaglie di rifiuto di tanta....arte, esclamò, inviperita: “E' censura clerico/fascista! Se mi escludono, per tutta la vita mi vergognerò di essere italiana!”.
Sono io, invece, a vergognarmi di essere connazionale di una come la Cristina, che scrive e filma sconcezze e sordidezze (cos'è la vita ordinaria per Lei? Cosa sogna la notte? Solo stupri, violenze di bambini/e da parte di padri, amori saffici?), quali solo una giuria comunista (pardon liberal) può accogliere come opera artistica, in ossequio al tanto padre Mario, comunista Geniale, quasi quanto Benigni,Moretti e Ciprì.

 
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L'ultimo nastro di Krapp (Beckett 2007)

Post n°5802 pubblicato il 31 Dicembre 2017 da dinilu

Croce......vigliacchi.....rossa......musulmani.......rombo.....maledetti............non..........vi amerò...meglio......kubo......bastardi.....rosso.......ka'ba.......mentecatti.........mezzaluna.....reciprocità.......
rossa.......cavolo.......bauscia........pirla.......

 
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Pansane estive del 2005

Post n°5801 pubblicato il 31 Dicembre 2017 da dinilu

Giampaolo Pansa, che anni fa nel suo “Bestiario” su L'Espresso si sforzava di mostrare il volto buono e raziocinante (non ottuso o livido) del comunismo, non poteva esimersi, ogni tanto, dal riaffermare il proprio voto di obbedienza, in forme talora soft, quando, pur movendo critiche bonarie alla sinistra, assicura, comunque, che voterà sempre “a manca” (senza turarsi, come Montanelli, il naso, né, come Cipputi, il deretano).
Tuttavia, nel fascicolo n.34 del 1°.9.2005, forse perché aveva sgarrato troppo (arrivando al limite della catena), il fedele (di don Quijote Fassino) Sancho Pansa  esagerò in modo marchiano (giungendo quasi al confine della stupidità, beninteso non dei lettori del feuilleton debenedettiano), quando affermò (udite, udite) che “il centro esiste già e sta....dentro il centro-sinistra, come dice la parola stessa. Sono di centro....l'italia dei valori di Tonino di Pietro, l'Udeur...., i socialisti di Enrico Boselli....la Margherita”, aggiungendo che “E' sicuramente di centro una quota importante dei Ds. Sto dicendo una bestemmia? Penso proprio di no. ...Perché non definire centristi....molti diessini? ....Intendo i Fassino, i D'Alema, i Bersani...Veltroni, Cofferati, Chiamparino...”.
Pansa, il solleone estivo ti ha proprio lessato il cervello (quello non portato all'ammasso).
Passi considerare centrista  (del SINISTRA-centro!!) la Margherita (con tanti cattocomunisti alla Bindi ed alla Franceschini, per tacer di Rutelli, ex  compagno Pecoraro Scanio), ma dare del centrista a Boselli, che sta a sinistra di Rutelli (forse pure dei DS), ed addirittura a Fassino, D'Alema, Veltroni, Cofferati, Chiamparino, è  irreale, folle, anzi scemenziale (un po' scemo e un po' demenziale).
A completamento, come la ciliegina sulla torta (quella dei Trettre “me pare tutta 'na str....”), Giampaolo affermò categoricamente che “Infine, c'è il più centrista di tutti: Romano Prodi. Bisogna che il Super Prof. accentui al massimo (D'Alema?) il suo profilo centrista (posto tra le due natiche)”.
Booom! Come nei fuochi di artificio, lo....schizzo tortiero finale. Centrista il Faccia di culatello, pappa e ciccia (ar culo, direbbe Totti) con Bertinotti e compagni! Vavavoooommmm

 
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