«Uscendo da Canzo, ammiri la cascata della Vallategna, le cui acque balzanti a picco da erta rupe in forma di schiuma la cui bianchezza trae rilievo dalla folta verdura dei margini, spruzzano i viandanti, su a cinquanta passi di distanza e rallegrano l’estate coi colori dell’iride...». Così scriveva nel 1858 Cesare Cantù. E Stendhal, nel diario del suo viaggio in Italia, annotava: «...il confine tra Brianza e Valassina è fluttuante non è un luogo definito... quella cascata..., ma è scritto nel cuore e non si cancella ».Con un salto dal passato al presente, dalle pagine della letteratura alla realtà, la cascata descritta dalle penne di Stendhal e di Cantù rischia di essere cancellata dalla vista. Se arriverà il via libera del Comune di Asso, un nuovo centro commerciale potrebbe eclissarla. Per sempre. «Deturpando un altro angolo di questa verde Brianza », denuncia Roberto Fumagalli, responsabile del circolo di Legambiente. Ad Asso, il paese sopra Erba di 3.600 abitanti, incastonato nella Valassina, la battaglia per «salvare dal cemento la cascata»—scandisce un comitato di cittadini sul web—è cominciata da un paio di settimane. Da quando sulla scrivania del sindaco Giulia Manzeni, della lista civica «Cittadini indipendenti», vicina al centrodestra, è arrivato il progetto per la costruzione di un supermercato da tirar su ai piedi della cascata che nutre il fiume Lambro.QUI LA PETIZIONE ON-LINE PER DIRE NO ALLO SCEMPIO
SALVIAMO LA CASCATA DI VALLATEGNA, LA CASCATA DI STENDHAL
«Uscendo da Canzo, ammiri la cascata della Vallategna, le cui acque balzanti a picco da erta rupe in forma di schiuma la cui bianchezza trae rilievo dalla folta verdura dei margini, spruzzano i viandanti, su a cinquanta passi di distanza e rallegrano l’estate coi colori dell’iride...». Così scriveva nel 1858 Cesare Cantù. E Stendhal, nel diario del suo viaggio in Italia, annotava: «...il confine tra Brianza e Valassina è fluttuante non è un luogo definito... quella cascata..., ma è scritto nel cuore e non si cancella ».Con un salto dal passato al presente, dalle pagine della letteratura alla realtà, la cascata descritta dalle penne di Stendhal e di Cantù rischia di essere cancellata dalla vista. Se arriverà il via libera del Comune di Asso, un nuovo centro commerciale potrebbe eclissarla. Per sempre. «Deturpando un altro angolo di questa verde Brianza », denuncia Roberto Fumagalli, responsabile del circolo di Legambiente. Ad Asso, il paese sopra Erba di 3.600 abitanti, incastonato nella Valassina, la battaglia per «salvare dal cemento la cascata»—scandisce un comitato di cittadini sul web—è cominciata da un paio di settimane. Da quando sulla scrivania del sindaco Giulia Manzeni, della lista civica «Cittadini indipendenti», vicina al centrodestra, è arrivato il progetto per la costruzione di un supermercato da tirar su ai piedi della cascata che nutre il fiume Lambro.QUI LA PETIZIONE ON-LINE PER DIRE NO ALLO SCEMPIO