Che bello poter disporre di un archivio accuratissimo.. :)
Non c’è da stupirsi dei furibondi attacchi che Antonio Di Pietro, oggi deputato, un tempo magistrato, rivolge ai due giudici costituzionali, “rei” di aver partecipato ad una cena conviviale con il Presidente del consiglio, il ministro di giustizia e altri ospiti.Non c’è da stupirsi non perché Antonio Di Pietro sia un giustizialista, fatto peraltro noto, o un antiberlusconiano, fatto peraltro rivendicato, ma per un altro motivo.Di Pietro pensa tutto il male possibile dei giudici costituzionali Luigi Mazzella e Paolo Napolitano per una ragione molto semplice: ritiene che tutti i magistrati siano fatti come lui. Ed è per questo che Di Pietro li considera dei farabutti. Nell’attaccare loro Di Pietro ci racconta la pasta di cui è fatto, quella pasta che gli ha permesso di fare carriera prima come mantenuto, poi come tagliagole. Per questo è bene ricordare il curriculum dell’eroe di Mani Pulite, mettendo bene in fila le sue vergogne che molti hanno dimenticato o gli hanno condonato: 1) cento milioni di lire senza interessi dall’imprenditore inquisito Gorrini, poi restituiti con assegni circolari, poi incassati e avvolti in carta di. giornale poco prima di dimettersi, nel 1994; 2) cento milioni di lire senza interessi dall’imprenditore inquisito D’Adamo, denaro restituito nel 1995 in una scatola da scarpe messa agli atti di un procedimento penale;3) periodiche buste di contanti sempre da D’Adamo; 4) centinaia di milioni, ottenuti dagli imprenditori Gorrini, D’Adamo e Franco Maggiorelli, per i debiti contratti dall’amico Eleuterio Rea al gioco d’azzardo; 5) una Mercedes CE da 65 milioni di lire ottenuta da Gorrini e rivenduta all’amico avvocato Giuseppe Lucibello per una cifra poi utilizzata da Di Pietro per comprarsi una Fiat Tipo bianca; i soldi sono stati restituiti con assegni circolari emessi nel maggio 1994 ma incassati nel novembre successivo, prima delle dimissioni; 6) una Lancia Dedra per la moglie di Di Pietro da parte di D’Adamo; 7) l’utilizzo di una garçonnière a Milano, dietro piazza Duomo, di proprietà di D’Adamo, fino all’inizio del 1994; 8) l’utilizzo di una suite da 5-6 milioni al mese pagata da D’Adamo, a partire dal 1989, per almeno un anno e mezzo, al Residence Mayfair di Roma, nei pressi di via Veneto; 9) l’acquisto di un appartamento a Curno con soldi forniti da Gorrini; 10) la disponibilità di un appartamento a canone gratuito, fornito da D’Adamo, per il collaboratore Rocco Stragapede; 11) un vasto e imprecisato numero di pratiche legali dalla Maa di Gorrini per la moglie; che svolge la professione di avvocato; le consulenze legali da D’Adamo per la moglie;l’impiego per il figlio, due volte, alla Maa di Gorrini; 12) vari e costosi omaggi da D’Adamo: vestiario di lusso nelle boutique incati, Fimar e Hitman di Milano, un telefono cellulare per sé, un telefono cellulare per l’amico Rocco Stragapede, almeno quindici biglietti aerei Milano-Roma, un mobile-libreria per la casa di Curno; 13) vari e costosi omaggi da Gorrini: ombrelli, agende, penne di lusso, viaggi in jet privato per partite di caccia in Spagna, Polonia e nella riserva astigiana di Giovanni Conti, alcuni stock di calzettoni al ginocchio.Insomma Antonio Di Pietro è uno che ha fatto tredici, ma non al Totocalcio. E che deve la sua fortuna politica alla sinistra – dalla candidatura nel Mugello nel 1997 nel collegio senatoriale del Mugello fino all’alleanza del 2009 – un sostegno così duraturo nel tempo da far credere che qualcuno sappia – o faccia credere di sapere – che fine abbia fatto il miliardo di lire ricevuto dal Pci-Pds da Raul Gardini per l'affare Enimont. Un fatto rimasto senza responsabile, come è scritto nella sentenza di quel processo: «Gardini si è recato di persona nella sede del Pci portando con sé un miliardo di lire. Il destinatario non era quindi semplicemente una persona, ma quella forza di opposizione che aveva la possibilità di risolvere il grosso problema che assillava Enimont (un decreto di sgravio fiscale, ndr). Il fatto così accertato è stato dunque esattamente qualificato come illecito finanziamento di un partito politico».(Il Predellino) _________________14) ? Quattordici..come la quattordicesima che l'Unità ci ricorda che è stato Prodi a regalare ai pensionati..E a Di Pietro che quattordicesima è arrivata? Il punto di domanda riguarda infatti la provenienza dei capitali usati da Di Pietro per l'acquisto di una lunga serie di appartamenti di pregio, in Italia ed all'estero. Non è vietato da nessuna legge collezionare case: basta dichiarare da dove vengono i capitali necessari, poi che c'è una notevole discrepanza fra le proprietà di Di Pietro e la sua dichiarazione dei redditi..e se qualche magistrato NON militante a sinistra avviasse una seria indagine fiscale?PS per i provocatori di professione & gli utili idioti: i dati sopra riportati sono documentati e di dominio pubblico..solo che "stranamente" sono stati coperti da vagonate di sabbia onde farne perdere la memoria storica..